Xoxo Gossip Egg, da Michelangelo a Meghan: problemi di una principessa moderna

Ricordate i tempi in cui le giovani donzelle, fra una Barbie ed un Dolce Forno sognavano di diventare principesse?
Nel Regno Unito, qualcuna ce l’ha fatta, ma non tutto è roseo come può sembrare … fra protocollo ed etichetta, gossip e frecciatine dalla Regina, ecco gli scheletri nell’armadio della famiglia reale.

Vi ricordate quei momenti della nostra infanzia in cui, davanti ad un film della Disney, ci mettevamo a sognare castelli ed enormi magioni, cavalli, carrozze ed abiti scintillanti?

Le fiabe ed i sogni infantili però (giustamente) col passare del tempo tendono a sfumarsi, lasciando il posto alla vita vera.

Reduci dei nostri sogni infantili, allora incominciamo ad interessarci della vita degli altri.

Ecco la dieta della Regina Elisabbetta“, “Come fa il principe Filippo a non essere ancora crepato?“, “L’infuso miracoloso di Kate per uscire bellissima dalla sala parto“.

Perché? Perché sì, perché a noi italiani piace tantissimo fare gossip ed interessarci degli affari altrui.
Osserviamo perfezione esterna di vite apparentemente perfette, dispiacendoci per l’acconciatura della Principessa di Spagna, o per la morte del canarino del Re dei Paesi Bassi.

Ma, per quanta attenzione si possa dare a tutti questi monarchi, l’occhio di bue sarà sempre puntato sull’unica famiglia reale adottata da tutto il mondo: quella inglese.
Sarà per l’eterna Elisabetta, o per lo snobbato Carlo?
No, tutto merito di Kate che, da “semplice ragazzina di campagna” (o quasi…) è riuscita a salire le vette dell’alta società, realizzando i nostri sogni infantili del “vorrei diventare una principessa“.

Ma se Kate, sempre elegante, sempre posata, sempre in forma, è sempre stata “troppo perfetta”, l’arrivo di Meghan ci ha fatti impersonare in quella giovane donna che sembra spesso dimenticare d’essere stata nominata Principessa del Regno Unito.

Bye Bye etichetta

Cercando online si può constatare come Meghan non sia nuova a certe “gravissime” colpe.

I miglior tabloid online infatti tengono una lista aggiornatissima di tutte le azioni svergognate della duchessa del Sussex.
Da una gonna troppo corta, a dei capelli disordinati, un bacio in pubblico o le gambe incrociate …

Insomma, al contrario della perfetta Kate, Meghan non vuole proprio saperne dell’etichetta, del protocollo e di tutti i rigidissimi ed antichi tabù di nonna Elisabetta.

L’ultima marachella è fresca fresca di gossip.

Set: cena di gala.
Invitati: naturalmente i coniugi di Sussex.
La nostra Meghan, ancora una volta, sfida le usanze e l’etichetta, che vorrebbero che marito e moglie non siedano vicini durante le cene importanti.
Desiderio o capriccio, il comportamento non è piaciuto troppo ai padroni di casa, che già da un pò hanno iniziato ad allontanare il principe e l’ex attrice per paura di essere trascinati nei loro scivoloni.

Rivoluzionaria o capricciosa?

Se il comportamento di Meghan sia dettato da una voglia di rivoluzionare l’ambiente ferreo di Buckingham Palace, o per puro capriccio, questo è tutto da vedere, probabilmente il tempo (e gli scandali) ci daranno risposta.

Ma, se non avreste mai chiesto a Michelangelo di smettere di scolpire la sua opera, allora non domandate mai alla Duchessa di Sussex di passare inosservata.

 

Il genio ribelle

Effettivamente, anche Michelangelo era una bella testa calda.

Nato in una famiglia che aveva tanti progetti per lui, deluse il padre, prediligendo l’arte, ed in particolare la scultura, all’Arte della Lana.

Fu così che, senza domandare il consenso, in piena adolescenza iniziò a lavorare a bottega dei Ghirlandaio, all’epoca i pittori di grido a Firenze, avevano preso il soprannome dal padre, orafo specializzato nella realizzazione di ghirlande d’argento per le dame fiorentine.

Primeggiando sugli allievi della bottega, venne mandato da Domenico Ghirlandaio nella Mecca degli artisti: il Giardino di San Marco, il luogo in cui Lorenzo il Magnificocollezionava” e faceva formare i migliori artisti dell’epoca.

E fu il quel giardino , fra polvere di marmo e scalpelli che Lorenzo il Magnifico, Agnolo Poliziano, Pico della Mirandola e Marsilio Ficino di commissionarono la sua prima opera: un Ratto di Ippodamia.

La storia, raccontata da Ovidio, narra di Ippodamia, figlia di Piritoo, re dei Lapiti.

Quest’ultimo decide di invitare i centauri al matrimonio della figlia, i quali però si ubriacano, tentando di rapire la ragazza, i Lapiti allora, scatenano una rissa ed i centauri restano sconfitti.

La storia serviva da metafora per spiegare il primato della ragione degli uomini sugli istinti animali.

Lo stile al tempo, doveva infatti celebrare la grazia e la finezza dell’animo umano, sia nello spirito, così nelle forme, non c’è quindi da sorprendersi nella reazione dei fedelissimi del Magnifico, che davanti al disordine ed al turbinio di forme di Michelangelo rimasero spiazzati, aspettandosi invece delle figure sinuose e delicate.

Lorenzo non apprezzò mai appieno l’opera, ma capì il potenziale creativo di Michelangelo, spronandolo fino alla propria morte, per cui il Buonarroti soffrì tantissimo.

 

La battaglia dei centauri, Michelangelo

 

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