Studiamo l’isolamento con Epicuro, gli Hikikomori in Giappone e gli Upanisad nell’induismo

In un momento critico come questo, in cui l’isolamento forzato mette a dura prova molte persone, spostiamo l’attenzione su chi la solitudine l’ha adottata per scelta.


Sono tanti gli individui che, spinti da diverse ragioni, scelgono la via dell’isolamento, fuggendo lontani dalla società e optando per la solitudine. Per familiarizzare con questo fenomeno, tra i tanti casi, ci concentreremo su tre in partocolare: gli Hikikomori in Giappone, la filosofia dell’isolamento di Epicuro e la figura degli Upanosad nella cultura induista.

Gli hikikomori

Quello degli Hikikomori è un fenomeno sociale nato in Giappone ed in grande crescita in tutto il mondo. Ma in cosa consiste? Esso è caratterizzato dalla volontà di esclusione sociale, che inizia con il rifiuto dell’individuo per la scuola o il lavoro, portandolo gradualmente ad isolarsi evitando il più possibile contatti sociali, con l’esterno ed il proprio nucleo familiare. Nei casi più estremi l’individuo non esce dalla propria stanza per anni, tagliando ogni contatto con il mondo. La routine solitaria degli Hikikomori, svuotata di ogni elemento sociale, comprende un ritmo circadiano invertito, in cui la notte è dedicata ad attività quali la lettura, i videogiochi o il semplice ozio. Alcuni Hikikomori utilizzano internet ed i social, sostituendo i rapporti sociali diretti con quelli indiretti. Tuttavia, la percentuale di soggetti utilizzatori di internet e dei social è molto bassa, circa il 10%, il che dimostra quanto la maggioranza preferisca un isolamento totale. Le ragioni di questo isolamento sono numerose, tuttavia la maggioranza sviluppa il bisogno di isolarsi in risposta alla pressione sociale verso l’autorealizzazione ed il successo personale. Non a caso, sono spesso i giovani le vittime più fragili colpite da questo fenomeno. Questi “eremiti postmoderni“, come sono stati definiti dal professore Flavio Rizzo, perdono gradualmente competenze sociali ed abilità comunicative, degenerando in una situazione spesso difficile da migliorare, seppur molte terapie siano disponibili.

L’eremita epicureo contro l’uomo aristotelico

In epoca ellenistica nascono nuove correnti filosofiche che introducono novità senza precedenti nella filosofia occidentale. Le nuove scuole di pensiero comprendono l’epicureismo, lo stoicismo e la setta dei cinici. La scuola epicurea nacque in seguito all’acquisto da parte di Epicuro di una casa, dotata di giardino, in cui egli iniziò a dare lezioni ed esporre la sua dottrina. Tra i tanti insegnamenti lasciati dal maestro Epicuro, uno in ambito socio/politoco risulta particolarmente originale. Epicuro, opponendosi al grande Aristotele, sosteneva che l’uomo potesse vivere al di fuori della città, senza alcun problema. Al contrario, è bene ricordare quanto sosteneva Aristotele: “l’uomo è un animale sociale”. Aristotele credeva infatti che l’uomo fosse stato dotato di “logos” (linguaggio e ragione) per svolgere necessariamente una vita comunitaria. Inoltre, considerava che l’uomo al di fuori di una comunità non potesse essere che barbaro. Questa visione forse troppo estrema, adottata da Aristotele, è stata appunto neutralizzata da Epicuro, che ha lentamente reso l’isolamento lecito e non innaturale.

Gli Upanisad e la ricerca di sé

Attorno al VI secolo a.C. in un momento chiamato da Jaspers periodo assiale, un gruppo di uomini si distaccò gradualmente dalla cultura induista Brahmane, dominante dell’epoca, comprendente rituali e sacrifici, per isolarsi. Si tratta di un gruppo nominato Upanisad, che rappresenta il polo della rinuncia sociale. Essi erano soliti isolarsi nelle foreste, con l’obiettivo di ritrovare la propria armonia con il mondo, abbandonando la società. Ancora una volta, ci troviamo davanti ad un caso di isolamento volontario.

Isolamento, nulla di strano!

Tra Epicuro, gli Hikikomori e gli Upanisad, abbiamo visto come l’isolamento abbia avuto ed abbia tutt’ora spazio nella quotidianità di molte persone nel mondo. Le ragioni variano da casi spiacevoli dovuti a disagi sociali, come è il caso in Giappone, oppure il desiderio di raggiungere una dimensione spirituale superiore o per il semplice piacere di stare da soli. Questi esempi non tendono necessariamente a contestare la tesi “dell’animale politico” portata avanti da Aristotele, ma semplicemente a dimostrare che l’isolamento non ha nulla di disumano. Perciò fatevi coraggio, questa solitudine forzata non è altro che un periodo transitorio e ben poco insolito! Inoltre potreste riscoprire il piacere di stare con voi stessi e valorizzarla più!

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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