Matrimonio con un ologramma in Giappone: il futuro di “Her” è già realtà?

Il film “Her” del 2013 raccontava della storia d’amore tra un essere umano e un sistema operativo digitale in un futuro non così lontano: oggi, in Giappone, si è fatto un passo oltre…

Locandina di “Her” (2013)

Her” (“Lei“), film del 2013 diretto da Spike Jonze e vincitore dell’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, racconta la storia di Theodore, timido e solitario scrittore di Los Angeles alle prese con il difficile divorzio dalla moglie Catherine, il cui rapporto dura sin dall’infanzia, in un futuro tutto sommato non così troppo lontano; infelice e depresso, Theodore spende il proprio tempo tra lavoro, videogames, pornografia e chat online, sino a quando non incontra Samantha.

Le passioni di Theodore

Samantha non è altri che il nome che Theodore attribuisce al sistema operativo OS 1, un’intelligenza artificiale che si evolve in modo continuo ed organico con compiti di assistenza virtuale (simile a Siri di Apple o Alexa di Amazon Echo).

Theodore è affascinato dalle capacità e dalla intelligenza di Samantha, cosa che lo porta ad avvicinarsi e confidarsi sempre più con lei; il loro rapporto si evolve a tal punto da sfociare in una vera e propria relazione sentimentale.

Theodore e Samantha si tengono in contatto continuamente attraverso un paio di auricolari wireless

Nel corso del film, si scoprirà che, allo stesso modo di Theodore, molte altre persone hanno intrecciato una relazione con il proprio OS 1, e la stessa Samantha confesserà a Theodore di avere numerosi altri partner oltre a lui.

Se “Her” raccontava, in pellicola, l’amore tra un essere umano e un software virtuale, c’è chi, nella vita reale si è spinto anche oltre…

LA NOTIZIA

A Tokyo, nel novembre del 2018, Akihiko Kondo, insegnante 35enne di scuola media, ha infatti sposato Hatsune Miku, celeberrima star del J-Pop che dal 2007 ad oggi vanta all’attivo più di 100.000 canzoni.

Nessuna stranezza sin qui, se non fosse per il fatto che… Miku non è una persona reale, bensì un ologramma: è infatti l’avatar di un Vocaloid, un sintetizzatore vocale, sviluppato dalla Crypton Future Media, a cui è stata attribuita una voce (quella della doppiatrice Saki Fujita), un’immagine e un background biografico.

Akihiko Kondo con l’ologramma di Miku (sulla destra)

In pochissimo tempo, Miku ha registrato vendite e numeri da record, diventando una vera e propria idol in Giappone, idolatrata da legioni di fans e a cui sono dedicati numerosi videogiochi, manga, anime, action figures, etc…

Capelli blu, occhi verde acqua e look da manga: ecco a voi Hatsune Miku!

Il matrimonio è stato celebrato secondo i canoni tradizionali, con tanto di cerimonia, scambio di anelli e ricevimento, a cui hanno partecipato i circa 40 invitati, per una spesa complessiva stimata di circa 2 milioni di Yen (poco meno di 17.000 euro).

Foto dal matrimonio di Kondo e Miku

Ovviamente, l’unione tra Kondo e Miku non ha alcun valore legale, eppure si tratta di una possibilità che era già stata contemplata: la Crypton infatti rilascia un “certificato di unione“, che riconosce il matrimonio “cross-dimensionale” tra un essere umano e un avatar virtuale.

Sarebbero già 4000 i certificati cross-dimensionali rilasciati

REALTÀ AUMENTATA E REALTÀ VIRTUALE

La natura ologrammatica della “sposa” rende utile se non necessaria la distinzione tra realtà aumentata e realtà virtuale: quest’ultima si configura come un nuovo mondo artificiale (virtuale, appunto), totalmente estraneo e dunque parallelo alla realtà di vita dell’individuo che ci si immerge.

La realtà virtuale, attraverso la creazione di questo mondo Altro, costituisce per l’individuo una scappatoia, una via di fuga dal mondo reale stressante e oppressivo, creando allo stesso tempo una dicotomia tra Reale e Virtuale di cui il soggetto mantiene però costantemente coscienza: la realtà virtuale, per quanto realistica, verosimile e interattiva, sarà sempre artificiale, sarà sempre una realtà Altra.

