Zuccheri, grassi e tante, tante calorie sono gli ospiti immancabili di ogni cenone natalizio

A farla da padrone la sera dal 24 Dicembre sono le portate del cenone, una tradizione tanto secolare quanto calorica.

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Mancano pochi giorni alla riunione familiare più attesa dell’anno e in tutto il mondo i preparativi per questa grande festa sono quasi terminati. Migliaia di persone affollano i negozi per comprare l’ultimo regalo, mentre i bambini, invece, memorizzano le filastrocche da raccontare a Santa Clause. Non mancano poi quelli che preferiscono dare maggiore importanza al vero significato del Natale, preparandosi anche da un punto di vista spirituale e religioso. In ogni caso, in qualunque modo viviamo la rimpatriata del 24 Dicembre, ciò che accomuna tutte le famiglie è l’immancabile cenone. La tradizione, soprattutto nel sud Italia, vuole che le portate siano abbondanti, numerose e soprattutto caloriche. Ma vi siete mai chiesti quanti zuccheri, grassi, proteine,… si assumono in media durante quella singola cena? Beh la risposta vi lascerà a bocca aperta, anzi, forse vi farà venire voglia di chiuderla.

Le portate tradizionali della vigilia di Natale

Anche se ci sono molte varianti a seconda delle tradizioni di ciascuna famiglia, il menù tipico della vigilia di Natale si basa prevalentemente su cibi ad alto contenuto calorico e proteico. Ciò che non manca mai è il dolce: che si tratti del pandoro, del panettone, degli struffoli, o di qualsiasi altra cosa, la cena non termina prima del loro arrivo. C’è poi il capitone, che non tutti apprezzano, ma che a Napoli è diventato l’emblema di questa ricorrenza essendo pescato di fatto solo in questo periodo e cucinato quasi esclusivamente la sera del 24 Dicembre. Dal sud ci spostiamo all’Emilia Romagna dove i tortellini in brodo costituiscono un must del menù natalizio. A causa del numero e della quantità di portate, in genere si preferisce restare leggeri e non consumare porzioni abbondanti, ma dinanzi a un cappone arrosto chi avrebbe il coraggio di dire: “Basta, sono pieno”? Ma al di la di primi, secondi e contorni non si può non citare la frutta secca: nocciole, noccioline, noci, fichi secchi e chi più ne ha più ne metta! Insomma, nonostante ci siano infinite variabili durante il cenone di certo non si rimane a bocca asciutta.

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Quanto ci vuole per smaltire il cenone?

Ecco una domanda che tutti si pongono: quanto tempo è necessario attendere prima che si brucino tutte le calorie assunte durante il cenone di Natale? Ebbene, in realtà non esiste una vera e propria risposta. Dipende tutto dal metabolismo, la cui velocità varia da un individuo all’altro. La differenza tra i menù influisce inoltre sull’apporto calorico, così come l’attività fisica che di certo aiuta a smaltire quanto consumato. Ma passiamo ai numeri: quanta energia ricaviamo in media dalle portate?

Innanzitutto è bene specificare che l’energia sviluppata è misurata in calorie (cal). A seconda del tipo di alimento il nostro organismo ricava da esso una certa quantità di energia che va sempre considerata in rapporto al tipo di macromolecole da cui proviene. Ad esempio se la sera della vigilia di Natale mangiassimo 100g di panettone svilupperemmo circa 330 kcal. 100 grammi di petto di pollo associato a verdure e condito magari con un filo d’olio extravergine produrrebbero invece 170 calorie.
Il peso è lo stesso, 100 grammi, ma perché il primo è più “energetico” del secondo? La differenza sta nei macronutrienti e nel modo in cui questi vengono “processati” e assorbiti dal nostro organismo. Ecco, proprio l’assorbimento è la chiave per comprendere questo concetto: gli zuccheri e i grassi tendono infatti ad accumularsi nel nostro corpo, al contrario delle proteine. Ed ecco perché il pollo è spesso alla base delle diete: il suo apporto calorico è inferiore, ma lo è anche la quantità di grassi che aggiungeremmo al nostro organismo.

(lifehacker.com)

Zuccheri e grassi: i nemici della dieta

Come ben sappiamo dolci e cibi grassi sono da evitare categoricamente da parte di coloro che intendono perdere peso. Ciò è dovuto al fatto che la presenza degli zuccheri induce un’aumento dei livelli di insulina nel sangue. Quest’ultima favorisce sì il loro smaltimento, ma, allo stesso tempo, contribuisce all’immagazzinamento dei grassi nel tessuto adiposo. A tutto questo segue inoltre un aumento dell’appetito che di certo non giova alle nostre condizioni.

Bisogna dunque prestare attenzione a quanti zuccheri assumiamo, considerando soprattutto come essi siano presenti in qualsiasi alimento. Si consiglia, infatti, di non esagerare con il pane, con le bibite zuccherate e, ovviamente con i dolci. Di carne e pesce possiamo invece mangiarne in abbondanza, a patto che non siano fritti o ricchi di grasso (soprattutto per quanto riguarda i salumi). In tal caso, purtroppo, saremmo costretti a compiere l’ardua impresa di resistere alla tentazione.

(informarexresistere.fr)

 

 

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