The Last Of Us e I Promessi Sposi: come sopravvivere all’apocalisse

Le simmetrie e le specularità tra il capolavoro di Alessandro Manzoni e una delle avventure grafiche più amate della civiltà contemporanea

Oggi parliamo di due ragazze: Ellie una quattordicenne a Boston nel 2033, e Lucia una diciottenne (circa) del lucchese nel 1628. In comune hanno che a breve partiranno per un viaggio in un mondo apocalittico.

Entrambe non trascorrono una vita facile: Lucia è una tessitrice, con tutti i contro che porta con se l’essere una proletaria in un villaggio non toccato dalla modernità e dove un signorotto fa il buono ed il cattivo tempo. Ellie vive in una città in quarantena, possiamo vederla come una studentessa, ma le regole di questa Boston avveniristica sono dure, più che una scolara Ellie è una recluta militare.

Una epidemia ha sconvolto, oppure sta per sconvolgere, il mondo. Da un lato il Cordyceps dall’altro la grande peste del 1629.

Entrambe le eroine partiranno per un viaggio, un viaggio speculare l’uno all’altro.

Lo status quo di The Last Of Us è quello di un ordine in un mondo disordinato: all’interno della quarantena sei al sicuro. Lo status quo del romanzo I Promessi Sposi è quello di un caos all’interno di un mondo ordinato: la campagna ti da un ritmo cadenzato e una sicurezza escatologica, tutto perfetto se non fosse che lo strapotere di un signorotto può impedirti anche di fare una cosa comunissima come sposarsi.

Ellie, appena metterà piede fuori dalla quarantena, non avrà nemmeno il tempo di respirare, tra Runner, Stalker e Clicker, l’unica cosa che potrà pensare sarà come mettere in salvo la pelle.

Lucia ha modo di voltarsi e da una barchetta sull’Adda può dare l’addio ai monti in una delle pagine più toccanti della letteratura italiana.

Certo, s’è per questo, Ellie ha tempo di leggere ad alta voce le barzellette squallide contenute nei volumi di “morti dal ridere”, nonché di chiedersi, dopo aver letto il diario di una sua coetanea non sopravvissuta all’epidemia, come doveva essere bella la vita prima del disastro, ma restano delle parentesi all’interno di una narrazione tutta dinamica.

Joel ed Ellie in fondo non hanno uno scopo così diverso da quello di Renzo e Lucia, lo scopo del viaggio dei primi è portare la ragazza dalle “Luci”, un’organizzazione clandestina e dissidente, al fine di trovare una cura alla pandemia (dal cui fattore scatenante la ragazza sembra immune). Anche il viaggio di Renzo e Lucia ha lo scopo di rivolgersi a giurisdizioni più alte (la chiesa o signorotti più influenti) per risolvere il loro problema (che però va visto come emblema dell’epidemia di ingiustizia della società del diciassettesimo secolo). Tanto “Le Luci” quanto la chiesa finiranno per rivelarsi organizzazioni che, con la scusa di perseguire fini comuni e giusti, fanno soltanto i propri interessi.

L’aspetto che più di tutti rende speculari questi due viaggi resta comunque l’evolversi delle situazioni, in The Last Of Us, nonostante una partenza nell’ordine e un finale nel caos, il viaggio procede dal caos all’ordine stesso, mentre nel capolavoro di Manzoni, malgrado si parta da un disordine iniziale e si termini nell’ordine (provvidenziale e cosmico), il viaggio va dall’ordine al caos.

In The Last Of Us inizialmente sembra che non ci possa essere vita al di fuori della quarantena, invece poi Joel ed Ellie incontreranno dapprima due fratelli e verso la fine addirittura un villaggio, una civiltà autonoma sopravvissuta anche fuori dalla quarantena, (irrilevante è il fatto che David e i suoi cercheranno di accoppare i due, stiamo parlando di una civiltà, imbruttita dall’epidemia, ma pur sempre di una civiltà). L’ospedale in cui “Le Luci” avrebbero dovuto fare l’intervento chirurgico ad Ellie sembra che non sia stato per niente toccato dall’epidemia.

Nei Promessi Sposi, Lucia sembra dover affrontare un soggiorno relativamente tranquillo (per quanto non si possa dire lo stesso di Renzo) il viaggio di Lucia è tosto, difficile, ma interiore, anche la notte di conversione passata al castello dell’Innominato non assume i tratti propri del romanzo gotico. Una violenza tutta spirituale fino all’epidemia di peste, dove, tra monatti cinici che camminano – nel senso letterario del temine – sui cadaveri ammassati ai cigli delle strade, untori e malati sofferenti nei lazzaretti, sembra davvero di trovarsi nel pieno della apocalisse.

Il finale presenta ancora un’inversione di prospettiva. Il mondo di The Last Of Us non guarisce dal Cordyceps, resta nel caos, l’Europa del seicento guarirà dall’epidemia di peste e tornerà l’ordine. Ellie e Joel andranno a vivere nei pressi di Jakson assieme a Tommy, fratello di Joel; Renzo e Lucia torneranno al loro paese, ma brevemente, per poi trasferirsi definitivamente nel bergamasco, lasciando al lettore l’immagine di un ritorno ad una vigna distrutta (immagine che secondo alcuni critici è la prima del decadentismo italiano).

Questa continua schermaglia tra ordine e caos rende queste due opere letterarie uniche nel loro genere. Del resto l’intera cultura occidentale dell’età moderna si potrebbe riassumere in un viaggio che va dal caos all’ordine con la chiara consapevolezza che ci sarà sempre un ordine nel caos e viceversa.

Fabio Cirillo

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