Al contrario (e quindi potenzialmente più pericolosa), la realtà aumentata, come suggerisce il nome, agisce sul mondo reale, potenziandolo con stimoli digitali aggiuntivi, che si integrano con il contesto di realtà.

“Pokemon GO!” è un esempio piuttosto noto di realtà aumentata

A differenza della realtà virtuale, non viene creata una seconda realtà, parallela, ma anzi quella barriera tra reale e virtuale viene abbattuta: gli stimoli artificiali, ologrammatici, si integrano con quelli reali, aumentando gli input percettivi e di conseguenza nuove possibili interazioni, nuove opportunità, anche di tipo sociale, persino in campo sentimentale, come nel caso di Kondo.

LA CORNICE ANTROPO-CULTURALE

È naturale e lecito domandarsi allora come interpretare i risultati della nuova realtà che ci si presenta, come valutare le nuove dinamiche e le nuove relazioni “cross-dimensionali”, cosa si nasconde dietro di esse.

Per fare ciò, è necessario prima esaminare la dimensione antropo-socio-culturale entro cui tali realtà emergono: la società post-moderna giapponese.

I dati raccolti dal National Institute of Population and Social Security Research in Giappone raccontano che nel 2017, nella fascia di popolazione tra i 18 e i 34 anni, più della metà di chi non è ancora sposato non è impegnato in alcuna relazione, sottolineando la realtà complessa e difficile delle relazioni sentimentali (ma anche sessuali) nella società giapponese.

Contribuisce a ciò anche il fenomeno delle cosiddette “oniyome“, le spose-demoni che tanto terrorizzano gli uomini, che risultano quindi spaventati dal mondo femminile e dall’idea del rifiuto e dell’abbandono: il quadro complessivo che emerge è quello di un generale immobilismo sentimentale, che porta gli individui ad allontanarsi dal proposito del matrimonio e quindi della famiglia.

COMPRENSIONE PSICOLOGICA

Kondo ha motivato la propria decisione attuando un meccanismo di intellettualizzazione, sostenendo l’innegabile preferenza, rispetto ad un partner umano, dell’immortalità e dell’eterna giovinezza del partner ologrammatico, così come la sua maggior “praticità”: “Miku mi ha salvato“, ha aggiunto l’insegnante.

L’uomo infatti veniva da un esaurimento nervoso causato dall’ennesima infelice relazione, l’ultima di una lunga serie di esperienze negative (tutte con donne reali), segnanti e forse addirittura traumatiche per Akihiko.

Alla luce di questo scorcio biografico, la relazione virtuale rivela un carattere indolore ma soprattutto riparativo: Miku, al momento del matrimonio, assume infatti comportamenti e atteggiamenti di cura e di accudimento, che potrebbero ripagare Kondo del dolore subìto nel corso della sua vita sentimentale.

Miku, attraverso queste caratteristiche, facilita l’evitamento del dolore da parte di Kondo, che conserva ancora vissuti traumatici e abbandonici legati alle relazioni passate: la natura di ologramma di Miku, eterna, perfetta e “infinitamente buona”, funge da scappatoia psichica per l’uomo, permettendogli di non affrontare una realtà fallimentare, dolorosa e quindi imperfetta e facilitando allo stesso tempo un meccanismo di evitamento che lo ripari così dall’ansia abbandonica.

L’amore e la sua relazione con Miku hanno a suo dire salvato Kondo, e con il proprio matrimonio egli vuole incoraggiare anche altri a seguire il proprio esempio; altri che, come lui, trovano nella realtà solo sofferenza e dolore.

Ma il rischio di fondere in modo inscindibile Reale e Virtuale, a tal punto da non essere più in grado di distinguere l’uno dall’altro, è troppo alto, specialmente quando ad entrare in gioco sono aspetti emotivi primari come l‘amore.

“Io dico che chiunque si innamori è un disperato. Innamorarsi è una pazzia. È come se fosse una forma di follia socialmente accettabile” (Amy, “Her”)

Marco Funaro

 

 

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.