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Uomini che odiano le donne: attraverso Incel e redpillati scopriamo i protagonisti dell’androcrazia moderna

Uomini che odiano le donne: attraverso Incel e redpillati scopriamo i protagonisti dell’androcrazia moderna

I “moderni” odiatori del genere femminile appartengono tutti ad una fede elitaria o sono figli della circostanza che trova riscontro nella misoginia? Scopriamo le radici psicologiche che fondano la disuguaglianza uomo-donna nel 2021.

Ho spesso sentito parlare degli Incel e di come la loro dottrina di vita sia fortemente misogina e persino, a detta di alcuni, “pericolosa” per la società civile in cui ci troviamo. Partiamo dallo sfatare alcuni miti metropolitani che troppo spesso legano le Teorie Redpill agli Incel e cerchiamo di fare chiarezza sulle questioni relative alla misoginia.

Le “Streghe” del secolo attuale: scopriamo chi sono gli Incel

“Involontariamente Celibi” o per essere sportivi; “single non per scelta”. La parola Incel ha origine nel 1993 ad opera di una studentessa dell’università di Ottawa, tale Alana, che decise di fondare un blog; “Alana’s Involuntary Celibacy Project”, per racchiudere esperienze personali circa la sua difficoltà nelle interazioni sociali.

Questa timidezza patologica, tipica di molte persone disadattate o per meglio definirle, inadatte al contesto sociale, trova riscontro nel vissuto di moltissimi utenti di Alana, tanto da fare diventare il blog un caso mediatico. In pochissimo tempo l’utenza di internet cominciò a sentirsi rappresentata dalle disavventure della blogger e con il passare degli anni, il termine assunse sempre più sfumature riguardo a chi lo pronunciava.

Oggi è sempre più inflazionato e tornato in auge a causa di femminicidi commessi nel nome di una disparità di genere, ma è opportuno ricordare che le origini di questa parola sono molto meno drammatiche e per nulla esclusiviste del panorama maschile. Gli Incel sono gli “sfigati” da definizione, dissociati ed emarginati e si crede che tutti (penedotati e non) si siano sentiti almeno una volta nella vita rappresentati da suddetta categoria.

Le Teorie RedPill ci ricordano che le donne sono creature superficiali e ci insegna come essere migliori di loro

Come, non rimpiangete già gli Incel? Questo perché ancora non conoscete i sostenitori delle Teorie RedPill, ma nello specifico cosa sono le Teorie RedPill? Trattasi di un breviario di teorie secondo cui i criteri di selezione sessuale siano diversi per uomini e donne per fattori biologici e comportamentali.

Vengono trattati i temi più disparati; dall’attrazione sessuale derivante dall’estetismo all’ipergamia, dalla poligamia come accettazione della natura umana all’attestazione di colpa per coloro che scelgono la strada “buonista” dell’uguaglianza sociale e di genere. In soldoni, chi è sostenitore RedPill, sostiene che non siamo tutti uguali e che avere un apparato genitale maschile comporti dei costi e dei benefici supplementari dal non possederlo.

A difesa strenua del machismo, più che del mero maschilismo, che ha caratterizzato gli ultimi quarant’anni di lotte sociali, i redpillati vivono nel secolo del progresso raccontando a loro stessi prima che agli altri, che la loro tardività ad accogliere presupposti di adattabilità sociale sia sintomo dell’essere mentalmente “avanti”. Insomma, ai tempi dei delitti d’onore i nostri antenati erano menti illustri e acute, mentre oggi, nel secolo moderno, l’uomo porta avanti l’interesse femminile al riconoscimento di un valore che nell’effettivo la donna in quanto donna, non possiede per motivi biologici.

Differentemente dall’essere Incel, che constatiamo essere una condizione sociale, essere redpillato è una scelta consapevole e ideologicamente poliedrica; questo perché un seguace della dottrina RedPill può essere stato un Incel ma può serenamente non esserlo. Qui interviene la psicologia.

