Strumenti di valutazione psicologica: cosa aspettarsi dall’incontro con uno psicologo

Stress, livello di intelligenza e tipo di personalità sono solo alcuni aspetti che lo psicologo va ad indagare della persona che richiede il suo aiuto. Ma come fa il clinico a raccogliere questo tipo di informazioni?

A volte, scherzando, si dice che gli psicologi e gli studenti di psicologia sanno leggere nella mente e psicanalizzano continuamente chiunque parli con loro. SBAGLIATO. Vediamo perché.
Alla voce “psicologia” dell’Enciclopedia Treccani, troviamo questa definizione: “Scienza che studia i processi psichici, coscienti e inconsci, cognitivi (percezione, attenzione, memoria, linguaggio, pensiero ecc.) e dinamici (emozioni, motivazioni, personalità ecc.)”. Quindi la psicologia, in quanto scienza, utilizza strumenti e misure specifiche per raccogliere le informazioni e non si basa su opinioni personali. Di conseguenza, gli psicologi clinici devono imparare a conoscere e a utilizzare gli strumenti diagnostici tipici del loro lavoro, strumenti continuamente aggiornati e che garantiscono la raccolta di informazioni per trarre diagnosi accurate.
Vediamo allora quali sono alcuni di questi strumenti per la valutazione psicologica.

Fonte: Nature

1. Il colloquio clinico

Si tratta di un’intervista fatta dallo psicologo al paziente. L’aspetto che distingue il colloquio clinico da una qualunque altra chiacchierata, è l’attenzione del terapeuta per il modo in cui il paziente risponde (o non risponde) alle domande che gli vengono poste.
I temi che vengono toccati durante un colloquio clinico possono essere estremamente intimi, come quelli che hanno a che fare con la vita sessuale. È quindi importante che il terapeuta stabilisca un rapporto di fiducia con il paziente: solo così la comunicazione sarà facilitata.
Il colloquio clinico può essere non strutturato o strutturato. Nel secondo caso, lo psicologo utilizza uno schema di domande prefissate che possono essere scelte a seconda delle risposte date dal paziente.

2. La valutazione dello stress

Lo stress è una risposta di malessere fisico e/o psicologico causata da particolari eventi, specialmente traumatici. Lo stress è uno dei fattori alla base di molti disturbi mentali, soprattutto in quelle persone che hanno una predisposizione genetica. Ecco quindi perché è importante verificare se recentemente il paziente ha vissuto esperienze traumatiche. Per fare questo, lo psicologo può utilizzare il LEDS  o le liste di autovalutazione.
Il LEDS è un’intervista strutturata condotta dal terapeuta, che aiuta il paziente a costruire un calendario di eventi vissuti in uno specifico lasso di tempo. Successivamente, si valuta la gravità di ogni evento traumatico riportato dal paziente.
Le liste di autovalutazione consistono in una serie eventi (morte di un genitore, perdita del posto di lavoro…) presentati al paziente, che riferisce se li ha vissuti o no in un detrminato periodo della sua vita.

Lo stress è una risposta di malessere fisico e/o psicologico causata da particolari eventi

3. I test di personalità

Ne fanno parte gli inventari di personalità e i test proiettivi.
L’MMPI è un tipo di inventario di personalità, cioè un questionario autodescrittivo con affermazioni di diverso tipo: “Ogni persona che incontro suscita la mia approvazione”, “A volte sento odori che gli altri non sentono”, “Spesso i muscoli mi si contraggono senza alcuna ragione apparente”… Il soggetto deve selezionare le frasi che lo riguardano e i punteggi ottenuti in ciascuna categoria di affermazioni ne determinano il tipo di personalità.
La versione più recente dell’MMPI contiene anche delle affermazioni-tranello, in grado di segnalare se un paziente non risponde in modo sincero.
I test proiettivi consistono nella presentazione di una serie di immagini ambigue al soggetto, che deve darne un’interpretazione. Dato che le rappresentazioni sono ambigue, saranno soprattutto i meccanismi inconsci a guidarne l’interpretazione. Il test proiettivo più conosciuto è quello di Rorschach, in cui vengono mostrate in successione delle tavole con delle macchie d’inchiostro e il paziente deve dire cosa vede.

Le 10 tavole del test di Rorschach

4. I test d’intelligenza

Sono strumenti utilizzati per indagare le attuali capacità cognitive di una persona. Tra le abilità cognitive testate ci sono linguaggio, abilità numeriche e spaziali, pensiero astratto, attenzione…
Al termine della prova, si ottiene un punteggio indice del quoziente intellettivo: i punteggi intorno al 100 fanno parte della media della popolazione (circa il 65%), mentre solo il 2,5% ottiene punteggi superiori a 130 o inferiori a 70.

Secondo i test standard d’intelligenza, Stephen Hawking aveva un QI di 160

I test di intelligenza, come la Wechsler Adult Intelligence Scale o la Wechsler Intelligence Scale for Children, vengono utilizzati per diversi motivi:

  • diagnosticare disturbi dell’apprendimento
  • individuare bambini con un’intelligenza superiore alla media, per poter offrire loro percorsi scolastici adeguati
  • capire se un individuo soffre di disabilità intellettive
  • testare nel tempo il deterioramento delle abilità intellettive di pazienti con disturbi neurodegenerativi

I test d’intelligenza sono anche utili per fare previsioni. Ad esempio, sembra che persone con un basso livello di QI abbiano più probabilità di sviluppare dipendenza da sostanze, disturbi dell’umore e sintomi di schizofrenia.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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