Dopo la morte di Vespasiano verificatasi nel giugno del 79 d.C., l’impero venne ereditato dal figlio Tito. Quest’ultimo desiderava regnare su un dominio florido, prosperoso e pacifico. Tuttavia non sapeva ciò che sarebbe successo nel giro di un mese nel Sud Italia. La città di Pompei subì infatti un primo tragico evento nel 62 d.C. quando si abbatté sulla stessa un forte terremoto che causò danni e crolli. I pompeiani, non ravvisando in tale sciagura un segno premonitore di un’attività vulcanica sempre più intensa, decisero di ricostruire la città lì dove sorgeva prima delle scosse.
L’inevitabile accadde secondo la storiografia classica il 24 agosto del 79 d.C. quando il Vesuvio, considerato da secoli quiescente, iniziò ad eruttare con una violenta potenza. Ciò determinò il riversamento di lapilli e scorie incandescenti sull’intera città privando i cittadini della luce del giorno. I palazzi iniziarono a crollare sotto le ondate di ceneri che si depositavano continuamente sulle strade e sulle persone. Le poche persone che riuscirono a sfuggire vennero soffocate dai gas emessi provenienti dalla camera magmatica del Vesuvio.
Di seguito, un filmato che ricostruisce in 3D gli avvenimenti dell’eruzione del 79 d.C.

Bastille e “Pompeii”: riferimenti storiografici nell’interpretazione del testo

Ci sono molte interpretazioni del testo della famosa canzone del gruppo Bastille. Tra le più letterali, associate ai fatti di Pompei, c’è quella per cui il cantante nel video incontra gente con gli occhi neri perché ricoperti della stessa fuliggine che ha intossicato gli abitanti della città napoletana. Allo stesso modo, il ripetersi cadenzato dei versi “Eh, eh oh, eh oh” sembrerebbe far riferimento ai canti di marcia dei Romani come se essi fossero pronti a lasciare il posto non appena fosse iniziata l’eruzione. Tuttavia, nonostante il cantante nel video riesca a scappare con un’automobile (simbolo del tentativo dei pompeiani di fuggire in ogni modo), anche lui alla fine mostra gli occhi neri rivolgendosi verso la telecamera dimostrando che nessuno fosse riuscito a scampare alla tragica vicenda.

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Frame del video musicale dove il cantante mostra gli occhi neri come tutti gli altri cittadini della città da cui ha appena tentato di fuggire.

Questa teoria sembra essere anche confermata da alcuni versi della canzone. Ad esempio “I was left to my own devices” esprime il senso di impotenza del cittadino che si trova di fronte alla imminente sciagura dell’eruzione ed è abbandonato a se stesso mentre tutto intorno a sé sembra crollare (“and the walls kept tumbling down). “Gray clouds roll over the hills/Bringing darkness from above” potrebbe fare riferimento al cumulo di ceneri, lapilli e pomici eruttate dal Vesuvio durante l’eruzione.
Simbolica e straziante è la frase “In your pose as the dust settled around us”: le persone, ormai moribonde per i gas inalati e le ferite causate dalle colate, si abbandonano in un’ultima posa plastica intenti a fuggire prima di essere travolte dalle ceneri che si fossilizzano intorno a loro.

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Corpi fossilizzati nella cenere di abitanti pompeiani che tentarono la fuga durante l’eruzione del Vesuvio.

Roberto Parisi

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