Un nuovo studio rivela il legame tra sigarette elettroniche e malattie respiratorie croniche

Una recente epidemia di malattie letali respiratorie legate alle sigarette elettroniche ha interessato scienziati e professionisti della salute in tutto il mondo. 

sigaretta
Le e-cigarettes sono più o meno dannose delle normali sigarette?

Adesso, il primo studio statistico longitudinale basato su un vasto campione di popolazione adulta americana suggerisce che l’uso delle e-cigarettes possa aumentare significativamente il rischio di sviluppare differenti malattie respiratorie croniche, soprattutto se combinate con l’uso di tabacco combustibile.

Lo studio statistico americano: dati e risultati

Di danni provocati dalle sigarette elettroniche se ne è già parlato negli ultimi tempi, ma tutte le notizie riportate avevano a che fare con cambiamenti immediati dello stato di salute, la maggior parte dei quali a breve termine o acuti.
Più di 2500 casi di E-cigarette or Vaping product use-Associated Lung Injuries (EVALI) sono stati registrati nei 50 stati del distretto della Columbia, nelle Virgin Islands e in Porto Rico. 54 morti sono state di conseguenza validate e, seppur le autorità imputano tali decessi alla presenza di THC (la sostanza psicoattiva principale della marijuana), le autorità sanitarie americane non hanno escluso che possano essere inserite nel conto anche altre sostanze presenti nelle e-cigarettes.
Una nuova ricerca, pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine, dal titolo Association of E-Cigarette Use With Respiratory Disease Among Adults: A Longitudinal Analysis”, ha dimostrato che le persone che hanno affermato di utilizzare le sigarette elettroniche sono più prone a sviluppare malattie respiratorie come COPD (Chronic Obstructive Pulmonary Disease), bronchite cronicaenfisemi asma.
Glantz et al. hanno calcolato statisticamente che le persone considerate come utilizzatori abituali di e-cigarettes durante la prima registrazione dei parametri vitali (wave) avevano all’incirca un 30% in più di sviluppare una malattia respiratoria durante le successive registrazioni (second and third wave). Mediante analisi della varianza multifattoriali è stato possibile dimostrare che l’utilizzo combinato di sigarette elettroniche e tabacco combustibile esponeva i pazienti al massimo rischio, che aumentava di circa 3.3 volte rispetto ad una persona che faceva uso esclusivamente di e-cigarettes.
Diversi studi precedenti, avevano già messo in allerta la comunità scientifica, come quello pubblicato da Robert Tarran sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, in cui si dimostrava che i fumatori di sigarette elettroniche avevano un numero molto elevato di proteasi nei loro polmoni, ossia di particolari enzimi capaci di effettuare “tagli” sulle proteine. Questa condizione, simile a quella osservata nei fumatori regolari, poteva aumentare significativamente il rischio di sviluppare enfisemi polmonari.

Come funziona una sigaretta elettronica?

Le sigarette elettroniche, note anche come e-cigarettes, sono un metodo alternativo per consumare nicotina, la sostanza chimica che provoca dipendenza solitamente presente nel tabacco. I produttori di e-cigarettes spesso tendono a costruire tali dispositivi in modo tale da farli somigliare a delle regolari sigarette ma in realtà esse non contengono tabacco e non hanno bisogno di un accendino per funzionare.
Una sigaretta elettronica è un dispositivo alimentato a batterie che converte della nicotina liquida in un vapore che l’utente inala per via orale. Inoltre, esse non contengono tutte le altre sostanze chimiche, alcune delle quali riconosciute come dannose nelle sigarette tradizionali (es. monossido di carbonio e catrame).
La sigaretta elettronica è stata inventata dal farmacista cinese Hon Lik che ha brevettato la sua idea nel 2003 e l’ha introdotta nel mercato nazionale l’anno seguente. Numerose aziende e compagnie adesso vendono le e-cigarettes a clienti in tutto il mondo.
Una sigaretta elettronica è composta principalmente da tre strutture interne:

  • Una batteria ricaricabile al litio, responsabile dell’alimentazione della sigaretta elettronica. Viene ricaricata con cavi molto simili a quelli per i telefoni moderni.
  • Una camera di vaporizzazione, un tubo cavo che contiene differenti circuiti elettrici ed un atomizzatore, la componente responsabile della produzione del vapore.
  • Una cartuccia, inserita dall’utente prima di attivare il dispositivo. Essa comunica con la camera di vaporizzazione e la sua estremità viene utilizzata dall’utente per appoggiare le labbra.

Solitamente gli utenti delle sigarette elettroniche inalano come farebbero con una sigaretta tradizionale. L’inalazione attiva l’atomizzatore il quale riscalda il liquido presente all’interno della cartuccia e lo converte in vapore. Inalare questo vapore determina un rilascio di nicotina direttamente nelle vie respiratorie e l’espirazione somiglia molto ad una nuvola di fumo di sigaretta.

Struttura interna di una sigaretta elettronica.

Effetto della nicotina su alcuni circuiti neuronali

La nicotina è una sostanza stimolante presente nelle sigarette, nei sigari o nel tabacco per pipa. Essa è capace di creare una forte dipendenza, paragonabile a quella della eroina e della cocaina. Essa raggiunge l’encefalo in circa 8 secondi dopo l’inalazione ed è responsabile di un aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, di un ridotto senso di fame e di un’aumentata vigilanza. Nonostante la nicotina causi tali dipendenze, è il tabacco spesso ad essere responsabile dell’insorgenza dei tumori ai polmoni, al collo e al cavo orale.
La nicotina può alterare il comune rapporto tra il neurotrasmettitore acetilcolina (Ach) e i suoi recettori. Queste variazioni a livello encefalico possono causare l’insorgenza della dipendenza. I recettori colinergici sono presenti in differenti parti del nostro corpo, specialmente per quanto riguarda la trasmissione di informazioni relative alla respirazione, al battito cardiaco, alla memoria, alla vigilanza e al movimento muscolare. Siccome la nicotina è molto simile all’acetilcolina è possibile che essa abbia un ruolo competitivo nel legame con i recettori colinergici il che determina un aumento dell’attivazione di questi ultimi dovuto all’azione contemporanea dell’acetilcolina e della nicotina. Questa co-attivazione spinge l’encefalo a pensare che ci sia troppa acetilcolina in circolo e reagisce down-regolando il numero di recettori e rilasciando meno acetilcolina nelle fessure sinaptiche. Pertanto adesso è necessario utilizzare la nicotina per rimpiazzare l’Ach mancante e, se non viene assunta (es. mediante sigarette), l’individuo tende a sentirsi male, differentemente dal solito.
La nicotina inoltre attiva i circuiti limbici associati ad un aumento del rilascio di dopamina, che induce la persona a ripetere quella determinata reazione che ha consentito un picco di rilascio del neurotrasmettitore. Questo effetto della dopamina spiega (in parte) perché sostanze come le droghe o la nicotina causino forti dipendenze. La nicotina inoltre down-regola l’enzima che solitamente scinde la dopamina. Questa riduzione causa un aumento del quantitativo di dopamina circolante.

dopamina nicotina
I recettori per la nicotina (e anche per la acetilcolina, legati dalla nicotina) determinano un aumento del rilascio di dopamina a livello encefalico.

 

2 thoughts on “Un nuovo studio rivela il legame tra sigarette elettroniche e malattie respiratorie croniche

  1. I decessi per utilizzo di liquidi contenenti THC non sono stati causati dal THC, ma dall’acetato della vitamina E. Le autorità americane hanno gia confermato 1 mese fa la causa di questi decessi, il THC non è quindi accusato da nessun ente/stato.

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