Possiamo vendicare l’assassinio di Martin Luther King leggendo “Il buio oltre la siepe” di Lee

Il 4 aprile del 1968 Martin Luther King fu assassinato a Memphis. Per onorare gli ideali per cui ha dato la vita dovremmo tutti leggere “Il buio oltre la siepe”.

52 anni fa uno dei personaggi più influenti della storia dell’umanità scompariva per sempre. La sua morte, come spesso accade, non ha eliminato quello per cui lui ha lottato: la difesa dei diritti umani. Il libro di Harper Lee “Il buio oltre la siepe” ci ricorda che l’unico elemento per giudicare una persona è l’onestà.

Martin Luther King

Atlanta fu la città che diede i natali a Martin Luther King nel 1929. Nella capitale della Georgia il giovane Martin consegue tutti i titoli di studio in collegi prettamente per neri per poi seguire le orme del padre e diventare pastore battista. La situazione negli USA di quegli anni è a tutti ben nota, la segregazione razziale unita alla negazione totale dei diritti umani portava a quotidiani disagi. L’1 dicembre del 1955 ci fu però una svolta: a Montgomery Rosa Parks si rifiutò di cedere il suo posto nell’autobus a un bianco che lo pretese. Questo eclatante gesto portò all’arresto dell’afroamericana e alla conseguente reazione della sua comunità: incendi agli autobus e vetrine distrutte sono solo alcuni esempi. King, venuto a conoscenza del fatto e dopo un incontro nella sua chiesa dove parteciparono più di quaranta leader della comunità afroamericana, decise con i suoi compagni di adottare provvedimenti basati su un sistema di protesta non violento, basato sul boicottaggio, si decise che dal giorno 5 dicembre 1955 nessun nero dovesse utilizzare gli autobus.

Nel 1956 la giuria della contea di Montgomery doveva decidere sulla legalità del boicottaggio, le 18 persone che costituivano la giuria trovarono un accordo facendo riferimento a una vecchia ordinanza del 1921: stabilirono che il boicottaggio era illegale. Anche la Corte Suprema degli Stati Uniti confermò la decisione della Corte Distrettuale facendo si che l’ordinanza abolitiva fosse resa esecutiva a Montgomery il 20 dicembre e il boicottaggio dei bus terminasse il giorno successivo, dopo 382 giorni.

La persona di King era ormai conosciuta in tutto il paese, incontrò il presidente e rilasciò numerose interviste creando un boom mediatico su una questione che era rimasta per troppo tempo in silenzio. Tutto questo movimentò ogni singolo ragazzo afroamericano a difendere i propri diritti da essere umano e non lasciare che nessuno, bianco o nero che sia, possa giudicare una persona semplicemente da una cosa talmente stupida come la pigmentazione della pelle.

Il 10 dicembre 1964, a Oslo, ricevette il premio Nobel per la pace.

La morte e le conseguenze

Martin Luther King giunse a Memphis il 4 aprile 1968, dopo che il suo volo era stato ritardato per un allarme bomba.  Nella sua stanza, la 306, situata al secondo piano King cercò di organizzare un nuovo corteo per uno dei giorni successivi assieme ai suoi collaboratori. Alle 18.00 si affacciò sul balcone e venne colpito da un colpo di fucile di precisione alla testa, nonostante i repentini soccorsi, i medici constatarono un irreparabile danno cerebrale; la sua morte venne annunciata alle 19:05 del 4 aprile 1968.

Il presidente Johnson chiese al popolo di non cedere alla violenza, la stessa che aveva ucciso King, ma in più di 120 città si registrarono atti violenti quali incendi e saccheggi. Per gli afroamericani quel giorno non era morto un uomo, era morto un messaggio.  King non voleva che al suo funerale fossero menzionati i suoi premi o altri onori che aveva ricevuto; chiese solamente di esser ricordato come chi aveva cercato di dare da mangiare agli affamati, coprire coloro che non avevano i vestiti, essere chiaro e duro sulla questione della guerra in Vietnam e infine “amare e servire l’umanità”.

Il buio oltre la siepe

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

Il romanzo è stato scritto nel 1960, quindi in piena lotta anti razziale. Un libro di una forza destabilizzante specialmente se contestualizzato in quegli anni. Di libri sempre attuali ce n’è una lista cospicua, a questo elenco dobbiamo aggiungere anche l’opus magnum di Harper Lee. Un Pulitzer più che meritato per la scrittrice americana!

Nel 2016, in occasione della morte della Lee, Inge Feltrinelli disse:

 Il successo internazionale che continua a riscuotere dimostra come ancora oggi il problema della discriminazione razziale sia più che mai attuale. Questo libro, onorato anche dal presidente Barack Obama, più di ogni altro ha insegnato a intere generazioni la lotta contro l’ingiustizia.

Nei link sottostanti vi metto a disposizione i vari siti dove potete acquistarlo

Amazon: https://www.amazon.it/buio-oltre-siepe-Harper-Lee/dp/8807881551

Feltrinelli: https://www.lafeltrinelli.it/libri/harper-lee/buio-oltre-siepe/9788807881558

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