A Bologna Love Giver organizza il primo corso per assistenza sessuale ai disabili. Max Ulivieri, tra i fondatori dell’associazione: “È un atto di disobbedienza civile. Spero non mi accusino di favoreggiamento della prostituzione”. 

Max Ulivieri, fondatore di Love Giver

Bologna – Oggi avrà luogo la seconda lezione del corso, iniziato ieri, per formare assistenti sessuali per disabili, le altre date saranno il  30 settembre e il  primo ottobre. Parteciperanno 17 persone al corso a pagamento, questo sarà seguito da 60 ore di tirocinio, dopodiché i partecipanti avranno la possibilità di iscriversi all’albo di Love Giver e potranno esercitare la professione privatamente, a domicilio o in un proprio studio. Vengono chiamati ”OEAS”, ovvero operatori all’emotività, all’affettività e alla sessualità. I frequentanti al corso sono donne e uomini, con un età compresa tra i 25 e i 45 anni, di diverso orientamento sessuale e vari background lavorativi. Costoro sono mossi dalla volontà di  “aiutare i disabili a risolvere alcune problematiche legate alla sessualità”, sostiene Fabrizio Quattrini, presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica e uno dei docenti del corso insieme a Maximiliano Ulivieri, tra i fondatori del comitato Love Giver, all’avvocato Lorenzo Simonetti, a Judith Aregger, assistente sessuale e formatrice in Svizzera, e  al medico Rocco Calabrò.

Questa figura, già presente in altri paesi europei come la Svizzera, non è ancora riconosciuta in Italia, nonostante siano state presentate già due proposte di legge. Di conseguenza è presente il rischio che l’assistenza sessuale sia associata alla prostituzione. Tale accostamento, sostiene Ulivieri, ”non ha motivo di esistere, se lo scopo della prostituta è quello di fidelizzare il cliente, il compito dell’assistente sessuale è, al contrario, quello di aiutare gli altri ad apprendere la propria sessualità ed essere indipendenti”. La questione ha fatto parecchio discutere e l’argomento divide molte persone sul piano etico.

Secondo alcuni tale attività non si discosterebbe troppo dalla citata prostituzione. Emerge con quanta delicatezza sia necessario gestire i limiti nel rapporto tra assistente e paziente, poiché è possibile che il soggetto inizi a nutrire dei sentimenti romantici nei confronti del primo, o che si instauri un rapporto di dipendenza. Finora sono arrivate a Love Giver 2147 richieste di assistenza da parte di madri e padri con figli affetti da disabilità, è evidente perciò quanto questo sia un problema sentito.

Spesso si tende a identificare le persone disabili come eterni bambini (errore che fanno anche i genitori degli stessi), senza impulsi sessuali o desideri sessuo-affettivi. Abrahma Maslow ha affermato nel 1954 in ‘Motivazione e personalità’, che l’appagamento dei bisogni sessuali fosse una delle tappe necessarie nel raggiungimento del benessere emotivo e, di conseguenza, possa essere considerato un bisogno primario.

Al momento tale attività continua a non avere una regolamentazione nel nostro paese, Love Giver potrebbe essere denunciata per favoreggiamento della prostituzione, ma nonostante ciò organizzatori e frequentanti continuano a portare avanti questo progetto.

-pincorno