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Arrestato per aver svelato la verità su Babbo Natale: le regole per sopravvivere ai “traumi natalizi”

Arrestato per aver svelato la verità su Babbo Natale: le regole per sopravvivere ai “traumi natalizi”

Non è verde, peloso e nemmeno accompagnato da un fedele complice a quattro zampe. Eppure, si è comportato esattamente come il Grinch del noto film natalizio, il trentunenne che poche ore fa è finito in manette per aver “spifferato” ad una folla di bambini che Babbo Natale non esiste.

Babbo Natale
Credit: VideoBlocks

Il “tentativo di boicottare lo spirito natalizio” sarebbe arrivato questo sabato da parte di Aaron Urbanski, residente nella contea texana di Johnson, che insieme ad altri due manifestanti avrebbe violato lo spazio antistante la chiesa metodista St. Mark United di Cleburne protestando contro nientemeno che Babbo Natale.

Nonostante i ripetuti richiami da parte dell’ufficiale di polizia Brian McQueen – i quali hanno spinto due degli uomini ad andarsene – Urbanski si è infatti rifiutato di abbandonare la propria postazione di fronte all’evento “Breakfast with Santa“, dove decine di bambini erano intenti a festeggiare in attesa del tanto agognato 25 dicembre. Infrangendo i loro sogni costellati di regali scintillanti, latte e biscotti, il protestante ha infatti inneggiato al nome di Gesù – unico vero simbolo del Natale religioso, a detta di Urbanski – affermando a gran voce l’inesistenza del più famoso uomo barbuto “in bianco e rosso”, il tutto di fronte alle facce sconvolte di piccoli e genitori.

Gesù vs. Babbo Natale: quando religione e tradizione di scontrano

“Volete lasciare che i vostri figli credano nell’esistenza di un falso Babbo Natale invece di sapere chi era davvero Gesù?” sarebbero state le parole gettate con rabbia sulla folla da Urbanski, stando a quanto riportato da una delle madri presenti, Heather Johnson, ai microfoni della KXAS-TV e di un affiliato della NBC a Dallas. “Quando ho detto loro di smetterla di rovinare il Natale ai miei bambini, hanno iniziato a gridare che Babbo Natale non era reale e che avevo torto ad insegnarglielo” avrebbe altresì aggiunto la donna, estendendo la sua critica non solo contro Urbanski ma anche verso gli altri due manifestanti.

Babbo Natale
Aaron Urbanski, credit: NOLA.com

A causa delle sue proteste ripetute, le autorità hanno infine arrestato l’uomo accusandolo di trasgressione criminale e registrandolo al Law Enforcement Center della contea di Johnson. Ma nonostante il “lieto fine” ufficiale, di certo i problemi non saranno finiti per quelle mamme e quei papà a cui i figli – una volta fatto ritorno a casa – avranno domandato quelle fatidiche otto parole, disarmanti per ogni genitore: “mi hanno detto che Babbo Natale non esiste”.
Per tutti coloro che nelle loro esperienze personali si sono limitati a fuggire via senza rispondere, barricandosi in camera (o per chi invece si è ritrovato a vivere questo disagio da bambino) ecco una serie di risposte alle vostre domande in merito.

Quando arriva il momento della verità?

Per alcuni sarà stato un rito di passaggio graduale, per altri qualcosa di già aspettato, ma ammettiamolo: la maggior parte di noi ci ha messo un bel po’ a riprendersi dall’aver scoperto che le nostre annuali letterine inviate al Polo Nord al massimo arrivavano nella cassetta della posta di nonni e parenti, o diventavano la lista della spesa natalizia dei nostri genitori.

Babbo Natale
Credit: Tvzap

Sebbene tutti concordino sull’importanza di far “scoppiare”, ad un certo punto dell’infanzia, la bolla di fantasia nella quale galleggiano allegramente Babbo Natale, la fatina dei denti e la renna dal naso rosso Rudolph, ad onore del vero non è necessario che questo avvenga il prima possibile. A differenza di quanto creduto dagli psicologi fino a poco tempo fa, persino i bambini molto piccoli sono in grado di discernere tra fantasia e realtà: una capacità essenziale dal punto di vista evolutivo, che consente loro di costruire mentalmente “scenari alternativi in cui la realtà potrebbe presentarsi”, proprio come affermato dalla psicologa Alison Gopnik, specializzata in sviluppo cognitivo infantile.
Scervellarsi immaginando gli infiniti modi in cui il nonnetto panciuto in abiti rossi riesce a calarsi nei camini di ogni casa, distinguendo i regali per milioni di bambini e guidando la sua slitta trainata da renne, sarebbe infatti un perfetto allenamento per il ragionamento controfattuale umano, il quale viene altresì sfruttato nella risoluzione di problemi scientifici. “In fin dei conti, quella su Babbo Natale non è una bugia vera e propria, ma una sorta di esortazione a partecipare a una storia di fantasia” avrebbe chiosato proprio la psicologa all’università del Texas, Jacqueline Wooleey, sottolineando come il credere a Babbo Natale ed ai suoi “colleghi” magici rappresenti una fase normale e funzionale dello sviluppo cognitivo dei bambini.

La scomparsa di Babbo Natale potrebbe causare un trauma?

Più complessa e discussa è invece la risposta a questa seconda domanda. Stando a quanto riferito dal professore di filosofia David Kyle Johnson, ad esempio, la storiella di Babbo Natale sarebbe infatti solo “un’inutile bugia” capace di avere ripercussioni future sulla fiducia riposta dai bambini negli adulti e nella loro sincerità. A controbattere dalla parte opposta del ring in nome del “team Santa Claus” ci sarebbe invece la psicologa Carole Slotterback, che dopo aver intervistato centinaia di studenti ha riportato il caso di un solo trauma verificatosi in seguito alla scoperta della verità circa il Natale: nello specifico, la “vittima” in questione era una bambina alla quale il padre aveva pensato bene di dire che Babbo Natale non sarebbe più passato per il loro camino poiché era morto a causa di un infarto. Insomma, un oscar per il tatto e l’inaspettato plot twist.

Babbo Natale
Credit: TvDaily.it

Paradossalmente, a riportare i traumi maggiori di fronte alla disfatta del mito di Santa Claus sono proprio i genitori, ai quali la raggiunta disillusione del figlio provocherebbe non solo nostalgia e tristezza ma anche la malinconica consapevolezza che ormai i loro piccoli e fantasiosi bambini si stanno dirigendo verso l’adolescenza. Perché indipendentemente da quanti anni abbiamo (e da quanti anni abbiamo trascorso a piazzare nel cuore della notte decine di regali ai piedi di un albero addobbato) non ci sarà mai fantasia che potrà competere con il sorriso di un bambino non appena si sveglia la mattina di Natale.

Francesca Amato

 

 

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