La Trap, genere sconosciuto ai più sin da qualche mese fa, ormai diventata parte di un movimento di massa che sta spopolando tra giovani e meno giovani. Nei Club è possibile osservare come tutti comincino a saltare e a cantare non appena partano Sfera Ebbasta, Capo Plaza, Ghali, la DPG triplo7 rispetta la Gang ecc. Tutto ciò offre diversi spunti di riflessione sul distacco tra ciò che percepiamo come vero a scuola, nelle televisioni, nelle radio, sui nostri telefonini e il panorama morale che questo genere ci offre su medesimi argomenti. D’altronde guardandoci attorno ci avvediamo immediatamente del fatto che il primo motore immobile del sistema è il singolo consumatore che quotidianamente vota con il portafoglio. Il consumatore è il punto di sintesi delle contraddizioni che albergano nel mercato, contraddizioni che vengono vissute, percepite e patite: l’equilibrio va ricercato nelle fenditure di questo finto piano, è lì che si trova il punto d’equilibrio o di rottura.

Nel mondo della trap viene abbozzata una realtà fatta di criminalità generalizzata, genuinamente ostentata sui vari social e seguita, vuoi per divertimento, vuoi per partecipazione, da milioni di persone con il like. Facciamo qualche esempio: << La mia ragazza segue la moda, io seguo i soldi e la droga >> (DPG, Diego Armando Maradona); oppure: <<L’odore di un pacco di erba che si sente in tutta la scala. I miei fra che non fanno un trasloco, ma se vuoi ti svuotano casa>> (Sfera Ebbasta, BRNBQ);che rispettivamente contano 6 mln e 27 mln di view, quindi a buon titolo si possono prendere questi artisti e i loro testi come specchio etico della società contemporanea, proprio come lo era un Guccini per la società degli anni ’60. Può risultare sconfortante dopo l’apice culturale raggiunto con cantautori del calibro di De Andrè, Battiato, Modugno, Pino Daniele ma così è, se vi pare. Questa New Age rappresenta una parte di ciò che è sentito e creduto reale dalle nuove leve, eppure le leggi non riescono a cogliere il nuovo che avanza. Questo per varie ragioni:

  1. GiusPositivismo;
  2. Sudditanza Intellettuale;
  3. Morte di Dio.
normalità ostentata, ma criminalizzata

Positivismo Giuridico

Il positivismo giuridico è quella corrente di pensiero secondo la quale la filosofia deve abbandonare le astrattezze della metafisica, limitandosi a organizzare i dati delle scienze sperimentali. Applicata al pensiero giuridico vien fuori un mostro, giacché per il giurista positivista ciò che si deve studiare è la legge del sovrano, e ciò in virtù di alcuni assunti: << E’ giusto ciò che il sovrano dice essere giusto.>>;  <<La legge fa l’interesse generale>>; << Il Sovrano è il popolo>>. Prendiamo, a esempio, la teoria del Kelsen: il punto di partenza per lo studio dello Ius è la Grundnorm (norma fondamentale), da essa tutto si dipana. Il positivamente posto diventa punto di partenza e d’arrivo dell’ indagine giuridica. Ma se il Sovrano è il popolo, e non un soggetto unico e irripetibile che diviene, per auctoritas, Sovrano ne consegue che non è la sua volontà ad essere imposta, ma la volontà del corpo sociale. Ma se così è il punto di partenza dell’indagine giuridica non deve essere la legge, ma la realtà. Se così non fosse ci sarebbero dei semplici giuristi studiosi di ciò che è stato reggenti lo strascico del sovrano, e non la lucerna che illumina la strada dello stesso permettendogli di imporre la sua volontà su ciò che vede e conosce. Secondo il Brocardo latino: <<Ius est ars boni et aequi>>, il diritto è l’arte del buono e del giusto: per individuarlo è però necessario indagare ciò che è giuridicamente rilevante, ed è tale ciò che è socialmente rilevante e, in ogni dove, c’è sempre una linea di demarcazione tra giusto e ingiusto. Linea che al popolo, cioè il Sovrano, spetta individuare.

Sudditanza Intellettuale

Non esistendo la via italiana, infatti da più parti si parla di fallimento del pensiero italiano, l’intellettuale italico fa proprio il pensiero di questo, o quell’autore straniero adattandolo alla società italiana. Tutto questo ha varie cause, basti dire che non esiste, ancora, un’ unica coscienza sociale italiana, ma esistono molte italie e vi è quasi un’ impotenza, da parte del mondo accademico, di osare e provare ad affermare ciò che dal nostro corpo sociale viene ritenuto vero. Esemplificativo di ciò è un verso di Dante:<<Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!>>

Morte di Dio

Vivendo il nichilismo l’attuale generazione procede alla come viene, viene non avendo un insieme di regole valoriali generalmente condivise, tale che vi sia una corrispondenza tra ciò che è degno di merito oppure di discredito. Non vi è più quindi l’etica sentita e condivisa, ma essendo l’uomo Zoon Politikon va da sé che la morale dello stesso debba essere racchiusa in un insieme più ampio che è l’etica. Essendo questa non più data per assunto, come lo era con la religione, ne consegue che tale funzione spetta, ora, alla legge. Infatti l’etica è una macro sfera che s’interseca con tante micro sfere, che rappresentano la morale del singolo. La felicità del singolo sarà tanto maggiore, quanto più aumenta l’intersezione, senza pero mai giungere all’inclusione, né tantomeno alle concentricità, giacché se così fosse avremmo colui il quale interpreta a pieno il Logos, quindi un dittatore.

Se quanto detto è vero, si può ora comprendere da dove provenga questa disarmonia tra realtà viva e realtà giuridico-mediatica. L’intellettuale uscirà dallo stallo solo accedendo alla teoria istituzionalista di Santi Romano, che pone l’equazione “ordinamento giuridico=corpo sociale”. Punto di partenza dell’indagine giuridica sarà allora la Persona, e non l’individuo astrattamente considerato, calata in un gruppo sociale. In conclusione se così fosse il diritto tornerebbe ad essere macchina fotografica e non proiettore della realtà. Se così fosse ci chiameremmo Olanda e non Italia. Se così fosse avremmo dei giuristi capiscuola, intellettualmente indipendenti, e non tanti allievi. Necessitiamo quindi del coraggio di andare al di là del bene e del male, per rifondare e comprendere la funzione del diritto: nottola di minerva e vera filosofia. Compito del giurista sarà allora quello d’indagare la realtà nelle sue sfaccettature, quindi anche la Trap, giacché è assurdo criminalizzare un comportamento, che dai più, è considerato lecito. Solo allora ci sarà corrispondenza tra questa frase:<<E noi non scappiamo da qui, mamma vorrebbe vedermi in TV
Ma non al TG
Tu non capisci, parlo di storie di g, dentro le Nike Tisci
Palazzi di 15 piani, in 15 in 15 metri quadrati
Per questa roba tagliati, tagliano roba per gli altri
Portano tagli sui bracci>>Panette, Sfera Ebbasta;e la lettera della legge che criminalizza il fumatore ricreativo abituale, che in Italia sono nel numero di 6 mln.

 

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