Social network: perché ne siamo dipendenti?

Social network: perché ne siamo dipendenti?

4 Novembre 2018 0 Di Francesco Rossi
I social network sono una vera e propria entità nella nostra società. La loro importanza aumenta di giorno in giorno. Senza un account Instagram, Tweeter o Facebook, si rischia di essere considerati degli outsider. Sui social si creano delle carriere fatte e finite, o sono usati come scanner per trovare possibili nuovi impiegati. Addirittura la scuola fa uso dei social per tenersi in contatto con i propri studenti.

Le campagne elettorali sono gestite anche attraverso essi, e molte volte, ne sono l’elemento principale. Se solo si pensa all’esperienza Trump, questo fatto non può che essere chiaro. Il presidente degli Stati Uniti ha basato molto della sua campagna sulle piattaforme online, riuscendo anche grazie ad esse a soppiantare la rivale.

Trump è riuscito, nella sua campagna elettorale, ha conquistare molti elettori attraverso i social network

The Social Network

Un buon uso dei social network è diventato quindi la chiave per entrare a far parte a tutti gli effetti della società che ci circonda, quasi l’unico modo per non cadere nell’isolamento. Uno degli esempi più lampanti dell’impatto che queste piattaforme hanno sulle persone, è il film del 2010, ‘The Social Network‘. In fondo, un evento che viene trasportato su pellicola non può che essere importante.

Locandina del film ‘The Social Network’

Il film narra della creazione di Facebook. Racconta di come sia stato ideato, delle cause legali in cui Zuckerberg è caduto e del successo che questa piattaforma ha avuto fin dai primi momenti. Un successo sia popolare che economico, talmente grande da avere ripercussioni in tutto il mondo e per molti anni. Nonostante abbia fatto la sua prima comparsa nel 2004, quindi ben 14 anni fa, Facebook è ancora presente tra le app di numerosi telefoni, ed è il suo logo che viene in memoria quando si pensa ad un social network di successo. Proprio per il suo cambiamento epocale, è diventato protagonista assoluto del film dell’anno del 2010.

Ma Facebook non è solo il soggetto di un film. Bensì, alcuni sociologi della comunicazione sono partiti proprio da lui per analizzare l’intero fenomeno della socialità online. Si sono chiesti: perché è così importante, e per quale motivo non possiamo smettere di usarlo?

 

Bisogni e necessità

Dopo gli anni 70, i sociologi interessati al campo mediale hanno ribaltato il loro punto di vista sui propri studi. Fino al periodo precedente, infatti, gli studiosi di media si concentravano di fatto su quale impatto i media stessi avessero sulle persone. Queste erano considerate come esseri passivi totalmente soggetti alle manipolazioni mediali. Negli anni 70, la prospettiva è cambiata. Si è iniziato a prendere come punto di partenza gli utilizzatori dei media, cercando non più di capire come ne fossero influenzati, ma come e perché li scegliessero. L’attenzione si è spostata sugli umani e sulla loro relazione con questi nuovi strumenti, vista esclusivamente partendo dai loro occhi.

Insomma, la domanda era diventata: cosa fanno le persone con i media, e perché scelgono proprio quello? In questo modo è nata una teoria, tuttora valida e solida base per gli studi più recenti, che pone le sue fondamenta nei bisogni delle persone: la teoria degli usi e delle gratificazioni. Secondo i sociologi, i fruitori mediali sfruttavano di fatto i media per rispondere a dei loro bisogni intimi. La scelta di fermarsi a guardare quel determinato programma in tv era dunque motivata da necessità psicologiche e sociali. La conclusione a cui sono arrivati è che le persone effettivamente usano i media con uno scopo: quello di soddisfare i propri bisogni ed ottenere delle gratificazioni, diventando parte del processo comunicativo.

La teoria degli usi e delle gratificazioni prende spunto dalla scala dei bisogni di Maslow, che aveva analizzato le necessità basi di qualunque essere umano

Ma se si usano dei media che ci mettono meno in discussione, come la televisione, seguendo un particolare scopo, come è possibile che anche l’uso dei social non dipenda da questo? È impensabile che ci mettiamo in mostra ogni giorno su Internet, senza un motivo più profondo. Anni più tardi, infatti, i sociologi Mendelson e Papacharissi hanno individuato le piattaforme di messaggistica online come figure in grado di rispondere ad un bisogno di integrazione a livello sociale. I social network risponderebbero dunque inizialmente ad un bisogno di socialità. Ci può essere solo questo?

 

Le soddisfazioni grazie a Facebook

Analizzando in particolare Facebook, quel social network che ha cambiato gli orizzonti sociali, si è arrivati a trovare quattro bisogni. Questa scoperta ha risposto alla domanda: perché ne siamo così dipendenti?

Non possiamo farne a meno perché grazie ad esso riusciamo a scandire le nostre giornate. Sappiamo che quando siamo sui mezzi pubblici, avremo un tot di minuti da dedicare alla piattaforma, o che prima di andare a dormire ci passeremo del tempo. Insomma, è un modo come un altro per darci un ritmo e delle abitudini precise, semplici da rispettare ogni giorno e che garantiscono una sorta di stabilità. Inoltre, risponde ad un bisogno di evasione dalla routine quotidiana. Un altro bisogno che soddisfa è quello della socialità: grazie all’uso dei social mi sento parte di una comunità. Si potrebbe dire che è un modo di omologazione sociale come un altro.

I social network, tra gli altri, rispondono ad un bisogno sociale innato negli essere umani

Tutto questo, però, risponde alla domanda: perché abbiamo un account? Ma cosa ci porta a postare contenuti in continuazione? Semplice, anche qui per rispondere ad un bisogno, quello della realizzazione di sé. Quando postiamo una foto, ricondividiamo un messaggio, ci sentiamo realizzati, perché sappiamo che qualcuno ci guarda e addirittura ci mostra apprezzamento attraverso i like. E tutto questo non perché costretto, ma semplicemente perché gli va.

A questi quattro bisogni, rielaborati nel tempo, ne va aggiunto un altro: quello di sorveglianza. Il monitoraggio del mondo che ci circonda è parte integrante di noi, è un bisogno fondamentale. Vogliamo avere sotto controllo il nostro ambiente, la vita di coloro che ci circondano, così da essere certi di chi sono le persone a cui abbiamo scelto di dare fiducia. Proprio per questo bisogno di controllo, cerchiamo di investigare attraverso i social, cercando persone che potremmo conoscere, così da non ritrovarci del tutto spaesati in un nuovo ambiente. Allo stesso modo, usiamo i social per continuare a ricercare una conferma sul valore della nostra identità, per assicurarci che esistiamo e che ciò che amiamo è amato anche da altri.

 

In conclusione, siamo dipendenti dai social perché questi, senza saperlo (o forse sì), ci danno soddisfazione. Essi sono in grado di soddisfare dei bisogni interni come null’altro riesce, e li sfruttiamo per avere delle gratificazioni. Essi ci confermano, ci ricordano che esistiamo.