Quando Andreotti sedeva al lettino di Jung : La simbologia politica e gli archetipi junghiani

 

«Gli archetipi sono come i letti dei fiumi abbandonati dall’acqua, che però possono nuovamente accoglierla dopo un certo tempo. Un archetipo è simile a una gola di montagna in cui la corrente della vita si sia lungamente riversata: quanto più ha scavato questo letto, quanto più ha conservato questa direzione, tanto più è probabile che, presto o tardi, essa vi ritorni.»
(Carl Gustav Jung, Aspetti del dramma contemporaneo)

Con queste parole lo psicologo svizzero Carl Gustav Jung riassume egregiamente il punto focale della sua riflessione filosofica; a differenza di quanto aveva sostenuto Freud , Jung crede che lo sviluppo della personalità del singolo avvenga attraverso il confronto-scontro con una serie di ” Archetipi ” , simboli inconsci che vivono in noi come una sorta di ” DNA psichico ” . Il concetto così pare astratto e complicato, ma pochissimi esempi faranno capire che cosa intendesse il vecchio Carl . L’esempio classico di archetipo junghiano è quello della ” Grande Madre ” , la presenza femminile feconda e abbondante, simbolo di ricchezza e fortuna che attraversa secoli e culture : dalla Venere di Willendorf  (1) al ” frutto del seno tuo ” cristiano.

Altri archetipi sono ad esempio i quattro elementi o il fallo . In soldoni Jung ci permette di comprendere come i simboli e le immagini non siano mai casuali ma conservino un significato abissale, che talvolta ci colpisce inconsciamente . Perchè ad esempio il cattivo di Monster e Co (2) è una figura serpentina e viscida? Il serpente è un archetipo molto forte che (almeno per noi cattoliconi occidentali) si lega all’idea del male e del peccato (3). Se fossimo stati aztechi forse Randall (il cattivo del film sopra citato ) sarebbe stato l’eroe!

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1.La pacifica tartaruga

Ora , un ambiente dove il buon Jung non cessa di avere ragione è sicuramente l’agone politico : la simbologia partitica è una meravigliosa esplosione di segni che talvolta lasciano stupefatti . E credo che almeno una volta ci siamo chiesti tutti perché mai il simbolo di CasaPound fosse una tartaruga (4) . Anche a pensarci qualche secondo la tartaruga pare quasi comica : lenta , pacifica e longeva. Un partito di destra dovrebbe evocare forza e potenza (pensiamo ai due fulmini nazisti che componevano la sigla SS o alla potenza del fascio littorio) o quanto meno mostrarsi rispettabile e dignitoso : non so voi , ma avere come simbolo una tartaruga pare quasi parodistico . In ogni caso Jung viene in soccorso : la tartaruga è un archetipo antichissimo . Per gli induisti la tartaruga è manifestazione ctonia di Vishnu (5) e su di essa poggia l’intero sistema cosmologico ; per i cinesi la tartaruga è madre di tutti gli animali (Jung,90) ; nell’alchimia classica la tartaruga rappresenta la materia principale a cui legare le cose dello spirito per incarnarle . La tartaruga assomma in sé significati ancestrali di solidità , tradizione e saggia conservazione ma si carica anche di significati profondi e inquieti : ” tarturus ” vuol dire infatti zone sotterranee e l’abitudine di alcune tartarughe di immergersi nelle profondità marine evoca la paura di essere assorbiti da un abisso di follia . Con questo non s’intende certamente che nel momento di scegliere il simbolo i casapoundini abbiano scritto tali significati su un foglio : secondo Jung tutti questi sensi evocati appartengono a ciascuno e inconsciamente ad essi li associamo . A ben vedere dunque la tartaruga non pare più essere tanto ridicola!

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2.La grande balena bianca

Ancora più strano poi è il simbolo (prima soprannome poi simbolo) associato alla mitica DEM accanto al ben più noto scudo crociato : La balena bianca (6) . La balena bianca evoca subito la spuma marina di Melville ma non certamente un potente simbolo politico . Eppure simbolicamente parlando la balena risulta quasi più potente della tartaruga . Nelle antiche culture inuit la balena era un sinonimo della Grande Madre (7) : la struttura dell’igloo riprendeva proprio la struttura ideale di un ventre cetaceo , percorso iniziatico di vita, morte e resurrezione . Nelle antiche culture euroasiatiche la balena è l’essere demoniaco che ingoia l’eroe , poi salvato dall’intervento divino:come dimenticare Giona del racconto biblico (8) . La balena è quindi archetipo della catabasi , forza primigenia e abissale capace di permettere la resurrezione dell’umanità : nella balena si assomma il terrore della vittoria dell’irrazionale sul razionale . Uccidere la balena vuol dire uccidere “tutto l’odio sentito dalla sua razza fino ad Adamo” scrive Melville . Non male quindi paragonare il mite partito centriste post-bellico ad un leviatano capace di sconfiggere l’oscurità dell’Es a favore dell’Io! Anche in questo caso, non è da pensare che l’occhialuto Andreotti pensasse alla psicologia Junghiana (più che uno psicologo avrebbe avuto bisogno forse di un fisioterapista).

 

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Gabriele Cafiero

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