Quante volte si è sentito pronunciare da una coppia felice la frase: ‘Siamo destinati a stare insieme’? Alcuni probabilmente, dopo una rapida alzata di occhi, potrebbero riflettere un po’ più intensamente su questa frase. A prescindere dal significato smielato, queste cinque parole hanno un senso più profondo. Esse implicano infatti che non solo esiste un disegno più grande che decide autonomamente la vita umana, ma anche che questa entità sia totalmente d’accordo con quell’altro essere chiamato Amore.

Questa dualità si ritrova in tutta la letteratura fin dall’inizio dei tempi. L’uomo ha sempre amato immaginare che ci fosse una strada già segnata, molto più comoda. Esattamente come ha sempre amato figurarsi in coppia e riflettere sull’amore. La storia è piena di miti che raccontano la scoperta della fatidica anima gemella, nascosta da qualche parte nel mondo.

Solo che l’essere umano, drammatico per natura, scarsamente ha pensato che queste due forze, il Destino e l’Amore, potessero avere lo stesso pensiero. Perché tante sono le coppie innamorate che pronunciano quella frase, quante sono le storie di amori non compresi nel disegno del destino che sono (e sono state) scritte. Felicità eterna senza ostacoli vs Felicità combattuta ed ottenuta (forse) con un’ardua lotta contro forze esterne. Sarebbe facile pensare che a dettare il pensiero di una persona in materia possa essere il suo stato d’animo del momento.

Siamo destinati all’amore, o creiamo l’amore nonostante il destino?

Ma davvero nessuno si è mai fermato a ragionarci più in profondità? In sintesi, l’Amore ed il Destino, se esso esiste, vanno sempre di pari passo? E se così non fosse, chi vincerebbe tra i due?

 

I guardiani del destino

Verrebbe quasi naturale rispondere ‘beh, l’amore vince su tutto‘. Una frase fatta, semplice da imparare, che dona conforto quando c’è poco per cui rimanere allegri. Ovviamente implica che, quale che sia il nostro destino, noi possiamo cambiarlo grazie all’amore. E quindi, se vogliamo davvero amare qualcuno, allora il destino si piega alla nostra decisione e ci lascia vincere (ovviamente, non senza lottare).

Questa pare l’idea del film ‘I Guardiani del Destino’. Il film di George Nofli vede come protagonisti Matt Damon e Emily Blunt. Lui, David Norris, è un promettente uomo politico, con una brillante carriera di fronte a lui. Il destino, infatti, lo vede addirittura diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. Lei, Elise Sellas, è invece un’abilissima ballerina, anch’essa con un fiorente divenire davanti a sé. I due si incontrano per caso dopo la sconfitta alle elezioni del personaggio di Damon e fra loro scatta la scintilla.

Matt Damon e Emily Blunt in una scena del film

Il destino però non sembra favorevole a questa unione ed i suoi ‘inviati’, i guardiani, cercano in ogni modo di impedire la loro storia d’amore. David ed Elise diventano così due star-crossed lovers, cioè due amanti osteggiati dalle stelle. È qui che inizia la lotta tra Amore e Destino. Due individui, non destinati a stare insieme, si amano e non hanno intenzione di separarsi. Alla fine, però, si vede come anche i guardiani rinuncino a mettersi contro la coppia, piegandosi al loro amore.

Secondo questa pellicola del 2011, dunque, il punteggio è Amore 1- Destino 0, ed il detto popolare avrebbe un fondo di verità.

 

Romeo e Giulietta: una storia di sangue

La pensava diversamente Shakespeare. Anche se lui nella sua opera più celebre, Romeo e Giulietta, non parla espressamente di destino, si capisce come anche questo abbia un certo ruolo proprio con la definizione che il bardo dà dei due amanti. Se prima infatti David ed Elise sono stati definiti star-crossed lovers, lo si deve al commediografo inglese. Fu proprio lui a coniare questo termine che appunto intende due amanti che subiscono la maledizione delle stelle, le quali sono completamente in disaccordo con il loro amore.

‘L’ultimo addio di Giulietta e Romeo’, Francesco Hayez

Se quindi il destino non è chiamato in prima persona, è sicuramente sottinteso. Chiunque conosce la storia: Verona è dilaniata da delle faide continue tra due fazioni avverse, i Montecchi ed i Capuleti. Queste governano la città e provano l’una per l’altra un enorme odio. I rampolli delle due casate, però, si conoscono ad una festa e si innamorano perdutamente. Decidono addirittura di sposarsi in gran segreto. Purtroppo, però, Romeo viene esiliato da Verona per aver ucciso il cugino di Giulietta. Non volendosi dire addio per sempre all’amato, però, Giulietta ordisce un piano con Frate Lorenzo: berrà una pozione che la farà sembrare morta giusto il tempo per Romeo di tornare in patria in segreto. Una volta ricongiunti, i due fuggiranno insieme con tranquillità.

Ma gli scherzi delle stelle non sono ancora finiti. La lettera che doveva arrivare al giovane Montecchi, dove gli veniva spiegato il piano, non viene mai consegnata. Così, Romeo crede che la sua sposa sia morta e nel dolore si avvelena nella sua tomba. Una volta risvegliata, Giulietta si ritrova il cadavere dell’amato tra le braccia e, nella disperazione, si pugnala, raggiungendolo nell’aldilà.

 

Destino 1- Amore 1: palla al centro

La fine di questa tragedia, per definizione, è dunque macchiata di sangue. Nonostante il grande amore che li legava, Giulietta e Romeo non riescono a sconfiggere il destino che li vuole separati. Al contrario del film, l’opera letteraria concepisce questa guerra in modo nettamente diverso. Non importa quanto si ami, se non è destino non deve accadere. Il libero arbitrio degli uomini poco può contro il complesso disegno creato per dirigerli.

Questa interpretazione può risultare da una parte più comoda e meno sofferta. La consapevolezza di avere una meta sicura e le decisioni già prese potrebbe infatti confortare qualcuno. Aiuta nel momento del dolore, dona una scusa per andare avanti. Allo stesso tempo, però, può sembrare incatenante e claustrofobica. E se il destino che ci è stato assegnato non fa per noi? E se, come accade ai quattro amanti citati, il destino ci porta lontano da dove vogliamo andare?

Una scena del corto ‘Destino’ di Salvador Dalì e Walt Disney

Certamente esistono anche interpretazioni a cavallo tra questi due estremi, i quali vedono effettivamente una situazione nettamente distinta tra bianco e nero. Però di fatto questa domanda risulta interessante, poiché ne cela una più grande: quanto siamo comandati da entità maggiori di noi, e quanto, di conseguenza, siamo liberi di avere voce in capitolo?

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