1. Nel 1970, la Mondadori pubblica il romanzo La Distruzione, dell’autore Dante Virgili. Un romanzo filonazista, a tratti pornografico, pervaso da un’inquietante voglia di dominio e appunto distruzione. Dante Virgili è, del resto, dichiaratamente nazionalsocialista. Il libro diventa subito un caso editoriale e mette in luce la difficoltà dell’editoria nel gestire romanzi e autori ideologicamente orientati verso il lato più oscuro della nostra storia. Qualcosa di simile sta accadendo oggi con la casa editrice Altaforte, vicina a Casa Pound e dichiaratamente filofascista. La sua presenza al Salone del Libro di Torino è subito diventata un caso politico e ha indotto molti editori a disertare il festival.
Salone del Libro di Torino Altaforte
Copertina di La Distruzione, romanzo di Dante Virgili

La polemica e l’Aventino degli scrittori

La presenza dello stand della casa editrice Altaforte, legata al partito neofascista Casa Pound, al Salone del Libro di Torino, ha ovviamente acceso la polemica. Il primo a mettere sotto lente l’argomento è stato Christian Raimo, scrittore e consulente della kermesse, che con un post su Facebook ha condannato il clima di sdoganamento culturale del fascismo che si respira ormai in tutta Italia. A fargli coro sono stati molti editori e scrittori, alcuni dei quali hanno deciso di protestare attivamente contro la cessione di spazi ad Altaforte Edizioni. Questo è il caso del collettivo Wu Ming, dello storico Carlo Ginzburg, del fumettista Zerocalcare e perfino del direzione del museo di Aushwitz, che hanno deciso di boicottare l’evento non presentandosi al festival. 

Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino, risponde così alle accuse di aver concesso spazio a idee neofasciste, le quali, in quanto tali, dovrebbero essere condannate nel nostro paese:

“Materia della magistratura, è giudicare se un individuo o un’organizzazione persegua finalità antidemocratiche. È pertanto indiscutibile il diritto per chiunque non sia stato condannato per questi reati di acquistare uno spazio al Salone e di esporvi i propri libri.”

La presa di posizione del direttore però non convince e così, come nell’atto di protesta dell’episodio dell’Aventino a seguito del delitto Matteotti, sempre più scrittori aderiscono alla scissione del Salone del Libro.

Salone del Libro di Torino Altaforte
Il Salone del Libro di Torino è una delle più importanti fiere dell’editoria nazionali

La linea editoriale della casa editrice Altaforte

Fortunatamente i libri di Altaforte Edizioni non sono estremi quanto quelli di Dante Virgili, ma se non convincessero le parole del suo fondatore, Francesco Polacchi (“io sono fascista, l’antifascismo è il vero male di questo Paese”), basterà dare un’occhiata al loro catalogo per intendere la linea editoriale della casa editrice. Troviamo infatti, accanto alla biografia-intervista Io sono Matteo Salvini, libri quali Fascismo al femminile, La dottrina del fascismo, La rivoluzione fascista e altri titoli che non paiono affatto di oggettivo approfondimento storico.

Insomma, non c’era bisogno dell’esposto in procura per eventuale apologia di fascismo, per intendere l’ideologia propagandata da questi volumi. Anche senza l’intervento della Magistratura, la posizione di Altaforte può essere constatata con una semplice ricerca su internet. Il perché la cultura fascista stia venendo legittimata passo dopo passo resta invece un mistero. Dobbiamo infatti ricordare, a chi sostiene che sia stato comunque corretto concedere ad Altaforte Edizioni uno stand al Salone del Libro di Torino, perlomeno per instaurare un dialogo, che il fascismo non è un’opinione da discutere. Il fascismo non è un’idea come altre, con cui è giusto confrontarsi seduti ad un tavolo. Il fascismo è liberticida ed è un crimine.

Salone del Libro di Torino Altaforte
Il ragazzo con la camicia aperta in foto è Francesco Polacchi, fondatore di Altaforte Edizioni, impegnato in una violenta manifestazione di estrema destra

Il buonismo che fa paura

Ora, constatato quanto accaduto, constatata l’indubbia ideologia di Altaforte Edizioni e del proprio fondatore, constatata la difficoltà di Nicola Lagioia nel prevenire la polemica, non lasciamo che passi in sordina un altro allarmante dato. Perché va bene il paradosso della tolleranza di Popper, ma l’allarme fascismo in Italia e in Europa è sempre più concreto. Non è questo un caso editoriale, isolato e di delicata discussione, come lo fu La Distruzione di Dante Virgili, ma l’ennesima occasione per il fascismo di dimostrarsi nuovamente integrato nella discussione politica nazionale. La tendenza di giornalisti, presunti filosofi e soprattutto delle istituzioni ad aprire al dialogo verso il fascismo, è pericolosa quanto incosciente. Questo è il vero buonismo che fa paura.

Che un ex teppista di provincia possa esporre i propri libri ad un festival dell’editoria, in fin dei conti, non mi preoccupa più di tanto. A preoccuparmi è che sempre più persone non si vergognino a definirsi fasciste, ad attuare comportamenti violenti nei confronti delle minoranze, a presentarsi in campagna elettorale con chiari slogan da Ventennio. A preoccuparmi è che il nostro Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accetti di pubblicare con Altaforte Edizioni il proprio libro. Insomma, se il cancelliere tedesco pubblicasse una propria biografia con una casa editrice che ricorda con fascino il Terzo Reich, non mi sentirei molto tranquillo.

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