Pinocchio torna in sala: niente menzogne cinematografiche per il bugiardo patologico più famoso

Esce nelle sale cinematografiche in questo Natale 2019 una nuova versione del bugiardo patologico più famoso del mondo realizzata con solo make-up. Pronti alla nuova fiaba di Pinocchio?

Fotogrammi tratti dal trailer del film: Geppetto al lavoro, lo spettacolo dei burattini, il gufo e la civetta e il famoso burattino.

L’idea di questo nuovo film è di non ricorrere a finzione affidandosi al grande Mark Coulier che con il giusto make-up è riuscito a restituire la magia e il realismo di Collodi. Un film senza menzogne cinematografiche che mette di nuovo al centro un personaggio circondato da bugie che non fanno che allungargli il naso. Una storia di ricerca e lezioni di vita per insegnare a Pinocchio, e ad ogni bambino, a lasciar andare quel velo di bugie che utilizziamo per proteggerci dalla realtà.

Le sale cinematografiche attendono un nuovo arrivo

Il nuovo film di Matteo Garrone vede protagonista il giovane Federico Ielapi nei panni del burattino più famoso. Otto anni e già un curriculum cospicuo: ha recitato in Quo vado con Checco Zalone, in Moschettieri del re di Giovanni Veronesi e nel film Brave ragazze di Michela Andreozzi presto in sala. Non mancano altri nomi da Oscar, Roberto Benigni che torna a recitare nella fiaba che lo ha reso famoso nei panni di Geppetto, Gigi Proietti come Mangiafuoco, Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo interpretano il gatto e la volpe, la fata adulta Marine Vacth e tanti altri. La grande novità arriva con la partecipazione del make-up Artist Mark Coulier, famoso già per i personaggi di Harry Potter e vincitore di due premi Oscar. I personaggi del nuovo film, dalla pelle lignea di Pinocchio, al cane, alla civetta, verranno realizzati unicamente a tocco di pennelli. 

Non dimentichiamo una vita di peripezie

Serve ripercorrere la storia datata 1883 che vede protagonista un allegro burattino alla scoperta del mondo che, con i suoi insegnamenti, non fa che rimanere attuale. Geppetto, il falegname, riceve in regalo un pezzo di legno che sa parlare e ne ricava un burattino. I pezzi di legno non hanno la coscienza ed è qui che entra in gioco il Grillo Parlante che non fa che consigliare e accompagnare Pinocchio sulla retta via. Tra Mangiafuoco, Lucignolo, Geppetto in prigione, le monete d’oro e il Gatto e la Volpe, Pinocchio incontra la Fata Turchina. Lontano dal padre per così tanti anni non rinuncia mai a cercarlo e prova sempre a diventare migliore e a non lasciarsi trasportare dalle cattive compagnie anche se non sempre è così facile. Trovato Geppetto nella pancia di un pescecane sarà Pinocchio a salvarlo e a guarirlo diventando un bambino vero. 

Un Pinocchio nella vita reale

Una persona che non può fare a meno della menzogna per vivere non avrà il naso lungo come nella fiaba, ma finirà lentamente per perdere il senso del sé catturato dalle sue bugie. La prima importante distinzione da fare è tra il bugiardo compulsivo, che non vuole raggiungere un fine specifico ma mente per abitudine e per stare meglio, e il bugiardo patologico, manipolativo, egocentrico, incurante delle conseguenze per giungere al proprio fine. Una persona che mente da tanto tempo arriva ad interiorizzare le proprie bugie credendole vere senza percepire l’incombere di una patologia. Il primo passo, quindi, diviene l’autoconsapevolezza, ovvero rendersi conto di avere un problema su cui lavorare. La menzogna può essere, poi, paragonata a una dipendenza, come ogni altro comportamento che offre comfort e fuga dallo stress. Forte deve essere la motivazione a smettere e a voler separare di nuovo il piano di fantasia e realtà. Pinocchio non mente per manipolare o per mantenere vivo il proprio ego ma solo per la paura di essere scoperto. Sarà l’amore delle persone a lui care ad aiutarlo.

“Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito, perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l’appunto è di quelle che hanno il naso lungo.”

Francesca Morelli

 

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