Una spiaggia tropicale, musica caraibica, sole alto e una fresca brezza marina. Le onde si infrangono sulla riva bagnandoti i piedi, mentre sorseggi un cocktail dai colori curiosi. Un suono lontano, quasi fosse un eco, inizia a squillare, facendosi sempre più vicino, sempre più forte e sempre più fastidioso, tremendamente fastidioso. Apri gli occhi di soprassalto, sono le sette e dieci e sei già in ritardo. Ti alzi di scatto, corri in bagno barcollando, ti guardi allo specchio e sbuffi, esci con lo spazzolino tra i denti, ti infili i pantaloni e squilla il telefono: le prime commissioni della giornata… . Con una mano ti abbottoni la camicia, tenendo la testa inclinata a sorreggere il cellulare a contrasto con la spalla, con l’altra ti sistemi i capelli, cercando il più possibile di ottimizzare i tempi. La giornata è appena iniziata e, come ogni volta, non hai avuto neanche il tempo per capire se sei davvero sveglio. Un ultimo sguardo allo specchio, la ventiquattrore sotto braccio ed esci di casa controllando spasmodicamente l’orologio pensando: “Ed io che prendevo in giro il Bianconiglio!” equilibrio

Il giusto equilibrio tra otium e negotium per una vita più serena

Già Seneca sosteneva che per una vita serena, è fondamentale mantenere il giusto equilibrio tra svago e lavoro, tra otium negotium, per evitare sia di cadere nell’apatico abisso della nullafacenza, sia di rimanere sommersi da impegni e scadenze. Seneca considerava l’otium la parte più importante della vita dell’individuo, funzionale all’autodeterminazione, in cui egli usa il tempo in funzione della virtù, mirando a raggiungere la saggezza. Nonostante Seneca reputi il raggiungimento dell’atarassia la condizione perfetta per l’uomo, egli riconosce che nella vita quotidiana essa non è possibile. Allora il saggio dovrà rendersi utile ai propri concittadini e, invece di astenersi a priori dalla vita pubblica, cercare di fare la propria parte per il bene comune. E’ quindi necessario trovare il giusto equilibrio tra otium negotium nonostante il primo porti ad una maggiore tranquillità d’animo, se colto nella sua vera essenza. A questo proposito è importante evidenziare come la corruzione dell’otium, che riguarda in particolar modo la nostra generazione, lo rende sinonimo di pigrizia e nullafacenza, allontanandolo dal puro significato senecano. Ancor di più, in questo senso, la presenza del negotium è fondamentale, l’impegno pubblico, lavorativo, sociale, impediscono di cadere nella condizione di taedium vitae che, purtroppo, affligge la maggior parte dei giovani di oggi. E’ importante però mantenere sempre un equilibrio, anche l’eccesso di lavoro porta a quella straziante condizione di vita sempre di corsa, a quella frenesia continua che porta ansia e agitazione, che descrive quella classe sociale che rincorre il tempo, senza di fatto raggiungerlo mai.equilibrio

Caparezza e il singolo sul tempo sempre in anticipo

“È tardi” è il nome del singolo del rapper italiano Caparezza, pubblicato il 30 maggio 2014 come secondo estratto da Museica, sesto album in studio. La canzone, accompagnata da Michael Franti, descrive frenesia della società odierna, per la quale sembra sempre troppo tardi per qualsiasi cosa. Caparezza esprime qui il concetto di tardività, il tempo che ci è nemico e ci fa capire che siamo costantemente in ritardo; che i compiti, le consegne, lo studio, il lavoro, gli appuntamenti, la vita stessa, sono limiti convenzionali fatti solo per essere prorogati, ritardati. Il brano è ispirato a La persistenza della memoria” di Salvador Dalí, in cui l’ambiente, caratterizzato da tre orologi deformi, appare dilatato e floscio. Il quadro non solo è un riferimento al tema della tardività rappresentata da orologi, spalmati in un ambientazione eterna, senza tempo, esso è anche il cardine della concezione surrealistica del tempo, che risulta totalmente relativo. Il tempo è una truffa, ma una truffa per la quale è sempre troppo tardi invocare giustizia, e rimaniamo inerti ad osservare le ore, i giorni, e gli anni che corrono in fretta senza poterli controllare e non facciamo altro che corrergli dietro quando la cosa migliore da fare a volte è fermarsi e respirare, dedicandosi al tempo che non è al di fuori ma dentro di noi.equilibrio

Samuele Beconcini

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