L’apparato cardiocircolatorio sanguigno è formato da un insieme di condotti ramificati che trasportano il sangue (i vasi sanguigni), coadiuvati da un organo la cui funzione è quella di produrre una spinta motrice(il cuore). Nel suo insieme l’apparato svolge numerose funzioni all’interno dell’organismo, tra cui quella di poter garantire l’apporto di sostanze nutritizie e ossigeno a  tutte le parti del corpo umano.

Schema della circolazione cardiaca

Il cuore è in grado di fornire contrazioni ritmiche e cicliche che permettono di spingere il sangue alle arterie. Le arterie sono i condotti che trasportano il sangue ai tessuti, mentre le vene sono i condotti che originano  dalle terminazioni arteriose e riconducono il sangue al cuore. Il sangue necessita  sempre di ristabilire al proprio interno un’adeguata concentrazione di ossigeno e di eliminare l’anidride carbonica prodotta dai tessuti, per far questo utilizza il piccolo circolo, che si basa sul portare i globuli rossi(costituenti del sangue) agli alveoli polmonari. Questi ritorneranno al cuore, il quale poi li porterà a tutti i distretti dell’organismo ( grande circolazione).

 

Le malattie cardiovascolari  –

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia e nei paesi più sviluppati, ne consegue che qualsiasi scoperta in quest’ambito ha un’importanza cruciale a livello sanitario. Ciò è dovuto a una serie di fattori che vanno da un incremento della vita media nella popolazione, all’abuso di sostanze alcoliche e all’adozione di uno stile di vita di tipo sedentario. A queste si aggiungono le cause non modificabili che comprendono la familiarità, il sesso e l’età.

Le malattie ischemiche del cuore (75.098 casi in Italia) comprendono una larga fetta dei decessi con prevalenza soprattutto  nella popolazione maschile. Queste sono dovute a un inadeguato apporto sanguigno al cuore riducendo la sua capacità di pompare in modo efficiente.

Schema stilizzato di un tratto delle arterie coronarie, vasi che si occupano del rifornimento di ossigeno al cuore.

 

 

 

 

Lo studio e prospettive future

Lo studio prevedeva l’utilizzo di topi neonati affetti da un danno al tessuto cardiaco. Si è visto che alcuni di questi topi sviluppavano arterie collaterali per rifornire il tessuto cardiaco danneggiato. Le arterie collaterali sono un particolare tipo di arterie che possono sostituire vasi danneggiati o occlusi garantendo un apporto sanguigno ai medesimi. Per questo motivo, i topi avevano una possibilità maggiore di sopravvivere. Si è compreso il complesso meccanismo biochimico di segnalazione che permetteva la formazione di questo vaso “ex novo”. Di fatti, è importante ribadire che per la creazione dell’arteria collaterale erano necessari complessi meccanismi di tipo molecolare. Nell’adulto la generazione di quest’arteria era assente ma poteva essere stimolata da una molecola in particolare chiamata CXCL12.

In conclusione, è facile comprendere la rilevanza di questa scoperta,  grazie alla quale si possono intraprendere nuove terapie in caso ad esempio di infarto miocardico.

 

 

 

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