Sherlock Holmes e Dr House: la dipendenza nasconde loro gli oggetti?

Non riuscire a smettere di bere, svegliarsi e non ritrovare chiavi e soldi, non ricordarsi dove si sono nascoste le bottiglie finché non si ha bevuto di nuovo. Spiega tutto la Psicologia! 

Per dipendenza si intende una condizione patologica per cui la persona perde ogni possibilità di controllo sull’abitudine. Da una parte la dipendenza fisica che altera lo stato biologico e dall’altra la dipendenza psichica che altera i comportamenti. Le dipendenze possono essere tra le più svariate e ognuna ha le sue caratteristiche e motivazioni nascoste. Tra le più svariate citiamo quella da alcol e droghe e tra i numerosi effetti collaterali che presentano, chi avrebbe creduto al loro effetto sulla memoria? C’è chi assume droghe per ricordare meglio, ma la realtà è che ci aiutano a dimenticare.

Cosa intendiamo per stato dipendenza?

Aprono la strada Godden e Baddeley nel 1976 con la dipendenza dal contesto esterno grazie a un esperimento che vide protagonisti dei subacquei e lo studio di parole sott’acqua. Molti studiosi ipotizzarono una relazione con un contesto “interno” ed eseguirono esperimenti con cocaina e alcol. La situazione era semplice: le persone una volta nascoste le bottiglie, poggiate le chiavi di casa e i soldi, rientrate nel loro appartamento con molti chili di sostanza in corpo, la mattina seguente erano colti da una spropositata amnesia. Cosa era successo? Il loro stato fisiologico e mentale fungeva da suggerimento per richiamare alla memoria tutte le azioni compiute, azioni che cambiando stato non riuscivano a riemergere. Ecco spiegato perché molti alcolisti trovano le loro bottiglia nascoste quando hanno già una dose di alcol nel sangue.

Nonostante gli aspetti negativi

Tra gli effetti più comuni troviamo gastrite e ulcere, problemi cardiaci e al sistema nervoso, per non parlare della maggiore sensibilità ad altre malattie per l’indebolimento del sistema immunitario. Irritabilità, deliri, relazioni con gli altri sempre più difficoltose e senza empatia. E allora perché fare uso di sostanze? Come si comincia? Come si cade nella dipendenza? Rischiando di essere banale la risposta più certa è: per le interazioni sociali. La gente che si droga è gente debole e con problemi, tanti problemi. Ma non è gente stupida: fa una cosa stupida, ma non è stupida. Ti fa star bene, risponde in modo sincero e immediato a un tuo bisogno, risolve il tuo problema, ti dà quello che gli altri non sono stati capaci di darti. All’inizio si tratta di fumo: hashish, marjuana… Ma ben presto si trova qualche ragazzo più grande che porta le pastiglie (ecstasy o mdma), sostanze che costano poco e spariscono in fretta. Poi ti senti bene: non a caso queste droghe chimiche vengono chiamate ‘sociali’. Facilitano la socializzazione. Solo che dentro son piene di  componenti chimici studiati a tavolino, fuori da qualsiasi controllo, potenzialmente pericolosi.

Rischi di emulazione con letteratura e cinema

Gregory House è un personaggio di fantasia della serie TV che porta il suo nome: Dr House- medical division. Medico geniale ed solitario, il personaggio di House è stato descritto come un misantropo, sociopatico e cinico. La mancata empatia e il suo essere enigmatico non fanno che costruire il fascino del personaggio. Grande parte della trama è incentrata sull’uso di Vicodin da parte di House per gestire il dolore, medicinale apparentemente innocuo di cui il medico fa un uso spropositato. Diventa dipendente infatti dalle sue componenti oppiacee. Il geniale dottore non l’unico tra le personalità di spicco ad essere bello e dannato. Come dimenticare infatti Sherlock Holmes e le sue dipendenze da cocaina e morfina che gli permettono di mantenere i nervi saldi in ogni nuovo caso che gli si presenta. Genialità, intelligenza spiccata, intuizioni per risolvere i problemi di altre persone non rischiano di far diventare le dipendenze un aspetto positivo?

Mai perdere di vista la differenza tra la realtà e la fantasia. Holmes e House sicuramente geniali e sicuramente finti. Le dipendenze hanno effetti devastanti che difficilmente si possono combattere. Le cellule nel nostro cervello non sono rimpiazzatili e rischiamo tutti di diventare ingestibili e perdere le facoltà cognitive più importanti. Il gioco vale davvero la candela?

Francesca Morelli

 

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