Sono misogino, non maschilista: la psiche deviata della disuguaglianza

Cinque comodi punti da osservare rigorosamente per essere maschilista:

  • Ci sono lavori da “uomini” e lavori per tutti (Perché ciò che fa una donna è serenamente replicabile da un uomo)
  • Non esistono esempi veri ma solo aspettative sulla qualità di vita che una donna può condurre da sola per sentirsi appagata
  • Se ci aprite un barattolo di sottaceti vi risponderemo che lo avremmo fatto ad occhi chiusi
  • Una donna senza fornelli è come un cielo senza stelle
  • L’ipergamia è cosa buona e giusta

Appurato che da tale elenco non cerchiamo che l’essenza del vero e poca sostanza, è fondamentale scindere il maschilismo, generato da molteplici inflessioni culturali e sociali, dalla misoginia vera e propria. Quest’ultima è una condizione di odio, di avversione o di rigetto verso la componente femminile che non ha nulla a che vedere con gli stereotipi che caratterizzano invece il maschio alpha che tracanna birra e aspetta il pollo impiattato la sera alle nove tra un rutto e un borbottio di disappunto sulla celerità dell’esecuzione culinaria della consorte. La misoginia ha una sola caratteristica in comune con gli Incel, ovvero che è “figlia” illegittima di una condizione di malessere:

  • Un misogino è affetto da un complesso radicato, spesso sfociante in veri e propri disturbi comportamentali.

La vera minaccia celata da questa condizione è nella sua totale inapparenza nelle persone che ne sono affette e nelle reazioni distruttive che tali patologie possono innescare nei rapporti interpersonali. Narcisisti patologici, istrionici, evitanti borderline e altri disturbi comportamentali di questo tipo possono comodamente celare insidie profonde se nel listino dei problemi si aggiunge l’avversione verso il genere femminile. La personalità del narcisista, ad esempio, sarà manipolativa, prontata all’annichilimento e all’annullamento della partner con cui si verrà a relazionare. Vi farà sentire in colpa persino per avervi tradito, vi decostruirà ogni ragione e vi porterà all’amara conclusione che siete state solo un giocattolo da aggiungere alla lista dei “collezionabili”, come in un GDR dove il numero fa carriera. Si tratta di persone deviate e chiaramente questo è un esempio limite, ma non occorre sforzarsi troppo per trovarne altri.

Considerazioni finali

Il maschilismo esiste da sempre, da quando Dio chiese ad Adamo di smetterla di trastullarsi da solo e gli chiese di donare una costola al laboratorio genetista dell’Eden per un clone impacchettato con cui giocare tra le foglie del creato; e se, invece, preferite parallelismi attuali ai nostri anni, io non fatico a ricordare come da piccolo negli scaffali dei negozi di giocattoli spiccasse un enorme e fiocchettato reparto “rosa confetto” dove c’era la ghettizzata categoria delle bambine con barbie, winx, bratz e i cicciobello annessi. Ricordava più o meno un quartiere del Bronx, solo più tendente a sfumature di glicine.

Il punto è che la società ci porta ad associazioni assiomatiche di ruoli e generi tramandante da una culturalità (badate bene, non cultura) che pone le proprie esigenze sull’aspettativa di costituire bambini preconfezionati in futuri uomini e donne che avranno posizioni già prestabilite nella società. Certo, nel 2021 esiste l’uomo casalingo e la donna in carriera, ma quanti uomini casalinghi non verrebbero derisi da uomini che portano i “pantaloni”? Quante donne in carriera, invece, sono riconosciute per meritocrazia e non per essere infamate di essersi inginocchiata sotto qualche scrivania per arrivare infine sulla loro poltrona?

La società ha dei limiti, ma non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio e se uomini e donne sono diversi è essenzialmente per un assunto darwiniano, che spiega che per quanto in una singola specie esistano due individui simili, essi non avranno mai le identiche caratteristiche l’uno dell’altro. Spiegatelo a vostri amici redpillati, se mai doveste avere amicizie tanto pessime.

Dunque i maschilisti sono gli haters moderni del genere femminile? Se vivono di stereotipi non sono veri nemici, sono solo “persuasi”. La misoginia non è maschilista, è xenofoba ed è la vera causa dell’odio e delle violenze di cui purtroppo si parla tanto.

Non concluderò questo articolo con passività umoristica, quindi vi darò la mia personalissima lista di istruzioni qualora doveste approcciarvi a queste tre categorie di persone;

  • Se incontraste un Incel; abbracciatelo. Vogliono solo essere amati, uomini o donne che siano.
  • Se incontraste un maschilista; sposatelo. Magari sarà a tratti irritante, ma non è questo in fondo a determinarne l’umanità.
  • Se incontraste un redpillato; fingetevi morti, o alla peggio sparategli.

 

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