Diodato e Petrarca ci descrivono il rumore dell’amore

L’amore è un sentimento talmente potente e coinvolgente che difficilmente l’uomo può affrancarsene, quando mette le radici nel cuore diventa parte integrante dell’anima. Così per quanto sia meraviglioso e dolce è allo stesso tempo doloroso e fonte di tormento.

Diodato a Sanremo 2020 (www.it.mashable.com)

Diodato e Petrarca, attraverso le loro parole, cantano del magma di emozioni che consegue al difficile superamento di un amore impossibile e che non permette di raggiungere la pace interiore. Per loro la passione è fedele e inseparabile compagna anche nella ricerca della solitudine. Sembrano dirci che forse dall’amore è inutile scappare, l’unica via è rassegnarsi alla sua forza.

Laura e il poeta, anonimo

Diodato racconta il rumore dell’amore nel silenzio

“Fai rumore” è la canzone presentata da Diodato alla settantesima edizione del Festival di Sanremo e risultata poi vincitrice. Il brano, estratto dall’album “Che vita meravigliosa”, narra del termine di una storia d’amore e del senso di vuoto, di mancanza e del sapore dolce amaro che questo avvenimento comporta. Si tratta quindi di un amore, di una relazione che non può più essere, la cui ormai impossibilità deve essere accettata con rassegnazione, nonostante la sofferenza e il ribollire interiore. Grazie alla melodia dolce, malinconica ma che nello stesso tempo tradisce un’inaspettata ma salda potenza, le parole del testo accarezzano il cuore dell’ascoltatore e arrivano a imprimersi in profondità. Il cantante dà voce con semplicità ed efficacia all’autenticità disarmante di ciò che prova. Vorrebbe potersi liberare, difendere e dimenticare l’amore perduto, ma non ci riesce. Nemmeno la solitudine, il passeggiare inquieto senza meta e il cercare altre distrazioni riescono a mettere a tacere l’intensità del suo trasporto. Perché l’amore fa rumore, irrompe vigoroso e rende insopportabile e assordante anche il silenzio, un rumore forse dannoso ma pur sempre un rumore piacevole in cui cullarsi teneramente.

Che fai rumore qui
E non lo so se mi fa bene
Se il tuo rumore mi conviene
Ma fai rumore, sì
Ché non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
Tra me e te

“Monaco in riva al mare” di Caspar David Friedrich

Il vagare pensieroso comune anche a Petrarca

E me ne vado in giro senza parlare
Senza un posto a cui arrivare
Consumo le mie scarpe
E forse le mie scarpe
Sanno bene dove andare
Che mi ritrovo negli stessi posti
Proprio quei posti che dovevo evitare

Il sentimento d’amore che si agita nel suo cuore turba il cantante che nel girovagare fisico cerca di sfogarsi come se sfinendo il corpo potesse placare lo spirito. Il passeggiare nello spazio fisico ma anche nei ricordi, uno spostarsi per scaricarsi ma che inevitabilmente lo riporta sempre in quei luoghi e sempre a pensare all’assenza dell’amata. Cambiano i tempi ma le emozioni che smuovono l’esistenza rimangono sempre le stesse, risalgono infatti al 1342 questi celebri versi del poeta Petrarca che a ben vedere non esprimono sensazioni molto diverse rispetto a quelle di Diodato.

Solo et pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l’arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io collui.

Si tratta del sonetto XXXV del suo “Canzoniere”. In esso l’io lirico descrive la sua situazione di sofferenza a causa del pensiero ossessivo dell’amore che non gli concede tregua. Anche in questo caso si tratta di un’affezione impossibile, non perché finita, ma perché destinata a non realizzarsi mai. Il poeta cerca riparo in posti desolati in cui nessun uomo possa leggere il tormento nel suo volto e riderne e in cui possa affievolirsi il furor dei suoi pensieri. Vaga senza meta in luoghi che ormai conoscono le sue angosce perché probabilmente come Diodato anche lui si ritrova sempre negli stessi posti.

L’impossibilità della solitudine e della fuga dall’amore

La ricerca della solitudine è destinata al fallimento per entrambi, ovunque vadano li segue l’amore. Nel ripiegamento in se stessi non c’è speranza di scampare da quest’entità quasi metafisica. Come il poeta trecentesco anche il cantante di Sanremo si arrende, consapevole di non poter vincere, agli impeti del suo cuore. Si lascia trasportare inerte dagli effetti contrastanti di questa forza indomabile che genera in lui un dissidio quasi petrarchesco:

Sai che cosa penso
Che non dovrei pensare
Che se poi penso sono un animale
E se ti penso tu sei un’anima
(…) Ho capito che
Per quanto io fugga
Torno sempre a te

Pensa che non dovrebbe pensare, sa che non dovrebbe essere senza ombrello, eppure lo è, e per quanto fugga non è capace di distaccarsi da ciò che ha amato. È soggetto a contraddizioni come pure Petrarca nel sonetto CXXXIV:

Pace non trovo, et non ò da far guerra;
e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;
et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra;
et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio.

Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra,
né per suo mi riten né scioglie il laccio;
et non m’ancide Amore, et non mi sferra,
né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio. (…)

Come si può sfuggire da un sentimento che getta l’uomo in queste condizioni? L’unica via è viverlo fino in fondo, soffrire ma allo stesso tempo gioire per la dolcezza che esso comporta, lasciarsi sollevare in cielo per la gioia e poi languire in terra per la disperazione, essere prigionieri e al contempo liberi. È questo il rumore che fa l’amore e tutto sommato, anche se ci ferisce, non possiamo farne a meno, separarci da lui, ne abbiamo bisogno perché è il più alto e sublime dono all’umanità.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: