Il Superuovo

Venticinque aprile: vediamo come la letteratura ricorda la Liberazione con Calvino e Fenoglio

Venticinque aprile: vediamo come la letteratura ricorda la Liberazione con Calvino e Fenoglio

Gli autori della lotta partigiana possono parlarci ancora oggi, 76 anni dopo, attraverso le storie che ci hanno lasciato.

Tra gli autori più rappresentativi del Novecento, Beppe Fenoglio e Italo Calvino sono stati anche fondamentali testimoni della lotta partigiana. Oggi, i loro racconti possono insegnarci ancora molto e darci punti di vista diversi.

IL 25 APRILE 1945 L’ITALIA FU LIBERATA DALL’OCCUPAZIONE NAZISTA

La Festa della Liberazione è stata istituita nel giorno in cui l’Italia, nell’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale dal governo fascista e dall’occupazione nazista. Nonostante l’enorme contributo che ebbero le truppe anglo americane, va ricordato che i Comitati di Liberazione Nazionale avevano già cominciato a formarsi a partire dal 1943. Uno di questi, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), proclamò proprio il 25 aprile l’insurrezione. A tutti i gruppi partigiani fu detto di attaccare i presidi fascisti e nazisti e di imporre la resa.

Si tratta anche di una giornata estremamente importante per ricordare le vittime della Resistenza, i partigiani e tutte le persone che hanno lottato per l’Italia. Fu un momento molto drammatico perché la lotta non fu solo contro gli stranieri invasori, ma anche contro coloro che supportavano il fascismo. Gli italiani, quindi, dovettero combattere contro propri connazionali: fu anche, perciò, una guerra civile.
Oltre a questa panoramica, che è ciò che è rimasta nella storiografia ufficiale, dobbiamo ricordare i civili. Persone comuni che non erano direttamente coinvolte nella politica, ma dovettero comunque affrontare questo difficile momento storico. È proprio qui che interviene la letteratura.

Naturalmente, furono moltissimi coloro che decisero di scrivere di questo periodo storico. Si trattava di una sorta di catarsi, in cui l’autore cercava di mettere su carta un momento tanto doloroso per l’umanità. Tuttavia, si trattava di storie artefatte, in cui l’eroe era sempre positivo e sicuro di sé. Pochi furono i successi a livello letterario, le opere destinate a diventare capolavori; si trattava, in questi casi, degli scritti dei pochi autori che avevano avuto il coraggio di evidenziare le contraddizioni dell’animo umano.

CALVINO CI RACCONTA DEL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO

Il sentiero dei nidi di ragno (1947) è il primo romanzo di Italo Calvino, e senza dubbio uno dei più significativi per quanto riguarda la Resistenza. Si tratta della vicenda di un bambino ligure, Pin, che vive con la sorella maggiore, una prostituta. Nonostante egli voglia atteggiarsi da adulto nel modo di parlare e comportarsi, non è altro che un bambino. Proprio per questo motivo, lui vede la realtà che lo circonda – la lotta partigiana – in modo deformato. Sono tante le cose che lui non può capire, e che nessuno gli spiega; per lui, le pistole e i combattimenti non sono che giochi. Attraverso i suoi occhi, vediamo una realtà molto diversa da quella riportata sui libri di storia: la vita quotidiana di un bambino comune. Un bambino che vuole solo un amico al quale confidare il suo più grande segreto: dove si trova il sentiero dei nidi di ragno. Un luogo terribilmente normale, nel quale la guerra non può arrivare e in cui lui può essere solo e soltanto ciò che è. Un bambino.

BEPPE FENOGLIO DESCRIVE L’ANIMO DI UN PARTIGIANO

Fenoglio è senza dubbio il maggiore autore della Resistenza. La sua grandezza sta nel fatto che i suoi personaggi sono sì buoni, positivi, eroici, ma non per questo destinati a morire per un’ideologia. La vita è percepita come una scommessa da realizzare, una serie di scelte radicali da prendere. La Resistenza è l’espressione di un’avventura umana, e un modo per scommettere sul proprio destino. Tra le sue opere più significative, ricordiamo Il partigiano Johnny, I ventitré giorni della città di Alba e Una questione privata. Le sue opere partono dalle sue esperienze autobiografiche: proprio per questo motivo sono racconti estremamente vividi, che restano impressi nella mente del lettore.
In Fenoglio, la Resistenza è una prova terribile e assurda, in cui, però, i suoi protagonisti devono impegnarsi fino alla morte. È un modo attraverso il quale l’essere umano può dimostrare la propria dignità di persona. Le storie di Fenoglio sono dipinte come un poema epico, in cui i valori non possono essere che assoluti; ma i protagonisti sono umani, con le loro insicurezze, le loro fragilità e il loro immenso e assoluto bisogno di realizzazione.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: