Stan: l’analisi psicologica di uno dei brani più celebri di Eminem

Hi, my name is Stan

Eminem, pseudonimo di Marshall Bruce Mathers III, è ad oggi uno dei rapper più famosi e controversi al mondo. Nonostante gli inizi difficili, per usare un eufemismo, nel 2000 pubblica The Marshall Mathers LP, destinato a diventare l’album solista più venduto nella prima settimana della storia della musica americana – un record che rimase imbattuto per 15 anni, finché Adele non pubblicò 25 nel 2015. La raccolta parla in massima parte della sua vita, della sua ascesa al ruolo di superstar e delle forze culturali attorno a lui. Stan, singolo e pezzo centrale dell’album, è uno dei momenti più significativi della carriera di Eminem. Una traccia allo stesso tempo senza tempo ed estremamente legata al suo periodo. Conosciamo tutti la storia: fan ossessionato, Stanley, scrive a Eminem lettere sempre più disperate dall’altare al perossido nella sua cantina e, prima di ricevere risposta, va fuori di testa. Lega la sua fidanzata incinta, la chiude nel bagagliaio della sua macchina e si lancia con lei dentro un fiume. Nelle quattro strofe che compongono la canzone, le lyrics di Eminem fanno leva sulla descrizione della salute mentale di Stan per raccontare la sua storia, fino a dipingerlo suicida nel crollo finale. La figura di Stan appare  molto contorta a chiunque si accinga ad ascoltare anche solo il primo verso dell’intera traccia. Per questa ragione, proprio perché necessario fare luce sulla personalità di questo controverso personaggio, un team di psicologi dell’Hip Hop Psych ha analizzato Stan e ne ha studiato alcune peculiarità.

Appunti originali del testo di “Stan”

Slim Shady 

Nel primo verso della canzone, Stan si presenta come un devoto fan di Slim Shady e si identifica con esso a tanto da cercare dei punti in comune tra il suicidio del suo amico e quello dello zio di Eminem, Ronnie. Nel secondo verso infatti Stan arriva a dichiarare: vedi io sono un po’ come te. In base a queste declinazioni, Stan avrebbe potuto, nei primi mesi di vita, sperimentare un attaccamento insicuro e una relazione complicata con i suoi genitori. La capacità di formare relazioni con gli altri può essere mutevole,  in virtù della tipologia di legame stabilito con i nostri genitori nella più tenera età. La teoria dell’attaccamento di John Bowlby  sottolinea che le immagini mentali interiorizzate rispetto al rapporto con le figure genitoriali riflettono le caratteristiche di sicurezza o insicurezza acquisite attraverso questo rapporto.  Se da piccoli si è sperimentato un senso di accoglienza, presenza, contenimento e attenzione fisica ed emotiva da parte dei genitori, questo si tramuta in un attaccamento sicuro che si rifletterà nelle relazioni intime adulte. Se invece si è sperimentato un disinteresse, negligenza fisica ed emotiva, nonché un’assenza di cure da parte dei genitori, l’attaccamento insicuro che si sviluppa verrà riportato nelle relazioni affettive e intime adulte. Quando si parla di attaccamento insicuro si fa riferimento ad uno stile relazionale in cui il legame con i genitori è stato contaminato dalla paura. Ciò trova la sua massima espressione in comportamenti riluttanti verso le relazione e presenza di emozioni miste, come dipendenza e rifiuto. Ciò che caratterizza il soggetto con attaccamento insicuro è quello di non aspettarsi il meglio dall’altra persona, ma  che questa lo abbandoni o lo danneggi in qualche modo.

Devon Sawa, famoso per il ruolo di Stanley nel videoclip di “Stan”, posa insieme ad Eminem

You ruined it now

Nelle ultime due lettere a Shady, Stan manifesta la sua rabbia e si sente apparentemente tradito dal fatto che Eminem non gli abbia mai risposto. Riconosce nel suo idolo di riferimento una disattenzione che lo porta a strappare via le immagini di Slim Shady dal suo muro. La rabbia di Stan e il tradimento percepito si intensificano, la sua aggressività è evidente. Stan si scaglia contro il tradimento percepito, l’abbandono e il rifiuto e cerca di punire il suo idolo. Questa inversione di tendenza potrebbe riflettere la scissione, un fenomeno psicologico sviluppato dallo psicoanalista Ronald Fairbairn in cui una persona non riesce a venire a patti nè con i lati positivi nè con quelli negativi di loro stessi e gli altri. Secondo lo psicanalista quando i bisogni di dipendenza del bambino non vengono soddisfatti si verifica un allontanamento patologico dalla realtà esterna e si formano presenze private, oggetti interni, con i quali viene mantenuto un legame fantasmatico, le relazioni oggettuali interiorizzate. Ecco il motivo per cui gli uomini cercano la sofferenza. Non cerchiamo delle relazioni in base alla loro capacità di darci piacere ma in base alla loro risonanza con i nostri oggetti interni. A loro volta queste relazioni interiorizzate si scindono tra quelle che possono essere integrate e diventano la parte principale dell’Io e quelle che vengono rimosse.  Questa rimozione delle relazioni oggettuali interiorizzate ha due componenti: la scissione e dell’oggetto in oggetto eccitante e rifiutante. L’io si scinde dunque nella parte libidica, che cerca il piacere e nella parte antilibidica, che lo evita.

Dear Stan

Stan potrebbe aver sofferto di disturbi della personalità emotivamente instabili del tipo borderline, come evidenziato da alcuni episodi di autolesionismo, overdose, paura dell’abbandono, vacuità cronica, problemi di identità sessuale e impulsività. Ad oggi la parola stan è entrata, sia come verbo sia come nome, nel dizionario ufficiale dell’Oxford English Dictionary e indica appunto un fan accanito ossessionato da una celebrità che egli identifica essere il proprio idolo.

 

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