Yomif ha 22 anni, gli stessi che il record sul miglio indoor possedeva una settimana fa. I suoi segreti sono gli stessi di Quicksilver?

Questo ragazzo fa parte del Nike Oregon Project: un gruppo creato dalla società di scarpe sportive nel 2001 per promuovere il mezzofondo statunitense. Dall’inizio degli anni ’80 questa disciplina aveva subito un drastico calo nelle prestazioni degli atleti americani, l’allora vicepresidente Nike (Thomas Clarke) finanziò la formazione del gruppo. Una delle peculiarità di alcuni di questi atleti è la casa in cui vivono, fornita di filtri che abbassano la pressione dell’ossigeno simulando elevate altitudini. Questo è uno dei numerosi espedienti all’avanguardia sfruttati per allenare alcuni dei migliori atleti del mondo.

Yomif Kejelcha con la divisa del Nike Oregon Project

Il segreto risiede nei globuli rossi

Partiamo dalle basi: tutti gli esseri viventi, per fare movimento, hanno bisogno di energia sotto forma di ATP. I muscoli dei mammiferi la possono ricavare da due differenti vie metaboliche: aerobica ed anaerobica. La prima ha una resa energetica di gran lunga maggiore rispetto alla seconda, quindi per correre per più tempo abbiamo bisogno di mantenere efficace questa via. Il carburante più importante di questo metabolismo è l’ossigeno, trasportato dai globuli rossi tramite la circolazione sanguigna. E’ quasi scontato immaginare che, con più la concentrazione di ossigeno nel sangue aumenta maggiore sarà l’energia che i muscoli saranno in grado di produrre.

Un uomo medio non è in grado di mantenere questo metabolismo a lungo, perché la concentrazione di O2 nel sangue diminuisce repentinamente. A questo punto entra in gioco la via anaerobica: lattacida, la quale compensa la carenza di energia. Allo stesso tempo però aumenta la concentrazione di acido lattico nel sangue, fino ad arrivare alla frequenza di soglia anaerobica del soggetto. Quest’ultima corrisponde ad una sorta di limite della fatica stabilito da questa sostanza tossica per le cellule che, ad alte concentrazioni, porta al famoso dolore muscolare.

Nel ciclo di Cori l’acido lattico viene smaltito nel fegato ma è processo lento

Quicksilver è etiope

La pressione atmosferica diminuisce di pari passo con l’altitudine. L’organismo, per compensare la bassa concentrazione di ossigeno nell’aria, sfodera una serie di risposte fisiologiche. Tra queste si può notare un aumento della quantità di eritrociti, le popolazioni autoctone andine e himalaiane hanno alti livelli di globuli rossi rispetto ad una media mondiale. Una maggior concentrazione di queste cellule implica più ossigeno quindi una risposta lattacida posticipata.

Quicksilver, il cui vero nome è Pietro Maximoff, è un personaggio dei fumetti creato da Stan Lee e Jack Kirby, comparso nella schiera dalla Marvel Comics dal 1964. Si tratta di un superuomo capace di muoversi a velocità supersonica senza mai, apparentemente, stancarsi. Le spiegazioni pseudoscientifiche delle sue capacità non sono note, al contrario di personaggi come Flash (il personaggio della DC Comics controllerebbe l’energia cinetica). Con ogni probabilità, possiede dei tessuti estremamente resistenti ed elastici, dei polmoni più grandi della norma e sviluppati. Oltre a ciò un sistema circolatorio saturo di glubuli rossi e ultraveloce, gli consente di metabolizzare enormi quantità di ossigeno in pochissimo tempo consentendogli di avere un limite anaerobico praticamente infinito.

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