Aspetto d’uomo, chioma di leone, occhi di diverso colore e denti aguzzi,come quelli di un serpente. E anche le sue movenze erano quelle di un leone.” Di chi voleva raccontare lo storico Callistene con tale descrizione? Non si tratta che del grandioso re e conquistatore  Alessandro Magno.

Alla scoperta della sua vera identità

Da generazioni, nel momento in cui ci si accosta a studiare la storia, questo illustre personaggio dell’antichità viene presentato come una figura grandiosa, a tal punto enfatizzata da edulcorare i dati effettivi sulla sua biografia e rendere labile il confine tra realtà e leggenda. A lasciare a bocca aperta studenti, insegnanti o chiunque si accosti alla sua personalità sono aneddoti, racconti e indiscrezioni varie che rivelano la molteplici screziature di una delle persone più influenti del passato. Tuttavia, ciò che non è mai stato effettivamente chiarito su di lui è la causa della sua morte. Ovviamente molteplici sono state le supposizioni e le indagini, anche supportate storicamente da fonti che hanno cercato di offrire delucidazioni a riguardo.

 

Cosa si cela dietro il mistero del decesso

L’unica certezza è che sia morto a Babilonia nel 323 a.C. all’età di circa 32 anni. Tra le ipotesi più plausibili: avvelenamento, malaria, cirrosi epatica a causa di una assunzione eccessiva di vino. Insomma, tutto è poco chiaro. Anzi, lo era. A dare una svolta a questo caso è stata la ricercatrice, Katherine Hall, della Dunedin School of Medicine dell’Università di Otago. Da questo studio, pubblicato su “The Ancient History Bulletin”, emerge che a causare il decesso di Alessandro Magno sia stata una ben precisa malattia e che sia stato sepolto vivo. Si tratterebbe della Guillain-Barré Syndrome, definita anche poliradicolonevrite. Provoca, infatti, un’infiammazione che colpisce numerose radici dei nervi e del sistema nervoso periferico, indispensabile per mettere in contatto il cervello con il resto dell’organismo.  Ad innescarla è un meccanismo autoimmunitario che comporta la paralisi completa in soggetti tra i 15 e 35 anni o tra i 50 e 75 anni. La causa è da ricercarsi nelle infezioni da batteri o virus nell’intestino o nelle vie respiratorie. In questo caso si tratterebbe di un’infezione da Campylobacter pylori, non particolarmente insolita all’epoca dei fatti.

Uno strano caso di pseudo morte

Alla questione si aggiungerebbe anche un altro dato, cioè che il mitico condottiero sia stato sepolto vivo e che,effettivamente, il suo cuore abbia cessato di battere solo sei giorni dopo. Anche a tale situazione, apparentemente paradossale, c’è, però, una spiegazione scientifica. La diagnosi del decesso,infatti, non è avvenuta basandosi  sulla misurazione del battito cardiaco dal polso, ma sulla respirazione. Dunque, ci si trova di fronte a qualcosa di davvero sconvolgente, legato a una personalità che ha lasciato un’impronta enorme nel tempo e continua a far parlare di sé. Quindi, è proprio vero che la storia si ripete. Così come la notizia della scomparsa di Alessandro creò scompiglio nell’antichità, per via di guerre e scontri per la suddivisone dell’impero da lui creato, ancora oggi continua. I ricercatori ne sanno qualcosa.

Elisabetta Di Terlizzi

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