- Dopo l’allunaggio del 3 gennaio si è parlato molto della sonda Cinese Chang’e 4, la prima a tornare sulla Luna dal ‘lontano’ dicembre 2013. L’allora sonda Chang’e 3 lasciò stupiti per la conoscenza tecnica e capacità ingegneristica dimostrate, tanto che trasmette tutt’ora i dati di alcuni strumenti.
Questa volta però a far parlare sono stati il sito di discesa e la prima piantina a germogliare sulla faccia della Luna. Mentre il rover e il lander si fotografavano a vicenda, infatti, assistevamo al grande miracolo della vita prendere atto. L’esperimento in questione, avviato alcuni giorni dopo l’arrivo al suolo, ha mostrato i suoi primi risultati lunedì 7 gennaio.

Perché questo esperimento?
Il confronto tra la capsula lanciata ed una sua gemella sulla terra hanno fornito importanti dati sullo sviluppo di un ecosistema in gravità ridotta, mai avuto prima d’ora. Tanti esperimenti di simile natura si sono svolti in passato sulla ISS e sulla stazione cinese Tiangong 1, ma questi erano sempre in totale assenza di gravità. Bisogna però ricordarsi delle origini dell’esperimento stesso, scelto tra numerosi design proposti da studenti in risposta a un concorso indetto dall’agenzia spaziale cinese.

La triste e prematura fine
Tuttavia l’entusiasmo è durato per poco: contrariamente a quanto riportato in un primo momento la capsula non è dotata di un sistema di riscaldamento sufficiente a mantenerla vivibile nella lunga notte lunare. Sì, perché mentre sul nostro pianeta si ha un ciclo giorno-notte ogni 24 ore, la più lenta rotazione della Luna fa sì che ciò avvenga solo ogni 27 giorni, prolungando l’esposizione al freddo del vuoto cosmico.
Il buio è calato sulla sonda il 13 gennaio e dopo sole 48 ore la temperatura interna alla capsula ha raggiunto i -52°C, concludendo di fatto l’esperimento. La mancanza di un riscaldamento sufficiente è dettata da principalmente due fattori:
- Il dispendio energetico eccessivo per il riscaldamento, in assenza dell’energia solare, sarebbe eccessivo per il sistema di batterie. Infatti anche per tenere ‘caldi’ il rover e le strumentazioni del lander viene fatto uso di un generatore termico ad isotopi, comunque non sufficiente a garantire temperature utili alla vita dei germogli.
- La secondaria importanza dell’esperimento, visti i suoi predecessori in gravità zero e le sue origini. In un lancio dove ogni kg è di vitale importanza non era giustificabile un peso maggiore. Il primato che ha stabilito e la funzione educativa avuta hanno probabilmente ripagato il suo lancio anche più che il mero risultato scientifico.
Giacomo Bellini