Un rumore debilitante: lo strano caso di Timo Werner

Ogni calciatore sogna una folla che canti il proprio nome. Per un attaccante, per cui il gol è un mestiere, questo è spesso la norma: lo stadio esplode di passione e i tifosi inneggiano l’autore del gol, il cui nome, scandito dallo speaker, risuona per la città.

Un sogno, per l’appunto.

Ma come fare quando tutto questo non porta gioia e orgoglio, ma è anzi motivo di disagio e fastidio? Una storia che ha dell’inverosimile, la paradossale condizione di Timo Werner, il calciatore che odia il rumore.

PREDESTINATO

Attaccante classe 1996, Timo Werner brucia velocemente le tappe e molti record: esordisce in Bundesliga (il massimo campionato tedesco) tra i professionisti nel 2013 all’età di 17 anni con la maglia dello Stoccarda, diventando il più giovane esordiente nella storia della squadra, dopo una lunga militanza di 11 anni nelle giovanili del club, dove si era già distinto vincendo a soli 16 anni la medaglia d’oro Fritz Walter per il campionato Under-19, realizzando 24 gol in campionato.

Timo Werner con la maglia dello Stoccarda (2014)

Con la doppietta al Friburgo del novembre 2013, diventa il più giovane giocatore della storia del campionato a segnare una doppietta, dopo aver infranto anche il record per il marcatore più giovane nella storia del suo club qualche mese prima. Compiuti i 18 anni, Timo ha già collezionato più di 50 presenze con lo Stoccarda e un nuovo record, quello di giocatore più giovane nella storia della Bundesliga a raggiungere le 50 presenze in campionato.

Nel 2016, lo Stoccarda retrocede di categoria e Werner viene ceduto ai neo-promossi del RB Lipsia, diventando il giocatore più pagato nella storia del club e concludendo il suo triennio con lo Stoccarda con 95 presenze complessive e 13 gol.

Werner con la maglia del RB Leipzig

Con la maglia del Lipsia, l’astro di Timo Werner continua a brillare: prima diventa il giocatore più giovane (a 20 anni) nella storia del massimo campionato a raggiungere le 100 presenze, poi conclude la stagione vincendo il titolo di capocannoniere e contribuendo in modo decisivo alla prima storica qualificazione in Champions League del Lipsia.

La stagione successiva lo vede raggiungere nuovi traguardi: oltre a vincere il titolo di miglior assist-man, diventa il più giovane giocatore di sempre a raggiungere le 150 presenze in campionato e un eroe a Lipsia nel marzo 2018, quando un suo gol decide il match contro il Bayern Monaco, assicurando la prima storica vittoria del club contro la corazzata bavarese.

L’esultanza del Lipsia al gol del 2-1 (RB Lipsia – Bayern Monaco, 18 Marzo 2018)

Nell’attuale stagione 2018-19 Werner ha segnato (e superato) il suo 50° gol in Bundesliga, a soli 22 anni, e sta vivendo un’altra stagione da protagonista con 11 centri in 17 partite.

L’EPISODIO

Il 26 Settembre 2017, in occasione della partita della fase a gironi di Champions League tra Besiktas e Lipsia, giocata ad Istanbul, è accaduto un fatto curioso: dopo soli 32 minuti di gioco, Werner accusa dei malori e lascia il campo, lasciando pensare ad un infortunio di qualche tipo; rientra tuttavia poco dopo, solo per chiedere definitivamente la sostituzione per via di problemi respiratori, dolori muscolari, vertigini e nausea.

Poco tempo dopo, Timo, stella indiscussa e bomber della sua squadra, non viene convocato per una sfida caldissima: quella contro i rivali del Borussia Dortmund, seconda potenza del campionato, a Dortmund, nel caldissimo Westfalenstadion.

In entrambi i casi, il motivo sembrerebbe dovuto ad un fattore contestuale: il ragazzo sarebbe sensibile a rumori molto forti, e le tifoserie delle due squadre sono rinomate per creare un’atmosfera estremamente calda.

La curva del Borussia Dortmund, in una delle sue famose coreografie

IL PROBLEMA

Ebbene, il caso di Timo è particolarmente spinoso, e ancora non è ben chiara la natura del suo problema; inizialmente, si pensava che gli effetti accusati fossero dovuti allo stress di una partita particolarmente “sentita” e importante, riconducibile quindi agli effetti dell’ansia da prestazione, aggravata dalla pressione del tifo avversario; in seguito, anche per via di una dichiarazione dell’allenatore, si era pensato ad un accumulo di stanchezza dovuto ai numerosi impegni susseguitisi.

Gli impegni con la nazionale tedesca erano stati ritenuti motivo di stanchezza aggiuntiva per l’attaccante

L’ipotesi più recente e più autorevole (nonché la più accreditata) vuole che l’attaccante soffra di una particolare patologia circolatoria che coinvolge l’apparato uditivo, rendendolo particolarmente sensibile a rumori forti, che gli causano un serie di problemi quali perdita di equilibro, giramenti di testa, nausea, fino ad arrivare anche a possibili svenimenti e dolori alla colonna vertebrale.

Durante la partita contro la squadra turca, i cui tifosi hanno spesso raggiunto la soglia dei 128 decibel, Timo ha mostrato un equilibrio precario proprio dovuto al rumore insopportabile, cui ha tentato di provvedere con dei tappi per le orecchie.

Tentativo fallimentare: il rumore eccessivo ha portato il ragazzo a chiedere la sostituzione dopo poco più di mezz’ora di gara, abbandonando il campo addirittura tappandosi le orecchie.

Problema che rischia di compromettere la carriera in ascesa del ragazzo: l’interesse di diversi top club (Real Madrid e Barcellona su tutti), abituati a palcoscenici internazionali di primissimo piano, pare essere scemato proprio a causa della condizione di cui soffre il talento tedesco.

I DEFICIT DELL’UDITO

Diversamente dal caso di Werner, le patologie più comuni legate all’apparato uditivo sono quelle legate ai deficit.

I deficit dell’udito sono numerosi e di diverso tipo, a seconda della profondità dell’area interessata e del tipo di danno; l’otite (il “mal d’orecchi”) è probabilmente il più comune tra i problemi legati alla conduzione dell’informazione acustica e consiste in un’infiammazione del canale uditivo.

Rappresentazione anatomica dell’orecchio

Quando il problema riguarda l’area dell’orecchio medio, ovvero la sezione che si estende dall’orecchio esterno alla coclea, parliamo di sordità di conduzione, mentre si definiscono sordità nervose le problematiche che interessano l’orecchio interno in seguito ad un danno ai recettori o al nervo vestibolo-cocleare, noto banalmente come nervo acustico.

Lesioni corticali comportano deficit meno drammatici, poiché le informazioni acustiche arrivano alla corteccia in modo bilaterale: si parla di lesione temporale per indicare una lesione corticale da un lato che produce difficoltà nella localizzazione del suono, sia influenzando gli indizi binaurali sia per la presenza nella corteccia cerebrale di cellule dotate di preferenza laterale; la sordità è dovuta dunque a lesioni bilaterali.

Rappresentazione corticale del cervello

Oggi esistono apparecchi uditivi per far fronte alle sordità di tipo nervoso, strutturati con elettrodi che vengono installati lungo la scala timpanica e che stimolano i neuroni afferenti ritrasmettendo in modo tonotopico i segnali esterni.

 

Marco Funaro (https://www.instagram.com/majin_fun/)

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