Quando il partner prova a modellare l’altro a suo piacimento: il commento di Socrate nel Fedro

L’annullamento totale dell’identità dell’amato come risultato dell’involuzione del più nobile dei sentimenti, alla ricerca del proprio inarrivabile ideale di perfezione.

fonte: flickr.com

Alfred Hitchcock è stato uno dei registi più influenti e amati della storia del cinema. Nonostante la grande versatilità a livello stilistico, un genere più degli altri ha contraddistinto il suo decennale operato: il thriller. Le pellicole di Hitchcock prendono le mosse da una concezione fatalista dell’uomo, il quale è perennemente alla mercè del caso malgrado la sua illusione di poter dare ordine e significato all’esistenza. Gli stessi concetti di io e identità subiscono un forte ridimensionamento a causa della volubilità dei protagonisti. In loro vivono infatti istanze tanto conflittuali e antitetiche da rendere impossibile la classica categorizzazione del ‘buoni e cattivi’. Il film che ho preso in esame per questo articolo è uno dei traguardi più importanti della poetica del cineasta britannico. Esso ripropone le tematiche e lo stile del regista nel contesto di una storia d’amore talmente pervasiva da impedire al protagonista di distinguere la realtà in sé da come invece egli vorrebbe che fosse, fino al totale annullamento della propria amata. La stessa situazione è inquadrata da Platone nel Fedro, in cui Socrate analizza gli effetti dell’amore sugli amanti in relazione a come essi scelgono di disporre la propria anima verso l’altro.

SPOILER del film nel primo e nel terzo paragrafo

Madeleine e Judy

Il protagonista del film è John Ferguson, un ex agente di polizia che ha deciso di interrompere una promettente carriera a causa della propria acrofobia (la paura delle grandi altezze). Per aiutarlo in questo momento di difficoltà, il suo amico imprenditore Gavin decide di affidargli il compito di pedinare la moglie Madeleine, che di recente ha iniziato ad avere comportamenti ed abitudini insolite. Sembra la donna soffra di una forte crisi mentale, che, a cadenza giornaliera, la induce a identificarsi con sua bisnonna Carlotta, morta suicida a 26 anni (la stessa età di Madeleine) dopo essere stata abbandonata dal marito e privata con la forza di sua figlia. La paura di Gavin che la moglie possa compiere l’estremo gesto si concretizza quando lei decide di buttarsi nella baia di San Francisco, venendo tuttavia prontamente salvata da John. Il protagonista, sinceramente innamorato di Madeleine, è costretto a spiegarle la situazione, al che la ragazza ricambia il suo amore, avendo trovato in lui qualcuno con cui poter finalmente parlare delle proprie crisi. I due cominciano a visitare i luoghi degli incubi di Madeleine affinché possa tranquillizzarsi, fino a raggiungere il campanile di una chiesa fuori città. Improvvisamente la ragazza perde il controllo, sale in cima alla struttura e si butta di sotto, senza che John possa fare niente a causa di un attacco di acrofobia.

fonte: wikipedia

Il protagonista non riesce a darsi pace e inizia a cercare l’amata perduta nelle donne che sembrano assomigliarle, su tutte una giovane commessa di nome Judy. Dopo esservi entrato in contatto mosso dalla totale disperazione, John inizia a modellare l’aspetto della ragazza in modo tale da renderla sempre sempre più simile al suo ideale di perfezione, cioè Madeleine. La serenità ritrovata grazie alla nuova/vecchia amata è tuttavia destinata a non durare a causa dei segreti che legano Judy a Madeleine, ben oltre l’apparente somiglianza fisica.

Il Fedro e l’amore volgare

Il Fedro è un dialogo appartenente al periodo della maturità, cioè al gruppo di opere in cui molti dei principali elementi del pensiero platonico vengono approfonditi compiutamente. L’opera affronta una serie di tematiche seguendo un percorso ben preciso: prima l’Eros, poi l’anima umana(riguardo a come reagisce all’amore) e infine una riflessione sulla scrittura e la retorica. Il secondo discorso del dialogo racconta di una situazione in cui l’amante cerca ossessivamente di fissare l’amato dentro una forma precisa e immutabile, che combacia con l’immagine apparentemente perfetta che lui ha dell’altro e della quale si è innamorato. Dal momento del loro primo incontro all’amato non è più permesso di cambiare, sia per quanto riguarda il proprio corpo che la propria anima – emozioni, carattere ma anche idee e interessi – al punto che gli/le saranno vietati anche i contatti con persone che veicolerebbero una crescita interiore o l’insegnamento di cose sul mondo. I motivi di un comportamento così oppressivo, che non è compatibile con una relazione amorosa ‘salutare’, risiedono nella paura che la trasformazione dell’altro possa dissipare il sentimento che li tiene uniti. Tuttavia provare a incatenare una persona ad un forma ideale è un processo destinato a fallire tragicamente, poiché va contro i mutamenti che ognuno di noi vive costantemente sia nel corpo che nell’anima. La temporalità ci appartiene in quanto esseri nel divenire, così come appartiene all’amore e alle cose che ci rendono felici; pretendere di arrestarla significa anelare ad una realtà superiore e trascendente che non ci riguarda.

La donna che visse (e morì) due volte

L’intreccio di segreti riguardo alla somiglianza disarmante tra Madeleine e Judy si risolve quando nel finale Gavin scopre le sue carte. Per sbarazzarsi della moglie e diventare padrone della sua azienda di famiglia aveva architettato un piano geniale che avrebbe coinvolto John proprio in virtù della sua acrofobia. Dopo aver ucciso la sua vera moglie, aveva pagato Judy per inscenare la crisi d’identità che poi, come John crederà, la indurrà al suicidio. Una volta in cima al campanile la giovane ragazza viene intercettata da Gavin, che lancia giù il cadavere della vera Madeleine senza che John possa ravvisare l’inganno perché fermato, durante la salita, dal panico per l’altezza crescente. L’immagine idilliaca che il protagonista voleva affiggere su Judy per ridare vita al suo ideale di perfezione non è altro che Judy stessa, la semplice commessa che aveva manipolato e strumentalizzato così freddamente. Una volta scoperto l’inganno orchestrato dal presunto amico, John decide di recarsi ancora sulla scena del finto suicidio per scuotersi definitivamente e iniziare una nuova vita con l’amata. Giunti di nuovo in cima al campanile, i due si baciano dando l’impressione di poter stare insieme malgrado le vicissitudini passate, ma l’arrivo improvviso di una suora fa spaventare Judy che cade giù e muore proprio come il suo alter ego. Ancora una volta John sarà costretto ad affrontare la perdita dell’amata, stavolta senza seconde possibilità. La solitudine a cui è condannato ricalca la condizione misera in cui versa l’amato dopo aver subito le angherie dell’amante volgare, ormai annientato nella propria identità, impossibilitato a recuperare il tempo perduto e segnato nella memoria e nel cuore da un dolore insanabile.

 

 

 

 

 

 

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