La Cannabis causa depressione o apre la mente come sosteneva Bob Marley?
Fonte: stateofmind.it

Con un campione di 23.317 adolescenti, questo studio si prefigge l’obiettivo di dimostrare la correlazione fra l’uso della cannabis durante l’adolescenza e la possibilità di sviluppare depressione e ansia nel corso della vita. Nelle undici ricerche che comprendevano poco più di 23000 persone, si analizzava l’uso di sostanze stupefacenti e la loro salute mentale dalla prima volta in cui si provava la cannabis fino all’età di 34 anni. Il professore Andrea Cipriani e i ricercatori dell’Università di Oxford in Canada sostengono che ci sarebbe il 7% di persone depresse in meno se non si utilizzasse la cannabis, in numeri ciò significherebbe 400.000 casi in meno negli USA, 60.000 in meno nel Regno Unito. Sebbene i risultati non provano alcun legame fra il consumo della droga e i disturbi d’ansia, discorso diverso è quello riguardante la depressione e i pensieri suicidari. Infatti in questo caso si evidenzia un aumento del 37% dei casi patologici. Grazie a questi esiti gli studiosi spingono affinché ci sia una maggior consapevolezza fra i giovani degli effetti nocivi della droga e quindi ci possa essere maggior sensibilizzazione verso un tema che può essere tranquillamente definito come un problema di sanità pubblica e salute mentale. Ma il professore Cipriani sottolinea anche che non può essere solo il consumo di cannabis la causa delle depressione, ma ci sono anche altri fattori che incidono, come la famiglia, la condizione sociale ed economica. Molteplici sono, quindi, le cause e i sintomi di tale disturbo.

DEPRESSIONE: DEFINIZIONE E SINTOMI

Il disturbo depressivo maggiore, noto come depressione clinica è una patologia clinica definita come Disturbo dell’Umore. Fra le più comuni e invalidanti affezioni, si calcola che su 100 individui 15 ne soffrano. Può colpire chiunque a qualsiasi età, ma generalmente è più frequente tra i 25 e i 44 anni e nelle donne rispetto agli uomini in età adolescenziale e adulta. Tutti noi passiamo giornate “no”, ci alziamo dal letto col piede sbagliato, sembra andarci tutto storto, ma sentirsi depressi semplicemente perché qualcosa non è andata come avremmo voluto è molto diverso dalla depressione clinica. Il depresso sperimenta diverse emozioni e soprattutto, prova questi sentimenti a lungo termine e non soltanto per momenti fugaci nel corso della giornata. Oltre la malinconia persistente e accentuata, chiunque soffra di questo disturbo presenta altri sintomi.

  • Perdita di interesse e piacere per tutte le attività per la maggior parte del giorno
    Drastica diminuzione di peso (anoressia) o aumento significativo dell’appetito
  • Insonnia, ipersonnia o qualsiasi altro disturbo del sonno quasi tutti i giorni
  • Rallentamento psicomotorio
  • Mancanza di energia
  • Ridotta capacità di mantenere la concentrazione e perdita di motivazioni personali
  • Tendenza all’isolamento, alla solitudine, a non avere alcun rapporto sociale e affettivo
  • Pensieri ricorrenti di morte o di suicidio

Chi è afflitto dal disturbo depressivo non riesce a condurre una vita regolare, non riesce a studiare, a lavorare, non riesce a mantenere relazioni sociali e affettive ed è facilmente suscettibile alle ricadute. Una vita debilitante che può avere un decorso piuttosto grave. Di fianco a queste ricerche, però ci sono persone e artisti che del consumo di marijuana ne hanno fatto uno stile di vita. Chissà cosa ne penserebbe uno dei più grandi sostenitori della cannabis di questa ricerca?

La Cannabis causa depressione o apre la mente come sosteneva Bob Marley?

BOB MARLEY, RE DEL REGGAE E DELLA MARIJUANA

Sono passati quasi trentotto anni dalla sua morte, avvenuta per un melanoma al piede destro, ma l’artista giamaicano è ancora una delle più influenti e potenti celebrità nel panorama mondiale. Il suo sound, i suoi inni all’unità e alla fratellanza restano messaggi forti tuttora. Il merito di Bob Marley è quello di aver fatto conoscere la musica reggae a tutto il mondo, ma non solo. Bob si convertì dal cristianesimo alla fede rastafari nel 1966 e iniziò così l’intimo legame con Jah (Dio) e la cannabis. Usualmente ci vengono in mente immagini dell’artista intento a fumare, tantissime riproduzioni lo ritraggono con una canna in bocca così come in uno dei suoi album Catch a fire. Ma la marijuana è un caposaldo dei rasta, filosofia nata negli anni ’30 e diffusa specialmente fra la classe lavoratrice povera, in uno spirito di ribellione contro il colonialismo britannico. Uno dei riti è proprio quello di riunirsi in particolari cerimonie, dove i partecipanti guidati da un anziano discutono delle fede, meditano e riflettono, sempre sotto effetto della cannabis. Anche chiamata ganja, i rastafari la consumano abitualmente, fumandola, ingerendola, aggiungendola a bevande e alimenti. Alla luce di tutto ciò non sorprende il rapporto quasi morboso fra Marley e la droga, sostanza capace di aprire la mente e il cuore. Queste le sue parole durante un intervista: Quando fumi erba conosci meglio te stesso. Tutte le tue debolezze e le tue nefandezze sono rivelate dall’erba che ti dà un’immagine più limpida della tua coscienza, perché l’erba ti fa meditare. È una cosa naturale che cresce come un albero.
Qualche anno fa gli eredi del re del reggae hanno lanciato uno dei primi marchi di marijuana messi in commercio, la Marley Natural.
Chissà se Bob Marley fosse ancora vivo come prenderebbe i risultati di queste ricerche o magari sarebbe depresso.

Sonia Felice

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