Parlare di abuso non è semplice, è certamente un argomento delicato che potremmo definire talvolta tabù poiché in palio vi è l’incolumità di un bambino che in quanto minore sta ancora formando la sua identità, il suo corpo, la sua psiche. I mass media blaterano tanto di abusi in maniera argomentativa senza analizzarne cause ed effetti, come se fosse più importante narrare un racconto anziché attuare opera di prevenzione nei confronti delle piccole vittime. Vi siete mai chiesti quali potrebbero essere le conseguenze di un bambino abusato nell’età adulta? La risposta è molto semplice malgrado vada articolata: un bambino se abusato potrebbe mettere a rischio la sua totale integrità poiché l’età lo pone in una circostanza di vulnerabilità che lo predispone biologicamente ad essere vittima.

Child Abuse

Il Child Abuse o abuso sui minori è una forma di condotta che può partire dalla famiglia o da personalità vicine al bambino che turbano mediante forme di abuso e violenza l’integrità psichica, sociale e fisica del bambino. Questa è una grandissima premessa dal momento che è bene comprendere come un abuso non per forza debba essere caratterizzato da percosse, schiaffi, o qualsiasi azione fisica, molte volte infatti la gravità dell’abuso è delineata dalla presenza di particolari fattori familiari e non che possono provocare sul bambino delle forme di violenza psicologica. In sintesi quindi un abuso può essere caratterizzato da una condotta attiva (percosse, lesioni, atti sessuali) oppure omissiva (incuria, abbandono, trascuratezza). Ma vi sono moltissime altre forme di abuso che potrebbero produrre delle conseguenze disarmanti nella formazione identitaria del bambino, e se prima ho fatto riferimento all’incuria ovvero la mancanza di cure ed affetto generale, potrei ulteriormente definire con ipercuria la tendenza spregiudicata nel credere che il bambino abbia sempre la necessità di essere accudito,e solitamente i genitori estremamente morbosi potrebbero divenirlo a livello patologico con quella che viene definita Sindrome di Munchausen. Infatti coloro i quali sono affetti da tale sindrome nei casi più gravi simulano e inducono il bambino ad essere malato provocando da sé febbre o qualsiasi tipo di disturbo che ne comporterebbe un’immediata cura.

Il ciclo della violenza

Con ciclo della violenza si intende un insieme di fattori che partendo da un primo atto violento su qualsiasi vittima potrebbe comportare ulteriori fenomeni fino a raggiungere una violenza quotidiana: questo accade molto spesso nella violenza domestica quando solitamente moglie o marito non denunciano la prima percossa o il primo schiaffo che successivamente diviene pane quotidiano. Allo stesso tempo però con questa definizione potremmo intendere una violenza che nel caso del minore assume un valore traumatico al punto tale che una volta cresciuto l’adulto abusato nell’infanzia potrebbe riprodurre quasi come se fosse una tendenza ereditaria un abuso su un altro minore e così via. E’ tutto un gioco inconscio, un gioco della psiche, come se gli abusati volessero rivendicarsi di ciò che hanno subito. Ovviamente non tutti gli abusati abusano e di conseguenza non tutti coloro che abusano sono stati abusati in precedenza.

Le conseguenze sul cervello

Quando parliamo di abuso fisico su un minore quindi sul suo aver subito una violenza, dovremmo fare riferimento anche alla sua formazione cerebrale poiché ricordiamo come il cervello di un bambino sia estremamente malleabile e in via di sviluppo, ed uno stupro potrebbe provocare una mancata formazione di alcune parti del sistema limbico. Per rendere questo passo il più semplice possibile è necessario affermare che oggi le neuroscienze hanno compreso che oltre alle emozioni cognitive sono certamente importanti anche quelle emotive. La corteccia prefrontale ed orbitofrontale del sistema limbico non si formano subito ma con il tempo, quindi il passaggio nell’infanzia è fondamentale. Nella corteccia prefrontale vi è la memoria lavorativa quindi la capacità di organizzarsi, inoltre è presente il linguaggio quindi è possibile elaborare risposte automatiche del sistema nervoso che portano a delle reazioni del nostro sistema somatico. Intorno ai 3-4 anni nella corteccia prefrontale la risposta automatica che avviene al sistema nervoso non viene controllata, con la crescita impariamo a controllare le nostre risposte emotive, possiamo controllare la rabbia e riflettere. La corteccia orbitofrontale invece è legata al sistema somato- sensoriale quindi i nostri sensi, legata ad esempio alle allucinazioni, qui avvengono le nostre percezioni alterate, infatti il bambino nella primissima infanzia non è capace di distinguere la realtà dalla fantasia. Se il bambino è soggetto di abuso la corteccia orbitofrontale potrebbe non svilupparsi a causa del trauma, quindi in età adulta l’abusato potrebbe compiere atti criminali a causa di questo mancato autocontrollo in quanto la presenza dei neuroni specchio che si attivano quando osserviamo il comportamento altrui, la capacità di confronto, di relazione, non saranno ben sviluppati e vi potranno essere dei problemi relazionali.

Un bambino è una grandissima responsabilità, un fiore che sta sbocciando, ed un abuso potrebbe distruggere la sua freschezza per sempre. Denunciare gli abusi alle autorità è fondamentale, solo in questo modo potremmo abbattere ciò che i bambini e l’umanità considerano mostri.

Simona Canino

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