“Storie di alta infedeltà”: 5 tradimenti iconici che sono entrati nella storia della letteratura

Ecco i cinque tradimenti più caratteristici, che sono entrati non solo nella storia della letteratura, ma anche nel nostro immaginario collettivo.

Nella storia della letteratura sono moltissimi i romanzi, poemi, eccetera, tratti da fatti realmente accaduti. Uno dei temi che ha certamente ispirato moltissimo poeti e scrittori è quello dell’infedeltà o adulterio. Ho voluto raccogliere in questo testo cinque casi di tradimenti che secondo me sono entrati a far parte di un patrimonio culturale immortale e che sono diventati fonte di ispirazione per tematiche e autori anche negli anni successivi.

Voglio sottolineare che questa “classifica”, pertanto, è soggettiva, puramente personale. Le mie parole vanno considerate come il frutto di una riflessione, non come un dato ufficiale. L’ordine, infatti, è cronologico.

Elena e Paride

Questa probabilmente è una delle primissime storie basate su un tradimento che l’umanità ricordi. Una coppia iconica che ispira ancora oggi molti racconti. Elena, la bellissima moglie di Menelao, è ormai passata alla storia come la causa di tutte le disavventure tra greci e troiani, poiché dopo aver scatenato la furia di suo marito a causa della sua relazione col principe Paride, scoppiò la famosissima guerra di Troia. Qualcuno potrebbe pensare che se questi due giovani amanti avessero tenuto a freno i loro istinti e avessero pensato di più al bene dei propri Paesi non sarebbe successo nulla. Gli animi più ingenui credono questo, ma come ormai è palese da diverso tempo, nessuna guerra si combatte mai per amore o religione, dal momento che la ricchezza e il potere sono sempre alla base dello scopo di ogni despota. Tuttavia si potrebbe ribattere che l’amore tra Elena e Paride era già scritto, era già stato stabilito dagli dei e dal fato, era qualcosa perciò che non si poteva evitare.

Giudizio di Paride, 1638, Pieter Paul Rubens.

Quello qui rappresentato è il giudizio di Paride. Un dipinto basato su un famosissimo episodio mitologico. Si organizzò nell’olimpo un banchetto per il matrimonio tra Peleo e Teti (i futuri genitori di Achille). Però non venne invitata Eris, la dea della discordia, credendo che portasse sfortuna la sua presenza ai festeggiamenti di un nuovo matrimonio. La dea, indignata per questo oltraggio, si presentò comunque alla cerimonia e fece dono ai presenti di una mela d’oro con su scritto “alla più bella”.  (-Quello della persona non invitata ad una festa e che si presenta di sua sponte è un motivo che tornerà anche in futuro, basti pensare all’incipit della “Bella addormentata nel bosco” quando Malefica, non invitata e quindi indignata, si presenta alla festa della piccola Aurora, facendole un “dono”. Stessa cosa Ade nel film Disney “Hercules”- ) Subito iniziò una lite furibonda, per stabilire chi fosse la destinataria più bella della mela, in particolare erano tre le dee che si contendevano il prezioso bottino: Era, madre degli dei e moglie di Zeus; Atena, dea della saggezza e delle arti; e Afrodite, dea dell’amore e della bellezza. Perciò Zeus, vedendo che non si trovava una soluzione, decise che a stabilire chi fosse la più bella doveva essere per forza il più bello tra i mortali: Paride. Le dee per persuadere il giovane troiano gli offrirono delle ricompense in cambio della sua scelta. Atena gli promise che se avesse scelto lei, lo avrebbe reso sapiente e imbattibile in guerra. Era gli promise eterna gloria e ricchezza, nonché un vastissimo potere sui popoli anche nelle generazioni future. Ma Afrodite gli promise l’amore da parte della donna più bella del mondo. Paride ammaliato da questa visione scelse Afrodite, per questo la dea lo aiutò a rapire Elena. Il loro amore era scritto nelle stelle. Era frutto di un patto inviolabile.

