“Segui il coniglio bianco”: facciamo un viaggio nella cybercultura insieme a Neo e Trinity

Arti marziali, superpoteri e la ricerca dell’eletto che si nascondeva sotto gli occhiali da sole di Thomas A. Anderson, conosciuto con lo pseudonimo di Neo. L’impatto che ebbe il film dopo la sua distribuzione nelle sale avrebbe cambiato per sempre il settore cinematografico e la nostra stessa società.

Siamo nel 1999 ed il film Matrix è sulla bocca di tutti, tanto da registrare un record d’incassi già dalla prima settimana d’uscita. L’impatto mediatico e culturale che ebbe la pellicola fu tale da cambiare non solo Hollywood, ma anche il nostro linguaggio come il modo di vestirci. Per i più fedeli alla filosofia del film, invece, sarebbe arrivata la nascita della cybercultura, primo segno di cambiamento per il nuovo millennio.

LA TRAMA

Nonostante la sua personalità mite ed il suo modesto lavoro presso la Metacortex, Thomas A. Anderson aveva sempre vissuto una doppia vita: di giorno è noto per essere un cittadino esemplare la cui vita è presa dal suo lavoro di programmatore, mentre di notte vive davanti al proprio computer commettendo tutti gli illeciti informatici possibili. Sorvegliato dagli Agenti Smith, Brown e Jones, un giorno viene arrestato e gli viene inserita una cimice nel corpo per seguirlo. Una notte sul monitor del suo computer cominceranno ad apparire una serie di frasi criptiche riguardo a qualcosa chiamato “Matrix”: desideroso ed incuriosito di sapere cosa sia, Anderson accetta di incontrare Trinity, braccio destro del misterioso Morpheus, ad una festa. Neo chiede di conoscere di più riguardo al loro operato, e loro si offrono di rivelargli il vero mondo in cui vivono a patto che ingoi una pillola rossa. Dopo aver ingerito la pillola, si sveglia nel mondo reale, nudo immerso in un liquido viscoso di un’incubatrice, con il corpo collegato a cavi elettrici, e si rende conto di essere parte di una tra tante enormi torri circolari che ospitano miliardi di incubatrici contenenti esseri umani. Un film criptico, ricco di significati ed interpretazioni. In esso puoi leggerci la filosofia di Cartesio come di Platone. L’uscita del film nelle sale avrebbe spinto i più appassionati a credere nel pensiero della pellicola, quasi come una religione che si diffonde tra i suoi credenti. La stessa pellicola, infatti, avrebbe predetto come internet negli anni sarebbe stato sempre più protagonista delle nostre vite, confondendoci su cosa sia reale e cosa, invece, frutto della nostra realtà sempre più virtuale.

Da destra: Trinity, Morpheus e Neo.

NOI ED INTERNET: UN BINOMIO PIÙ CHE POSSIBILE

Internet è diventato uno strumento per la proliferazione della cultura consumistica e, probabilmente, anche della cultura postconsumistica. È anche la culla di una cultura interamente nuova, la cybercultura. Alcuni dei valori distintivi all’interno di questa cultura sono l’apertura, la condivisione delle conoscenze e l’accesso. Questi valori hanno le loro radici nei software precedenti all’inizio dell’era consumistica. Queste radici si sono mantenute attraverso, ad esempio, il movimento open source, basato sulla costante ricerca di nuove formule che superino le sfide affrontate dalle community e dai settori in cui operano. Numerose, invece, le operazioni contro la censura. Diverse norme sono anche diventate parte di questa cultura, e molte di queste riguardano comportamenti desiderabili su internet. Questa cultura sta emergendo e si sta evolvendo, andando di pari passo con l’evoluzione di internet. La più grande differenza dalle altre culture è che, dal momento che internet è così nuovo e i cambiamenti sono più rapidi, la cybercultura è molto più fluida. Lo stile di vita dei protagonisti della trilogia ed il pensiero secondo cui la nostra società sarebbe sempre più controllata tanto quanto il nostro modo di agire e di pensare, avrebbe spinto gli appartenenti a questa corrente di pensiero a voler cercare una chiave per rendere il nostro mondo virtuale sempre più indipendente da quello reale, rendendo internet uno spazio libero e democratico. Vi ricordate gli Anonymus? Ecco, tipo loro.

UNO SPECCHIO DELLA NOSTRA SOCIETÁ

Poche pellicole come Matrix sono riuscite a far parte della nostra memoria collettiva. Tutt’oggi stili, abbigliamenti o elementi appartenenti al nostro mondo vengono subito collegati alla pellicola. Ma ad essere rimasto nei cuori di tutti, è il messaggio che il film vorrebbe trasmettere. Se all’inizio Matrix sembra quasi voler farti avere paura del futuro, è solo verso la fine del film che il suo messaggio si capovolge. Per un mondo libero dove possiamo essere chi siamo, la democrazia e l’anarchia sembrano fondersi, per lasciarci una società libera dai controlli e da qualsiasi vincolo, obiettivo che le cyberculture si sono sempre poste:

“So che mi state ascoltando, avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi, paura di cambiare. Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire, sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente, quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini. Un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo, dipenderà da voi e da loro.”

 

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