Il Superuovo

Trump cacciato dai social: censura o difesa della libertà? Sidney Hook e l’ideale della democrazia

Trump cacciato dai social: censura o difesa della libertà? Sidney Hook e l’ideale della democrazia

Il campidoglio è assaltato e un presidente è censurato: censura o difesa della libertà? Le opinioni spopolano e Sidney Hook risponde.

Gli Stati Uniti sono in fiamme a causa delle vicende elettorali. La vittoria di Biden non è accettata dai trumpisti, i quali proclamano brogli elettorali. Il culmine della tensione è stato toccato il 6 gennaio quando, in occasione della seduta del senato statunitense, i sostenitori di Trump hanno occupato il Campidoglio. L’ormai ex presidente è stato accusato di aver infiammato gli animi, per questo il suo profilo è stato bloccato dai maggiori social, tra i quali Facebook e Twitter. A questo punto punto l’opinione pubblica si è divisa in due: da una parte chi la considera una giusta azione per limitare un pazzo, dall’altro chi la ritiene un inaccettabile attacco alla libertà di espressione. 

Abbandoniamo i pregiudizi: risponde la democrazia

Si può essere a favore o no di Trump, si può credere o no che lui abbia fomentato la protesta e si può credere o no alle ragioni di quella ribellione. Basta fare una veloce ricerca sul web per renderci conto di quanto le opinioni variano al riguardo. Ma il problema che è sollevato è di più grande importanza: mette in questione l’essenza stessa della democrazia. Possiamo accettare la censura in una istituzione democratica? Quello che non è stato fatto è affrontare la questione in modo imparziale, senza porsi prima dalla parte di uno o dell’altro schieramento. Addentriamoci ora nella questione partendo da un articolo che si pone chiaramente da una delle due parti dello schieramento, e osserviamo l’ideale della democrazia secondo il filosofo naturalista del 900’ Sidney Hook.

Censura? Una opinione al riguardo

La posizione sostenuta da questo articolo, pubblicato recentemente su “Lanterna” è molto chiara: il problema non è la censura che ha subito Trump, ma il fatto che sia arrivata troppo tardi. Questa idea, che è quella della maggioranza dell’opinione pubblica, ha però un problema: è fondata su una precomprensione dei fatti. L’ex-presidente Trump è giudicato in partenza per le sue azioni, considerate violente e razziste. Questo porta a giustificare la censura nel suo caso. Ma il problema è tale che, come ho detto, per analizzarlo vanno abbandonati tutti gli schieramenti politici. Un’altra motivazione avanzata sarebbe quella che le piattaforme social hanno delle linee guida che, in più occasioni, sono state violate.

Le Linee guida non giustificano la censura

Posizione condivisibile? Le norme etiche sulle quali si basano le linee guida di un social non sono un principio oggettivo universale sul quale limitare una libertà, come quella di espressione. Senza aggiungere che, nel caso di un social che è un’azienda privata, queste norme sono decise da individui senza nessuna autorità. La vera motivazione che pone l’autrice di questo articolo e molti altri ad essere d’accordo con la censura è il fatto essenzialmente di non condividere le posizioni di Trump. La questione va osservata invece da una prospettiva molto più alta e imparziale.

Sidney Hook: l’ideale della democrazia

Libertà? È proprio questa che, secondo Sidney Hook, deve essere l’ideale della democrazia. Si tratta di un autore del novecento che si occupa del rapporto tra il naturalismo e questa forma di governo. In particolare la democrazia è quella che meglio incarna i valori della scienza: universale e verificabile da tutti. Definire la democrazia è però difficile. Infatti anche essa ha i suoi problemi. Tutto ciò che possiamo fare secondo Hook è quindi individuarne l’ideale: libertà e uguaglianza. Il fatto non è che siamo liberi ora (ci sono sempre delle seppur minime disuguaglianze) ma che nella democrazia idealmente possiamo arrivare ad esserlo.

Democrazia: sopportare la libertà

Cosa fa la scienza? Continua ad avanzare, mutare, e modificare le proprie teorie. Questo è ciò che deve fare un sistema democratico, deve sopportare il cambiamento e saper auto-mettersi in discussione. Per questo essa è fondata dalla libertà, ma allo stesso tempo è solo in una democrazia che una vera libertà è possibile. Ci sono clausole? No. Io posso affermare la mia posizione e, se a te non va bene, puoi dirmi la tua. Alla fine a decidere è la maggioranza. 

La spina nel fianco

Queste piattaforme online, i social, sono diventate ormai l’equivalente di una piazza pubblica, nel quale idealmente ci si scontra e confronta. E la democrazia è questo: libero confronto. Abbiamo un confronto pubblico che avviene in una piattaforma privata. Forse questa ora come ora è la spina nel fianco di questo sistema. Censura in nome della democrazia? Un’arma a doppio taglio.

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