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Perchè il cambio dell’ora ci fa gioire? Ce lo spiega Henri Bergson

Il passaggio da orario legale a solare e l’apparente guadagno di tempo allieta la coscienza collettiva, la concezione di tempo di Henri Bergson suggerisce un motivo.

Il filosofo francese suggerisce la distinzione tra tempo quantitativo, su cui si basa la scienza, e qualitativo, collegato alla coscienza umana, che valorizza le componenti psicologiche. La società odierna à in generale pervasa dalla prima visione di esso, e attraverso la questione del cambio dell’ora se ne ha un lampante esempio.

Da ora legale a solare

Nella notte tra sabato 24 ottobre e domenica 25 è avvenuto il cambio dall’ora legale a solare.  Alle ore 3:00 le lancette degli orologi italiani sono state spostate indietro di un’ora, guadagnando di fatto 60 minuti di sonno. La leggera diluizione della giornata ha permesso di guadagnare del prezioso tempo per le attività quotidiane, salvaguardando così per molti il proprio frenetico andazzo. Non è infatti insolito sentire lagnanze riguardo la manchevolezza di esso, assorti completamente da una serie apparentemente infinita di impegni e commissioni. Spesso purtroppo si è estremamente legati allo scorrere del tempo e alla necessità di occuparlo interamente, come essendone precariamente aggrappati. Henri Bergson (Parigi, 18 ottobre 1859 – Parigi, 4 gennaio 1941) ha trattato ampiamente l’argomento, distinguendo tra tempo quantitativo e qualitativo.

Il pensiero di Henri Bergson

Il filosofo francese differenzia tra l’usuale modo di concepire dei momenti come una successione di istanti della stessa durata, basato sul movimento delle lancette di orologio, e un tempo interiore, continuo e irripetibile legato alla nostra coscienza. Egli mira a definire l’idea di tempo reale e qualitativo, inteso come psicologico, vissuto da ognuno nella propria interiorità e influenzato fortemente da emozioni e stati d’animo. Diversamente la scienza si basa su una diversa concezione, analizzandolo dal suo lato quantitativo, in cui gli attimi non presentano discrepanze ma concepito come un corpo fisico frammentabile in segmenti uguali. Bergson ne esalta l’aspetto intimo, intrinseco all’animo, non con lo scopo di programmare e scandire la vita bensì valorizzando il significato di ogni azione.

Il rifiuto odierno di Bergson

Tale sistema filosofico nella società contemporanea risulta estremamente anacronistico e di difficile attuazione. La coscienza collettiva è infatti pervasa da una concezione qualitativa dello scorrere del tempo, avvolta da un ormai consolidato dinamismo. In pochi riescono realmente a vivere valorizzandone l’aspetto psicologico e qualitativo a cui Henri Bergson rimanda. Il caso del cambio dell’ora da legale a solare rappresenta una prova tangibile di tali affermazioni. Si gioisce per aver un’ora in più a disposizione nel corso della giornata, come se essa fosse l’ago della bilancia necessario per risolvere ogni problema, dando la possibilità di diluire le proprie occupazioni. L’importanza di scandire il tempo e di non esserne sopraffatti è una tematica purtroppo oggi nascosta e scoperta da pochi individui. Ognuno di noi infatti dovrebbe essere in grado di comprendere la reale portata di ogni attimo e apprezzarne il valore, stupendosi, in modo sia positivo che negativo, di ogni frazione di esso.

 

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