Lesbia e Catullo

Catullo, il poeta dai versi più dolci e più aspri dedicati alla propria donna, nella Roma dei poeatae novi. Passare dal profondo amore per Lesbia, al più duro odio, lo straziava. Ma i continui tradimenti di lei lo portarono a quell’eterno oscillare tra odio e amore, che può solo farci deporre le armi. Non serve rammentare quanto ha contribuito questo poeta ai testi degli autori futuri: un tradimento entrato nella storia. Per un maggiore approfondimento, vi rimando a un mio stesso articolo:

L’arte e la letteratura ci insegnano come lo scandalo si nutra del moralismo

Paolo e Francesca

Paolo e Francesca, 1877, Mosè Bianchi

Il V canto dell’Inferno rimane tra i più iconici di tutta la Divina Commedia. Di fama planetaria, questi versi elevano a puro amore, sincero, l’atto del tradimento. Dante incontra Paolo e Francesca nel girone dei lussuriosi. Le due anime attirano l’attenzione del poeta perché a differenza delle altre che sono trascinate dalla bufera in modo caotico, loro invece sono stretti in un eterno abbraccio per non lasciarsi mai. Sarà Francesca a prendere la parola e spiegare a Dante il motivo del loro abbraccio, ovvero la loro storia. Francesca era stata costretta a sposare un uomo rozzo e dai modi bruti: Gianciotto Malatesta. Abbracciando la sua croce, Francesca rassegnata, iniziò la sua vita matrimoniale, ma non poteva immaginare che il fratello di suo marito, Paolo, potesse prenderla così tanto già da un primo sguardo. L’amore tra i due fu suggellato dalla letteratura, fu proprio mentre leggevano la storia d’amore tra Lancillotto e Ginevra che i due si scambiarono il loro primo bacio d’amore. Gianciotto, scoperti i due amanti, li uccise brutalmente. L’amore più sincero, secondo Dante, è proprio quello cortese, quello guidato da sentimenti puri, talmente alti da sembrare divini. Per questo resta senza fiato quando vede che Dio punisce quelle anime, il cui unico peccato è stato amare dal profondo del cuore e non sottomettersi alla legge umana e divina. Ma ogni spiegazione è vana, quando la poesia di questo amore può essere restituita solo da poeta stesso. Le parole di Francesca:

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Il Decameron di Boccaccio

A tale from Decameron, 1916, John William Waterhouse

Se si dovessero raccontare una ad una le novelle del Decameron dove avviene un tradimento, questo articolo non finirebbe più. Le novelle di Giovanni Boccaccio sono un puro omaggio all’ ingegno, femminile e maschile, che è capace di nascondere in modo molto convincente le proprie malefatte. In un Medioevo buio e rivolto solo alla chiusura della religione questo è un atto più che rivoluzionario. Boccaccio non condanna i propri personaggi che commettono adulterio, soprattutto le donne, che sarebbero giustificate a farlo in quanto trascurate dal punto di vista sessuale. Come Elisabetta, la donna della quarta novella della terza giornata, che è costretta a stare con un marito che invece di accontentarla non fa che parlare di fede e Chiesa. Verrà in suo aiuto un frate, che trovando la donna molto attraente con uno stratagemma convinse il marito a stare sveglio tutta la notte in una certa parte della cosa per pentirsi dei suoi peccati e pregare profondamente, così da guadagnarsi un posto in paradiso. Ma nel frattempo il frate ed Elisabetta godevano di un paradiso ben diverso in un’altra ala della casa. Resto del parere che il Decameron sia il classico più divertente mai scritto.

Madame Bovary

Madame Bovary c’est moi. 

Cosa c’è di più attuale della noia? Il male del secolo, oltre alla paura per gli spoiler (questa ancora me la dovete spiegare), è la noia. In un tempo in cui si ha tutto, in cui le attese sono ridotte al minimo, la noia ci fa compagnia tutti i giorni. Emma Bovary aveva sperato in una vita e in un matrimonio felice, ma non aveva fatto i conti con la noia. Anche questa, ispirata ad una storia vera, è una prova di quanto le convenzioni sociali e le convInzioni mentali possano portare alla distruzione. Emma si lascia abbindolare dalle frasi smielate di un giovane che promette di amarla e fuggire con lei, come nei romanzi che legge fin da bambina. Si innamora dopo due secondi che rivede Leon, la sua “prima fiamma” dopo il matrimonio. Emma vive in un mondo costruito solo nella sua mente, negli stereotipi del principe azzurro sul cavallo bianco, quando in realtà quello che vuole davvero è sfuggire alla noia. Il tradimento non è altro che un apostrofo rosa tra le parole “m’annoio”.

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