Un viaggio nella mente umana: la creazione di un profilo psicologico in Criminal Minds

Come riescono i protagonisti di criminal minds a tracciare il profilo psicologico dei serial killer senza averli mai visti? Cerchiamo di comprendere al meglio come lavorano i profiler.

Criminal Minds è una serie televisiva statunitense di genere poliziesco, ideata da Jeff Davis. La serie racconta il lavoro di un gruppo di criminologi dell’FBI, infatti è stata scritta con l’aiuto di un ex agente dell’agenzia, ispirandosi al ricco archivio compilato in 35 anni dai Profiler americani. La verosomiglianza della serie con la realtà viene esplicata anche nella sigla dalla presenza nella stessa di alcuni dei più conosciuti serial killer statunitensi (come Charles Manson, Richard Ramirez, David Berkowitz, ecc) 

La squadra dell’analisi comportamentale

La serie e il ruolo dei Profiler

Cercare di comprendere le motivazioni che spingono un soggetto a compiere determinati atti di violenza possono essere molteplici e spesso collocati negli angoli più oscuri della psiche umana. La prima volta in cui la figura del Profiler comparve sugli schermi è nel 1991 in cui Jodie Foster  nei panni di Clarice Starling chiese aiuto a un pericoloso serial killer per catturare un pericoloso sadico. L’approccio investigativo che caratterizza Criminal Minds fa riferimento all’analisi comportamentale (BAU) i quali tramite particolari comportamenti riescono a delineare le caratteristiche psichiche peculiare per ogni S.I. (soggetto ignoto). Il loro aiuto è fondamentale nei casi in cui si parli di assassini seriali, ovvero assassini che commettono più omicidi, utilizzando lo stesso modus operandi, in quanto per fermarli è necessario riuscire ad anticipare la loro prossima mossa. Alcuni tra i personaggi principali della serie sono: Jason Gideon, il Profiler più anziano, David Rossi, che è subentrato all’agente Gideon, è stato uno dei fondatori dell’unità, Aaron Hotchner, ex membro degli SWAT ed ex avvocato ha subito una grande perdita per mano di un serial killer, Derek Morgano ha un particolare passato alle spalle e rappresenta il braccio armato della squadra, Penelope Garcia è invece l’abilissima hacker informatica che svolge il suo lavoro dalla base, Spencer Reid, il protetto dell’agente Gideon, è un genio poco più che ventenne capace di cogliere anche i più insignificanti particolari ed infine, Jeniffer Jareau, l’unica non profiler, è l’intermediaria tra gli agenti e la portavoce con la stampa.

Come avviene la “profilazione”

Nella criminologia moderna, la profilazione criminale è generalmente considerata la terza corrente della scienza investigativa: lo studio degli indizi con pioniera Scotland Yard nel XIX secolo, lo studio del crimine stesso e infine lo studio della psiche del criminale. Tali tecniche vennero utilizzate per catturare Ted Bundy, spietato serial killer, poichè Richard B. Jarvis, psichiatra con competenze di comportamenti criminali, riuscì a fornire un’identikit alquanto preciso. Ronald e Stephen Holmes invece, delinearono tre obiettivi principali della profilazione: fornire alle forze dell’ordine una valutazione socio-psicologica del criminale, dare una valutazione psicologica degli effetti personali trovati in possesso del delinguente e infine fornire suggerimenti e strategie per gli interrogatori.  Vengono inoltre valutati molteplici aspetti quali anche l’età, il genere, l’etia e l’ubicazione geografica. Un ‘ulteriore tipo di profilazione è quella definita “analisi delle connessioni” definita da Labuschagne. Questa particolare tipologia si focalizza sul determinare la possibilità che più reati siano commessi dallo stesso criminale. Diventa particolarmente importante il concetto di firma e di modus operandi. Questi concetti li ritroviamo nel modello proposto da Labuschagne, il primo passo consiste nell’ottenimenti di nuovi dati, individuazione delle caratteristiche significative di ogni crimine, la classificazione di quest’ultime alla ricerca di un paradigma, rituale costante (modus operandi), ricerca di questa combinazione al fine di individuare un eventuale firma e infine la compilazione di un rapporto.

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