Star Wars: Il dominio galattico Skywalker-Palpatine come principio per un universo Platonico (Allerta Spoiler!)

Il tanto atteso capitolo conclusivo della saga dimostra come un universo come quello di Star Wars sia ordine e disordine

I protagonisti del film: Finn, Chewbacca, Rey, C-3PO e Poe Dameron

“Star Wars: l’ascesa di Skywalker” è il film che decide di chiudere per sempre una storia che ha segnato diverse generazioni dal 1977, quando è uscita la prima pellicola, e in questo atto finale vengono risolte le ulteriori questioni sull’equilibrio della Forza nell’universo creato da George Lucas, che come vedremo è paradossalmente simile al cosmo platonico rappresentato dalle “Dottrine non scritte”, ossia il discorso protologico tra Principio Uno e Diade Indeterminata di grande e piccolo.

La Diade Skywalker-Palpatine

Il nono capitolo della fortunata saga sembra riprendere il filone narrativo dal settimo, in quanto la Disney a seguito del flop de “Gli Ultimi Jedi” ha cancellato l’ottavo dal canon, tuttavia per riempire alcuni buchi narrativi il film ha dovuto in parte prendere gli elementi conclusivi dell’ottavo capitolo. Questa volta però la minaccia non è solo Kylo Ren, ma qualcuno di molto più potente, il defunto imperatore Palpatine, che prende il controllo di una immensa flotta di Star Destroyer per distruggere chi gli si oppone. In questo piano però avrà bisogno di una spalla visto che Darth Vader è morto definitivamente, per questo si rivolge al nipote di quest’ultimo Kylo Ren, precedentemente noto come Ben Skywalker, e gli ordina di eliminare Rey visto che è l’ultima Jedi rimasta nella galassia, ma in realtà c’è un motivo del tutto inaspettato dietro questa richiesta. Il colpo di scena si presenta quando Rey e Ben si confrontano durante un duello di spade laser, dove lui rivela alla ragazza che questa è la nipote di Palpatine e le propone di unirsi a lui per sconfiggere l’imperatore e governare come Leader supremi la galassia, come facevano i nonni Vader e Palpatine, definendo appunto l’equilibrio nella Forza regolato attraverso il controllo della diade Skywalker-Palpatine, come viene definita anche dai protagonisti del film. Rey decide invece di fuggire e andare a uccidere suo nonno per vendicare i suoi genitori e riportare la pace nella galassia, ma in questa impresa può essere corrotta dal Lato Oscuro e prendere il trono di suo nonno. Per questo motivo nel mentre Ben viene riportato sulla retta via dai suoi genitori Han Solo e Leila che comunicano con il figlio attraverso la Forza, questo una volta abbandonati i panni del malvagio Kylo Ren decide di andare a soccorrere Rey affrontando l’imperatore insieme a lei. Alla resa dei conti c’è la flotta della Resistenza contro la flotta imperiale tra i cieli, mentre a terra Rey e Ben affrontano Palpatine e questo prosciuga la forza dei due Jedi, ma quando tutto sembra finito tutti i Jedi del passato attraverso la Forza riescono a trasmettere le ultime energie a Rey per combattere. L’imperatore viene finalmente sconfitto ma Rey, sfinita, muore. Fortunatamente Ben è sopravvissuto ma decide di sacrificarsi per ridare la vita a Rey, quest’ultima una volta tornata in vita decide di onorare il suo salvatore assumendo il cognome Skywalker e abbandonando la dinastia Palpatine, decide anche di seppellire le spade laser nel deserto stabilendo così la fine delle guerre e l’equilibrio nella Forza.

Duello di spade laser tra Kylo Ren e Rey

Le Dottrine non scritte

Come abbiamo visto nel film l’equilibrio della Forza nell’universo è stabilito dalla diade Skywalker-Palpatine, un caso molto simile è quello del discorso protologico, cioè intorno alle dottrine non scritte di Platone, che sono i Principi primi e supremi: il Principio Uno e la Diade Indeterminata di grande e piccolo. Il Principio Uno è il più importante, ciò da cui hanno origine le idee, e queste sono perfette e create in modo ottimo, in quanto l’Uno essendo misura di tutte le cose deve essere identificato con il Bene. La molteplicità invece, è resa possibile dalla Diade Indeterminata che non ha misura definita ma tende all’infinitamente piccolo e all’infinitamente grande, per questo attraverso il rapporto maggiore-minore, limite-illimite, grande-piccolo, ecc. è possibile realizzare la molteplicità delle Idee.

Il Semicreazionismo ellenico

Platone (al centro del dipinto sulla sinistra) parla con Aristotele della cosmologia. Scuola di Atene, Raffaello Sanzio, 1509-1511, Stanze Vaticane, Roma

Tuttavia il Principio Uno non può produrre senza la Diade perché non ci sarebbe la molteplicità, quindi la Diade ha la funzione produttiva, mentre viceversa la Diade non può produrre nulla senza la progettazione del Principio Uno, che è anche il presupposto del Bene al quale si ispira il Demiurgo per la creazione del mondo sensibile, che in realtà questo era già stato prodotto attraverso il Principio Materiale, che contenente gli elementi (aria, terra, acqua e fuoco) fa da ricettacolo per la creazione delle cose materiali. Tuttavia questo Principio Materiale da solo senza il controllo del Demiurgo crea per necessità o causa errante, quindi le cose sono disordinate e senza finalità, sarà il Demiurgo a creare, nel senso ellenico del termine, ponendo ordine nel disordine, appunto creando un equilibrio tra intellegibile e sensibile come fa la Diade Skywalker-Palpatine con la Forza.

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