Bubbles è il nuovo sistema digitale creato appositamente per gli appassionati di arte. Aiuta a viaggiare nell’arte moderna, ma cosa possiamo definire moderno in campo artistico?

Chi non sente la nostalgia di potersi immergere nella tranquillità di un’esposizione museale, ammirando opere straordinarie realizzate da artisti di tutte le epoche? Una delle tante cose che la pandemia ci ha sottratto sta, pian piano, trovando le sue strade per arrivare a noi. Periodi di crisi e di rivoluzione hanno dato vita alle maggiori innovazioni artistiche, come l’invenzione della fotografia o della cinematografia, siamo giunti di nuovo ad un punto di svolta?
Art “Bubbles”
“Bubbles” è la nuova piattaforma digitale, dinamica ed in continuo aggiornamento, ideata e creata dal museo milanese Pirelli Hangar Bicocca. È estremamente dinamica ed ha lo scopo di far immergere il pubblico nel mondo dell’arte grazie alle possibilità fornite dal digitale. Le bolle sono 5 e corrispondono a 5 ambienti nei quali lo spettatore può osservare contenuti diversi ma interconnessi tra loro. Le Bubbles sono dedicate a: Listen, Read, Connect, Watch, Experience e sono costituite da vari contenuti, tra i quali: estratti di articoli, video, playlist musicali, progetti ed eventi a cui partecipare in tempo reale. La piattaforma digitale è strettamente connessa al museo fisico. Alla sua riapertura, la struttura fisica e quella digitale coesisteranno e collaboreranno per offrire agli appassionati esperienze ancora più intense.

Tecnologia nell’arte
L’avvento della tecnologia ha stravolto la concezione classica dell’arte, introducendo nuove forme di espressione attualmente catalogate come artistiche. Una delle prime a vedere la luce fu la fotografia. Lo scopo dell’arte è sempre stato quello di rappresentare, oltre alle emozioni dell’artista, la realtà così come appariva. Le maggiori opere commissionate erano ritratti, paesaggi o scene sacre. L’avvento della fotografia ha causato un netto cambiamento nel ruolo dell’artista e, verso la fine dell’800 ha completamente sostituito l’arte come rappresentazione del reale. Da quel momento in poi, l’arte ha iniziato ad essere sempre meno realistica e più astratta, sempre più rivolta alla rappresentazione delle emozioni dell’artista. Nonostante ciò, anche i primi fotografi erano dei veri e propri artisti. Una volta scattata e sviluppata una foto, era proprio il fotografo ad occuparsi dei ritocchi e della definizione dei dettagli. Operazioni che venivano eseguite considerando la fotografia come una vera e propria tela.

Nuove espressioni artistiche
Tra le tante forme di espressione artistica entrate nella nostra quotidianità ci sono, oltre alla fotografia, il cinema e la musica.
Non dobbiamo pensare che sia nato tutto direttamente come oggi lo conosciamo. Fino a pochi decenni fa era estremamente complicato trasportare una pellicola cinematografica, così come lo era trasmetterla all’interno di una sala. Le pellicole cinematografiche erano realizzate in nitrocellulosa o in acetato di cellulosa, entrambi esteri di un materiale naturale molto comune: la cellulosa. Perchè era così complicato usarle e trasportarle? Perchè proprio i materiali costituenti sono alla base dei loro principali fattori di degrado. I polimeri esterificati, con il tempo, tendono ad idrolizzare ed a causare la liberazione di acido acetico o nitrico che attacca e degrada lentamente la pellicola, causandone il danneggiamento. Sia per questa motivazione che per la loro forma particolare le pellicole cinematografiche sono conservate in contenitori metallici, bassi e rotondi.

1 commento su ““Bubbles”: l’arte contemporanea sfida la pandemia e abbatte le distanze con le bolle digitali”