Il Superuovo

V per Vendetta, forse non l’hai ancora mai visto, Peirce e Saussure potrebbero fartelo vedere con altri occhi

V per Vendetta, forse non l’hai ancora mai visto, Peirce e Saussure potrebbero fartelo vedere con altri occhi

Una celebre frase del film V per Vendetta è “Da solo un simbolo è privo di significato. Ma con un bel numero di persone alle spalle, far saltare un palazzo può cambiare il mondo.” Cosa ne pensano Saussure e Peirce.

 

 

 

Significato e significante, due pietre miliari della storia della linguistica. Ferdinand De Saussure, definito come il padre della linguistica moderna, ha studiato a fondo il valore del simbolo, del significato e del significante. In questo articolo vorrei spiegare il vero significato del simbolo e far conoscere il modo giusto di usare questa parola. Passando anche attraverso la spiegazione di icona, indice e simbolo di Peirce, che spiega in modo chiaro e molto netto, in quale caso un oggetto si può definire tale, però prima di arrivare in fondo dobbiamo capire le basi della linguistica, in conclusione scopriremo se la frase del film è giusta o sbagliata, secondo i due semiologi.

 

 

 

 

Il padre della linguistica moderna 

Ferdinand de Saussure viene definito il padre della linguistica moderna, nella sua opera “Corso di linguistica generale” di impronta strutturalista, butta le basi di linguistica sincronica e diacronica, ma concepisce anche un nuovo modo di vedere sul rapporto tra langue e parole, segno, significato e significante. In questo testo, concepisce la linguistica come qualcosa di più del semplice studio dei segni, la semiologia, che vede la lingua come prodotto sociale della facoltà del linguaggio, il nostro linguista intende il linguaggio come una potenza capace di sviluppare un sistema di segni, creando così il triangolo semiotico, dove troviamo al vertice il significato, in basso a destra il referente, e in basso a sinistra il significante, ognuno di questi tre elementi ha un compito specifico, il primo è l’immagine concettuale che si forma nella mente dell’osservatore, il secondo è la costruzione del rapporto con l’oggetto reale osservato, mentre l’ultimo elemento ha il compito di fare da mediatore concettuale in forma segnica. Che cos’è questo famoso segno di cui ci parla F.d.S?  Lo spiegherò citandolo direttamente.

Noi chiamiamo “segno” la combinazione del concetto e dell’immagine acustica: ma nell’uso corrente questo termine designa generalmente solo l’immagine acustica, per es. una parola (arbor, ecc.). Si dimentica che se arbor è chiamato “segno”, questo avviene perché esso porta il concetto “albero”, in modo che l’idea della parte sensoriale implica quella del totale. L’ambiguità sparirebbe se si designassero le tre nozioni qui in questione con dei nomi che si richiamano l’un l’altro pur opponendosi. Noi proponiamo di conservare la parola “segno” per designare il totale, e di rimpiazzare “concetto” e “immagine acustica” rispettivamente con significato e significante: questi ultimi termini hanno il vantaggio di rendere evidente l’opposizione che li separa sia tra di loro, sia dal totale di cui fanno parte. Quanto a “segno”, se continuiamo ad usarlo, è per il fatto che non sappiamo come rimpiazzarlo, poiché la lingua usuale non ce ne suggerisce nessun altro.

Adesso che abbiamo capito cosa si intende per segno e come si costruisce un triangolo semiotico possiamo andare più a fondo, citando un altro famoso linguista e semiologo, Charles Sanders Peirce, che ci spiegherà la differenza tra icona, indice e simbolo.

 

 

 

Icona, indice e simbolo

Si intende per segno, qualsiasi cosa che determinata da un oggetto, determina un’interpretazione determinata, attraverso il segno stesso, dal medesimo oggetto.                                                                                                                            In che caso il segno sarò icona, indice o simbolo:

Sarà icona quando, avrà dei caratteri simili all’oggetto, invece indice quando è realmente connesso con l’oggetto e infine lo chiamerò simbolo quando ci sarà la certezza che il segno sarà interpretato come denotante dell’oggetto.

Adesso ritorniamo alla parola iniziale e cioè “simbolo”, questo di solito viene rappresentato come qualcosa che ha un significato per qualcosa o qualcuno (come nel nostro caso il simbolo del vendicatore è il palazzo), in realtà per Peirce nessun oggetto è collegato direttamente ad essere un icona, un indice o un simbolo, a meno che non ci sia una determinata interpretazione, ma anche in questo caso sarebbe difficile.

 

 

La celebre frase di V per Vendetta è sbagliata?

Quindi Peirce ci spiega che un oggetto, per diventare icona indice o simbolo, deve avere un interpretazione, ma deve essere la giusta interpretazione, tuttavia la sola somiglianza, non fa di una cosa un’icona o un indice, l’interpretazione è iconica quando noi guardando un oggetto ce ne viene in mente un altro, lo stesso vale per gli altri due tipi di relazioni referenziali, l’interpretazione in icone o indici, non vieta che certe rappresentazioni vengano trattate anche da simboli.

Di conseguenza, il nostro vendicatore, forse non ha sbagliato ad usare la parola “simbolo” secondo gli studi tratti sia da Saussure che Peirce, ha sbagliato solamente a dire che il simbolo è privo di significato, secondo il triangolo semiotico, come ho spiegato prima, niente può essere privo di significato, il protagonista del film intende come simbolo un palazzo,  racconta, che far saltare in aria quel palazzo, simbolo di potenza, con un pubblico potrebbe cambiare il mondo, in realtà se il nostro V avesse studiato il triangolo semiotico, saprebbe che non serve il pubblico per creare un simbolo e cambiare il mondo. 

In conclusione possiamo dire che, la frase non è sbagliata, ma semplicemente non è interpretata nel modo corretto, penso che da oggi in poi lo guarderete con altri occhi.

 

 

 

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