La morte di Robin Williams porta a interrogarci sul perché avvengano i suicidi.

Per quanto i suicidi possano sembrare gesti individuali trovano in realtà le loro cause nella società.

Robin Williams ha sconvolto il mondo intero con il suo gesto suicida che, secondo la biografia scritta da Dave Itzkoff, sia stato una conseguenza a due malattie degenerative. Attraverso lo studio di Émile Durkheim possiamo analizzare il suicidio dal punto di vista sociologico.

Robin Williams e il suicidio.

Il famoso attore Robin Williams, noto al pubblico mondiale, ha recitato in numerosi film che hanno segnato la storia del cinema americano. Con le sue interpretazioni che variano da comiche a drammatiche ha aperto una breccia nel cuore di tutti quando l’undici agosto del 2014 ha deciso di mettere la parola fine al film più complicato e appassionante a cui abbia mai preso parte: “la vita”. L’estremo gesto, avvenuto per impiccagione, è stato compiuto, secondo la sua biografia, per mettere fine alla depressione dovuta a due malattie neurodegenerative: la malattia di Parkinson, scoperta pochi giorni prima della morte, e la demenza da corpi di Lewy, scoperta in seguito all’autopsia. Questo gesto compiuto dall’attore potrebbe essere in realtà dovuto a cause non soggettive e personali ma a fattori esterni? A questa domanda ha dato una risposta Émile Durkheim il quale è convinto che “il suicidio è inversamente proporzionale al grado di integrazione dei gruppi sociali di cui l’individuo fa parte”, nello specifico elabora quattro tipi di suicidi dovuti o ad un eccesso o mancanza di integrazione sociale o ad un eccesso o mancanza di regolazione sociale. Le teorie sul suicidio elaborate dal sociologo nel 1897 sono considerate tutt’ora valide.

Il suicidio altruistico.

Il suicidio altruistico, definito da Durkheim, è dovuto a un’eccessiva integrazione del soggetto nella società. Questo tipo di atto consiste in un sacrificio da parte della persona che lo compie al fine di poter affermare o preservare i valori etici della società a cui appartiene, un gesto che ha come scopo finale il bene comune (religioso o politico). Un esempio di suicido altruistico lo abbiamo osservato lo scorso 9 luglio 2019 quando un uomo a Roma ha minacciato di lanciarsi da una balconata del Colosseo per richiedere la regolamentazione del lavoro di tutte le guide turistiche. Fortunatamente in questo caso, dopo un’ora di trattative l’uomo ha deciso di scendere nella speranza di un repentino cambiamento.  https://www.youtube.com/watch?v=4351Z13-hlA

Il suicidio egoistico

Il suicidio egoistico invece è l’opposto di quello altruistico, esso è dovuto ad una scarsa integrazione sociale da parte di individui che si sentono esclusi o poco integrati all’interno di un gruppo. Questo è uno dei suicidi più diffusi nella nostra società in particolare tra i giovani che subiscono atti di bullismo, fenomeno ampliato negli ultimi anni dai social network. Un esempio è quello della morte di Carolina, insultata, perfino da sconosciuti, per un video diffuso attraverso i canali social che hanno portato una ragazzina di soli 14 anni a sentirsi sola e disprezzata all’interno di un mondo che avrebbe dovuto solo darle la possibilità di essere felice e sé stessa. Se l’uomo comprendesse l’esistenza degli altri oltre sé si creerebbe un mondo migliore. https://www.youtube.com/watch?v=S0t39JoghVM

Il suicidio anomico.

Il suicidio anomico, ci spiega Durkheim, è invece la conseguenza di una scarsa regolazione sociale. Esso è dovuto alla mancanza di valori o punti di riferimento ed è indotto da condizioni di sofferenza dell’individuo in relazione alla società. Questo tipo di suicidio avviene in seguito ad improvvisi disagi economici o personali che abbassano il livello del proprio stile di vita, l’impossibilità di raggiungere il successo, etc. La morte dei coniugi Romeo e Annamaria è l’esempio ideale per descrivere questo tipo di suicidio: una coppia presa di mira dalla crisi economica che non è riuscita ad accettare le conseguenze di un’estrema povertà. https://www.youtube.com/watch?v=qSKz9JF3mC0

Il suicidio fatalistico.

Il suicidio fatalistico, contrapposto a quello anomico, è il suicidio più raro che si possa verificare e si ha quando le regole sociali impediscono a un determinato individuo di emergere e farsi valere come tale. Questo tipo di suicidio, dovuto a un’eccessiva regolazione sociale, è tipico dei regimi totalitari in cui il futuro è controllato e le passioni represse dalla disciplina oppressiva. Attualmente questo tipo di suicidio può avvenire all’interno di prigioni o contesti militari.

In quale categoria si inserisce il suicidio di Robin Williams?

Avendo adesso analizzato i vari tipi di suicidi elaborati da Durkheim abbiamo la possibilità di inserire il fatale gesto dell’attore americano nella categoria dei suicidi anomici. Come è spiegato dalla sua biografia, il suicidio di Robin Williams è dovuto a due malattie che non gli hanno dato la possibilità di continuare ad essere l’uomo e l’attore che è sempre stato in seguito alle difficoltà che queste gli hanno imposto. La regressione personale improvvisa, dell’unico e inimitabile “Capitano”, dovuta appunto alla conseguente incapacità di continuare il suo lavoro lo hanno indotto al tragico gesto. Buon viaggio “Al di là dei sogni” Robin.

Perniola Enrico

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