Stop al body shaming: la storia insegna che la bellezza non ha canoni

Body shaming: che cos’è questa forma di bullismo e perché non ha motivo d’esistere.

Stop al body shaming

Lo so, a prima vista il titolo può sembrare una contraddizione. Chi di noi, d’altronde, non ha mai sentito parlare di canoni di bellezza? Gli ideali estetici su ciò che, se presente nel corpo, rende una persona bella esistono, dopotutto, fin dall’antichità. E, volenti o nolenti, appartengono anche alla società contemporanea. E allora com’è possibile negarli? Semplice: osservando la Storia nel suo divenire. Il concetto di canone è infatti strettamente legato ad una precisa realtà sociale. Ciò che viene considerato “bello” in un dato momento storico, con tutta probabilità, pochi anni dopo non lo sarà più. Quindi, se si analizza la storia nella sua evoluzione, si nota che, nel tempo, i canoni estetici si annullano a vicenda e, di secolo in secolo, l’ideale proposto è sempre diverso. Dunque, non esistono canoni universali. Il concetto stesso di bellezza cambia continuamente. E allora com’è possibile che, nel ventunesimo secolo, esistano ancora forme di bullismo legate all’aspetto fisico? È questo il caso del body shaming, oggi, sfortunatamente, sempre più diffuso. Ma che cos’è esattamente il body shaming? Ecco qui la definizione e la risposta al perché non ha motivo di esistere.

Che cos’è il body shaming?

Il body shaming è una forma di bullismo, oggi sempre più diffusa, che consiste nella derisione dell’aspetto fisico di una persona. Chiunque può essere preso di mira e per qualsiasi caratteristica: l’altezza, il peso, il colore dei capelli o, semplicemente, per elementi che fanno parte della nostra stessa natura umana (come, ad esempio, le smagliature, la cellulite o la presenza di sfoghi dovuti a determinate patologie). Una forma di violenza che, negli ultimi anni, grazie sopratutto alla diffusione dei social network, sta diventando sempre più virale e nociva. Quanti commenti maligni troviamo, ad esempio, sotto le foto postate su Instagram da celebrità e non? Chiunque si sente in diritto di giudicare, di denigrare l’aspetto altrui. Com’è successo a Valentina Ferragni, sorella della più nota influencer Chiara, che è stata definita “bassa e chiatta” da una follower e, quindi, accusata di non poter essere un modello da seguire. O ancora, vittima di body shaming, è stato Jason Momoa, l’aitante Aquaman o, per chi lo segue da più tempo, l’incredibile Khal Drogo. Momoa, infatti, è stato criticato in seguito ad alcune foto postate durante le vacanze in Italia, dove lo troviamo, apparentemente, meno scultoreo di come lo abbiamo visto sul grande schermo. Già, perché Jason c’è nato vero con l’addominale scolpito e non può apparire assolutamente normale tra un piatto di pasta e un bicchiere di vino. Ma, ovviamente, questo tipo di bullismo non colpisce solo le celebrità. Quanti di noi comuni mortali vengono quotidianamente scherniti per il proprio aspetto fisico? “Non hai seno, non puoi metterti quel vestito”. “Sei troppo grossa, non ti vergogni a girare con gli short?”. “Sei troppo basso per essere un ragazzo”. “Oddio ma che piedi orribili che hai, io non li mostrerei”. Frasi che magari qualcuno pronuncia senza nemmeno pensarci, ma che, in realtà, feriscono chi le ascolta. Il body shaming è una pratica che, purtroppo, colpisce un po’ tutti. Già perché nessuno è perfetto. O, almeno, non è perfetto per la società. Il body shaming è, infatti, strettamente legato alla realtà sociale in cui si sviluppa. È la società a imporre determinati canoni estetici, bellezze ideali e, nella maggior parte dei casi, utopiche, che stabiliscono come dobbiamo essere. E se non appartieni a questi standard, com’è praticamente normale, essendo noi, fortunatamente, persone uniche e particolari e non schiere omologate di cloni, allora devi essere giudicato.

Jason Momoa, i cambiamenti nel fisico dell’attore (da When In Manila)

La bellezza nella storia

Ovviamente ciò è ridicolo. Nessuno può permettersi di dirci come dovremmo essere: noi siamo quel che siamo ed è bello così, non dobbiamo cambiare. Ma, ancora più ridicolo, è osservare la stretta relazione tra il bullismo del body shaming e, appunto, il tipo di bellezze che dovremmo essere per non venir giudicati. Già perché magari ora le ragazze devono essere alte il giusto, magre il giusto e formose il giusto, per essere perfette. Ma, se spostiamo lo sguardo ad una cinquantina di anni fa, dovevano essere super magre, come Twiggy. O, una ventina d’anni prima ancora, morbide e prosperose come Marilyn Monroe. Quindi: negli anni ‘50 o ‘70 ci avrebbero considerate super gnocche e magari ora per la società non lo siamo più? Semplicemente assurdo. Come abbiamo detto, il concetto di bellezza cambia velocemente ed è sempre diverso da una cultura all’altra. Ce lo mostra anche BuzzFeed, il canale di notizie e intrattenimento più popolare sul web. Nel video di BuzzFeed “Women’s Ideal Beuty Types Throughout History” (fatto poi anche in versione maschile, mostrando però le differenze tra culture contemporanee), notiamo con quale rapidità e versatilità cambi il prototipo della bellezza ideale. Già perché, ad esempio, le donne nell’antica Roma o nel Rinascimento erano perfette se avevano un fisico giunonico, emblema, secondo l’epoca, del fatto che erano fertili e in grado di procreare con facilità. Gli uomini invece, se per i Greci dovevano avere un fisico atletico e tendenzialmente visibile, nel Medioevo dovevano indossare lunghe tuniche, come le donne, che ne annullassero quasi la fisicità. E oggi invece? Li vogliamo alti, muscolosi e, nuovamente, scultorei, magari tatuati. Ideali sempre in evoluzione, sempre diversi. Ma che ci costringono ad omologarci ad un canone, quello del momento, per non essere denigrati.

Il video “Women’s Ideal Beuty Types Throughout History” creato da BuzzFeed

Conclusioni

Quello che vorrei sottolineare con questo articolo, oltre al fatto che ovviamente il bullismo in generale è sempre sbagliato, è che nessuno può permettersi di giudicarci o dire che la nostra bellezza, il nostro corpo, non è abbastanza, o è sbagliato. I canoni che ci vengono proposti sono sempre ideali, non reali. Certo, qualcuno che li rispetta c’è sempre, ma non tutti. E allora significa che tutti gli altri non sono belli? Che una ragazza formosa sarebbe stata bella solo negli anni ’50 e una molto magra solamente negli anni ’70? Assolutamente no. Ognuno è bello a modo suo, con le sue particolarità e le sue caratteristiche, che non devono essere giudicate perché semplicemente diverse. Perché come cambia la società cambiano i prototipi. E magari voi, che fate commenti maligni sotto le foto, tra vent’anni giudicherete bellissimo un fisico che ora disprezzate. Fortunatamente, sulla promozione del #bodypositive, si stanno muovendo sempre più persone, come, ad esempio, Laura Brioschi, modella curvy. Laura, insieme a moltissime ragazze di ogni fisico e aspetto, ha sfilato in costume nelle piazze delle grandi città europee, promuovendo la bellezza dell’individualità.

Camilla Cavalli

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