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Storia di una ladra di libri: la Shoah vista con gli occhi di una bambina

Storia di una ladra di libri: la Shoah vista con gli occhi di una bambina

Oggi, nel Giorno della Memoria, ripercorriamo il significato storico della Shoah attraverso il romanzo Storia di una ladra di libri. 

Storia di una ladra di libri
Max e Liesel in una scena del film (Google Content)

L’opera di Mark Zusak descrive fin dalle sue prime pagine una Germania brutale e violenta. Infatti, le aggressioni naziste sono all’ordine del giorno e la povertà dilaga. In particolare, l’antisemitismo hitleriano colpisce la giovane Liesel Meminger, testimone di violenze indicibili. Il personaggio della Morte racconta l’intera vicenda ed è una narratrice esterna ed onniscente.

Storia di una ladra di libri è un bestseller

Il romanzo dello scrittore australiano Mark Zusak parla della Shoah e lo fa in maniera semplice sfruttando il punto di vista di una bambina, Liesel Meminger. Di fatto, gli orrori e la brutalità della Germania Nazista vengono esorcizzati dalla sua passione per libri e la scrittura.  Hans e Rosa Hubermann, i genitori adottivi della ragazza, fanno parte di una classica famiglia tedesca modesta.  La tranquillità della giovane cambierà dal momento in cui  incontrerà Max, giovane pugile ebreo ospitato dalla famiglia di Hans. Il giovane è costretto a vivere nel seminterrato dell’abitazione. Essendo ebreo non può farsi vedere da nessuno, poiché perpetuamente a rischio di deportazione. Le difficoltà affrontate da Max colpiranno da vicino Liesel, che dedicherà pagine di alcuni suoi racconti all’uomo. Gli eventi della Shoah influenzeranno la vita adulta della ragazza. Un film omonimo è tratto dal romanzo. Il regista, Brian Percival, rimarca la responsabilità non indifferente di creare un’opera il quanto più oggettiva possibile. Per lui è fondamentale rendere lo spettatore protagonista, permettendogli di trarre da solo conclusioni sul delicato periodo storico descritto.

Il significato storico della Shoah

Con il termine Shoah si indica il genocidio e la persecuzione attuati dalla Germania Nazista ai danni del popolo ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale. Il termine ebraico Shoah fa riferimento al versetto biblico 47:11 di Isaia. La traduzione letterale di questo vocabolo è quindi tempesta devastante. Ed effettivamente la persecuzione ai danni degli ebrei ha assunto dimensioni massicce e non ha precedenti nella storia. Lo Stato Nazista organizzò lo sterminio ebraico in maniera sistematica partendo dalla segregazione sino ad arrivare al progetto della soluzione finale. Gli ebrei rimaste vittime della violenza nazista furono 6.000.000. Tuttavia, non solo loro vennero colpiti dalla furia tedesca. Infatti, l’Olocausto coinvolse anche altre minoranze come sinti, omosessuali, nemici politici e sovietici. I campi di concentramento divennero veri e propri campi di sterminio, chiamati Lager. Fra di essi sicuramente Auschwitz-Birkenau è il più tristemente famoso. Le SS divennero il corpo preposto alla supervisione dei Lager. I rastrellamenti non coinvolsero solo l’Europa dell’Est ma anche Italia, Francia, Olanda e il territorio dei Balcani.

La scelta delle SS: la soluzione finale

Fino all’occupazione dei territori orientali il Terzo Reich fu favorevole alla deportazione e dispersione degli ebrei. In seguito all’espansione tedesca verso est, in particolare in Polonia, si intensificò la linea antiebraica fra le file dirigenziali dello Stato nazista. Nel 1939 gli ebrei vennero deportati in ghetti. Qui vivevano in condizioni di vita precarie. Tuttavia, dopo la riunione tenutasi il 20 gennaio 1942 a Wannsee, vicino Berlino, i nazisti optarono per l’attuazione di un nuovo piano antiebraico, che prese il nome di soluzione finale. Le comunità ebraiche erano viste sempre più come una minaccia, data la loro numerosità. Pertanto, i generali nazisti auspicarono il genocidio totale e definitivo di tutta la popolazione ebraica. Gli ebrei vennero rinchiusi nei campi di sterminio e spogliati dei loro averi. Ogni loro possedimento era confiscato dai soldati tedeschi. Spesso le camere a gas erano utilizzate per l’uccisione in massa ed i corpi delle vittime erano bruciati in forni crematori. La portata della Shoah è stata di tali dimensioni che ci risulta impossibile da ignorare. L’importanza della Giornata della Memoria serve proprio a farci riflettere sugli accadimenti tragici di quegli anni, in modo da renderci capaci di costruire un futuro migliore, seguendo l’esempio di Liesel.

Auschwitz
Il campo di sterminio di Auschwitz (Bari il Quoditiano)

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