Il Superuovo

Il mondo del rock e quello delle droghe incontrano la letteratura e R.L. Stevenson

Il mondo del rock e quello delle droghe incontrano la letteratura e R.L. Stevenson

Qual è il collegamento tra R.L. Stevenson e il mondo del rock? In questo articolo risponderemo a questa domanda.

Alcune tra le opere più belle del mondo musicale o della letteratura sono state scritte sotto l’effetto di droghe pensanti o leggere, altre ne trattato solo il tema. In questo articolo parleremo di R.L. Stevenson e del suo breve libro: “Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” ma anche di alcune canzoni storiche, come “Heroin“.

“Come il rock ha cantato l’eroina”

Andrea Valentini il 9 gennaio 2021 pubblica un articolo per rollingstone.it intitolato “Serenate tossiche e canti funebri: come il rock ha cantato l’eroina” in cui propone alcune canzoni che trattano il tema della droga, in particolare della “bianca signora”. In questo mondo musicale quest’ultima appare infatti sia come una musa ispiratrice sia come una nemica da condannare.

Il giornalista ci propone il singolo di John LennonCold Turkey” come simbolo dell’astinenza che il cantante ha dovuto affrontare nella sua disintossicazione dall’eroina nel 1969. Alla fine del brano si sentono le urla e i lamenti di chi porta avanti questo percorso. All’opposto vi è la serenata tossica “I Think I’m in Love” degli Spiritualized che descrive l’amore immenso verso la droga bianca. Ci appare come una canzone spirituale, devota a questa strana dea che crea dipendenza e mancanza di percezione del pericolo e del mondo. Ma una delle opere più potenti è “Heroin” di The Velvet Underground che racconta gli sbalzi del tossicodipendente, tra momenti di pura euforia e di bramosia disperata alla ricerca di un’altra carica:

Eroina, che tu sia la mia morte
eroina, è mia moglie, è la mia vita,
perché un ago nella mia vena
porta al centro del mio cervello
e sto meglio che se fossi morto

Perché quando la roba entra in circolo
non me ne frega più niente di voi
Tizi e Cai di questa città
e di tutti i politici che schiamazzano come pazzi
e di quelli che insultano tutti gli altri
e tutti i morti ammucchiati uno sull’altro

La droga capace di sdoppiare l’uomo

“Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” è un libro molto breve che venne pubblicato da R.L. Stevenson nel 1886. Naturalmente la trama è famosissima e ci permette di vedere, tramite il racconto gotico portato avanti dall’autore, come una droga estremamente potente potesse portare allo sdoppiamento della personalità di un personaggio. Nella storia il Dr. Jekyll provò una pozione di una invenzione su se stesso e si trasformò in Mr. Hyde, un soggetto terrificante capace di impersonare il lato malvagio della sua persona con cui commise crimini orribili che potevano essere fermati solo con il suicidio del povero dottore. L’opera si concluse quindi con la lettura della riflessione di quest’ultimo da parte di un avvocato e di un amico. In questo memoriale, scritto in prima persona, si spiega ogni cosa:

Ogni giorno, e secondo i due impulsi del mio animo, morale e intellettuale, io mi avvicinai così a quella verità, la scoperta parziale della quale mi ha trascinato a una così orribile catastrofe: e cioè che l’uomo non è in verità unico ma duplice

Jekyll racconta di avere studiato e lavorato a lungo su un preparato chimico, capace di liberare la sua vera indole, sia quella buona che quella crudele al fine di sfogare le proprie pulsioni inconsce, nascondendosi dietro un personaggio rispettabile all’interno della società. Come spesso avviene, non era stato capace di controllare i suoi cambiamenti. Cercò di reprimerli e poi di differenziare i due aspetti della sua anima. Ma anche così fallì. Il dottore terrorizzato riconosce che la pozione è ormai inutile su di lui poiché non provoca alcun effetto, in quanto il suo corpo è ormai assuefatto alla droga.

La cocaina e R.L. Stevenson

Stevenson ci presenta un’opera originale, capace di far interagire all’interno di un’unica persona Bene e Male e al tempo stesso distinguendoli in due persone opposte. Ma, come la sua creazione tratta il tema delle droghe, lo scrittore ne fece uso per riuscire a lavorare giorno e notte, senza fermarsi, e finire in tempo record il suo racconto. Ci vollero appena sei giorni e sei notti per realizzare uno dei suoi primi romanzi. E, in merito a quel periodo, sua moglie dirà:

Un invalido nelle condizioni di salute di mio marito fosse stato in grado di mettere su carta sessantamila parole in sei giorni sembrava veramente incredibile. La coca lo rendeva un’altra persona

La cocaina non solo gli aveva permesso l’impossibile, ma era anche la Musa del suo stesso capolavoro. Nell’Ottocento infatti, quando Thomas Gaedeke riuscì ad isolare l’alcaloide dalle foglie, la nuova droga venne considerata come l’unica soluzione per resistere ai ritmi frenetici della vita moderna. L’attività industriale richiedeva uomini in grado di rispondere senza tregua agli stimoli che venivano loro dati, di conseguenza la cocaina si prestava come aiuto perfetto al lavoratore che voleva essere attivo ed energico.

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