Il Superuovo

Tutti, da Dante a Woody Allen, sognano in segreto di incontrare i propri idoli

Tutti, da Dante a Woody Allen, sognano in segreto di incontrare i propri idoli

Il sogno di incontrare il proprio guru unisce secoli di generazioni, da Dante a Woody Allen.

Tutti hanno un maestro di vita, un idolo a cui ispirarsi, a volte anche più di uno, ma non tutti hanno la fortuna di poterlo incontrare per farci una chiacchierata.

La Divina Commedia realizza il sogno di Dante

Il 1265 è da ricordare come data in cui nacque a Firenze il grande padre della lingua italiana: Dante Alighieri. Egli scrisse l’opera letteraria più famosa nel mondo, la Comedìa, in seguito conosciuta sotto il nome Divina Commedia, destinando così la sua vita ad un ricordo eterno.

Nonostante l’austerità della sua persona, anche Dante, per quanto ci risulti difficile crederlo, era un uomo come tutti, pregno di passioni, di paure, di sbagli e punti deboli, ma soprattutto era un  fan sfegatato. Può risultare un’attribuzione alquanto pittoresca ma necessaria, è evidente che tutta la produzione letteraria dantesca è intrisa di una profonda intertestualità e conoscenza dei grandi miti culturali a lui precedenti. Si rifà agli autori latini e greci, agli illustri filosofi e pensatori antichi, all’astrologia medievale, alla religione, alla scienza fino ad allora conosciuta, ecc.

In questa intrigata matassa di conoscenze Dante non rinuncia però al sogno nel cassetto, crea così un mondo dove poter liberamente parlare con i suoi idoli inarrivabili, perché logicamente ormai morti da secoli, e li presenta come fossero dei buoni vecchi amici.

Canto I, Inferno

Virgilio e altri incontri da sogno

Se il nostro caro Dante fosse vissuto nel ventunesimo secolo, sicuramente l’avremmo incontrato in giro per Firenze con un tatuaggio che inneggiava ai Guelfi o meglio una T-shirt con stampata la scritta ‘I love Virgilio‘. Quest’ultimo infatti è forse l’idolo al primo posto per l’Alighiero, ragion per cui lo troviamo come stella guida di Dante durante l’intera traversata dell’Inferno.

È commovente il passo che narra l’arrivo di Virgilio. Esso infatti giunge proprio quando Dante sta precipitando ‘in basso loco’, da intendersi come loco mentale, è un momento di particolare desolazione d’animo in cui Dante stesso si sente perso,smarrito. In vero, dopo aver incespicato per la selva oscura ed esserne uscito, si ritrova davanti le tre fiere: la lonza,la lupa e il leone che lo costringono a retrocedere impaurito e tremante. Appare finalmente Virgilio, come una visione divina e Dante, rassicurato da questa venuta, non manca certo di fargli un sentito elogio.

Tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore,

tu se’ solo colui da cu’ io tolsi

lo bello stilo che m’ha fatto onore,

 

Molti saranno i momenti di sconforto che verrà ad affrontare Dante durante questa catabasi, molte volte avrà bisogno di sostegno fisico e morale e Virgilio riuscirà ad indossare perfettamente la veste di maestro e sostenitore di vita, idealizzato dall’autore stesso.

Nella Commedia vi sono poi altri incontri illustri, nel quarto canto dell’Inferno Virgilio infatti presenta a Dante alcuni tra i più grandi autori antichi: Omero, Orazio, Ovidio e Lucano. Proseguendo giungiamo al famoso ritrovo con Brunetto Latini, maestro di grammatica del giovane poeta. Questo avviene nel canto XV dell’Inferno,nel terzo girone dei violenti, è un’incontro quasi paterno, l’affetto sentito che vi scaturisce fa crescere in Dante una profonda nostalgia per la serenità dei vecchi tempi passati a Firenze.

Altri personaggi leggendari si succederanno ancora fino ad arrivare al culmine, con la visione della bella amata Beatrice che lo accompagnerà poi nel viaggio al Paradiso.

Il grande genio di Dante fa sì che questi incontri idealizzati con i propri idoli non sminuiscano comunque la portata maestosa dell’opera, anzi la rendano ancora più umana e profonda, avrebbe forse dovuto dire ‘e poi uscimmo a riveder le star‘.

Midnight in Paris, l’incontro con i propri miti visto da Woody Allen

Woody Allen, il cui nome di battesimo è in realtà Allan Stewart Königsberg, è un famoso registra americano che nel 2011 ha prodotto un film riguardante questo grande sogno condiviso con lo stesso Dante e con tutti noi: passeggiare per strada ed incontrare per caso, o per volere del fato, i nostri più grandi ispiratori.

Attorno a questo tema ruota l’intero sceneggiato, ambientato a Parigi allo scoccare della mezzanotte. Il protagonista è uno scrittore di nome Gil, che conduce una relazione complicata con la sua futura sposa Inez, con la quale è in viaggio proprio a Parigi. Sembra una storia di vita comune, una storia d’amore sbagliata, ma il fantastico arriva quando Gil, vagando per le strade parigine di notte, si trova faccia a faccia con le grandi stelle della letteratura e dell’arte degli anni venti.

Trascorre delle nottate surreali, in compagnia di Francis Scott e Zelda Fitzgerald, di Ernest Hemingway, Picasso, Salvador Dalì ed altri ancora. Partecipa con loro a meravigliose feste, si innamora di una giovane modella di quadri di Modigliani e con lei si ritrova nella Parigi della Belle Époque a chiacchierare così con altri personaggi illustri di quel tempo, come fosse la cosa più normale da fare.

Una finta realtà che però non gli appartiene, un mondo ideale fatto di falsi miti, di persone idealizzate fino alla perfezione, che gli fa credere nell’esistenza di un tempo, una volta, più felice, un modo di vivere migliore.

La realtà è che tutti sogniamo di incontrare un giorno i nostri miti, le nostre stelle guida, il nostro cantante o scrittore preferito…  ma se poi da vicino ci rendessimo conto che quello che desideriamo veramente è poterci scollegare dalla realtà solo per qualche momento, in un mondo perfetto che poi così perfetto non era?

Midnight in Paris

 

 

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