Quando tutto inizia a girare: dagli anelli di Saturno al paradiso dantesco

Uno studio sui dati di Cassini svela alcuni particolari sulla chimica e sulla struttura delle cinture di polveri e ghiaccio e sulle interazioni con gli altri oggetti del sistema.

Prima dello schianto su Saturno il 15 settembre 2017, la sonda Cassini ha sorvolato l’alta atmosfera del pianeta, tracciando 22 orbite nello spazio tra la sua superficie e gli anelli. I dati raccolti durante quei tuffi rivelano particolari importanti sulla composizione, sulla struttura e sull’origine delle bande di ghiaccio e polveri che circondano Saturno e altri pianeti.

Le scoperte di Cassini

Secondo gli scienziati, gli anelli di Saturno offrono uno scorcio sui processi di accrescimento che hanno dato origine al Sistema Solare. Le piccole lune che orbitano all’interno degli anelli interagiscono con le particelle che le circondano. Le immagini hanno evidenziato i filamenti di materiale generati dal passaggio di Dafni, il satellite di 6-8 km di diametro. Un’altra serie di striature della stessa lunghezza e di uguale orientamento sembrano create da una serie di impattatori che intersecano l’anello contemporaneamente. Ciò sembra dimostrare che l’anello è rigato da materiale che orbita attorno a Saturno e non da residui di comete che si muovono attorno al Sole. Il team ha individuato tre diversi tipi di strutture negli anelli, in fasce distinte e dai bordi definiti: questi motivi non sembrano per ora riconducibili a nessun fenomeno noto. Altri misteri si aprono sulla chimica degli anelli, analizzati da Cassini con lo spettrometro VIMS. Anche se il ghiaccio d’acqua è il principale componente degli anelli, il nuovo studio esclude la presenza di ghiaccio di ammoniaca e di metano. Sarà dunque da chiarire l’origine della pioggia di entrambi gli elementi che dati precedenti avevano rilevato nell’atmosfera di Saturno. Non sono state trovate tracce di composti organici dato che materiale organico era stato individuato fluire dall’anello D fino all’atmosfera di Saturno.

Immagine della sonda Cassini attorno al pianeta Saturno

Curiosità sugli anelli

Gli anelli di Saturno furono scoperti nel 1655 dall’olandese Christiaan Huygens, ma persino Galileo notò che il pianeta avesse delle protuberanze laterali. Gli anelli sono costituiti essenzialmente da particelle di ghiaccio e rocce di dimensioni che variano dal granello di sabbia al metro cubo.  L’origine degli anelli non è nota: si pensa che siano costituiti da frammenti di un satellite di Saturno esploso in seguito alla collisione con una cometa o un altro satellite, oppure che siano dovuti allo stesso materiale da cui si formò Saturno che non riuscì però ad assemblarsi in un blocco unico.  Gli anelli iniziano ad un’altezza di circa 6500 km dalla superficie di Saturno e si estendono per 100 000 km, distanza corrispondente a circa un quarto della distanza Terra-Luna.  Gli anelli di Saturno sono estremamente sottili e a seguito della missione spaziale Cassini-Huygens il loro spessore è risultato essere pari a circa 10 m. Gli anelli sono divisi in sette fasce, separate da divisioni che sono quasi vuote. La divisione più grande fu scoperta nel 1675 dal matematico e astronomo italiano Giovanni Domenico Cassini, ed è per tale motivo chiamata divisione di Cassini. Le teorie più accreditate ipotizzano che, nell’arco di pochi milioni di anni, gli anelli andranno a disperdersi o precipiteranno sul pianeta stesso.

Immagine di Saturno pervenuta da Cassini

Un Dante spaziale

Proprio come gli anelli di Saturno, i beati del VII canto del Paradiso ruotano attorno a Dio contemplandolo anche nella loro vita ultraterrena. Analogamente alle luci emanate dagli anelli del pianeta, queste anime si manifestano come luci che ruotano in ascesa verso il Signore. Dante descrive le anime ricorrendo a una similitudine con i corvi grigi che nelle mattine d’inverno si muovono per scaldarsi, in modo tale che alcuni volano via senza tornare, altri tornano al punto da cui si erano allontanati e altri volteggiano sempre nello stesso punto. Uno degli spiriti (Pier Damiani) si ferma più vicino a Dante e Beatrice, per cui il poeta gli chiede perché si trattenga presso di lui e per quale ragione i beati non cantano come nei Cieli inferiori. Egli precisa che è stato prescelto per scendere lungo la scala e festeggiare la presenza di Dante, per il quale non prova un affetto superiore a quello degli altri. In seguito il beato spiega che la predestinazione è imperscrutabile, quindi è impossibile dire per quale motivo proprio lui sia stato designato a compiere la sua ambasceria a Dante. Le altre anime scendono dalla scala roteando intorno al santo e accrescendo il proprio splendore, quindi alzano un grido fortissimo di cui Dante non riesce a comprendere il significato. In seguito Beatrice spiega al poeta che il grido preannunciava la giusta punizione divina contro la corruzione ecclestiastica.

 

Alberto Simula

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