Un nuovo volto per Gesù Cristo: forzatura percettiva o realtà?

Un nuovo volto per Gesù Cristo: forzatura percettiva o realtà?

19 Novembre 2018 0 Di Francesco Rossi

Sembra che ad Israele si sia scoperta una nuova immagine ritraente il Messia cristiano, ma questi sembra ben distante dall’immaginario comune. D’altronde, che Cristo non fosse un biondone dagli occhi azzurri non dovrebbe stupire, essendo israeliano. Ma possiamo essere sicuri che la scoperta non sia una forzatura percettiva?

Volto Cristo

La foto che mostra la superficie originale con il presunto volto di Cristo e la sua ricostruzione

Gesù Cristo: quando pensiamo al presunto messia cristiano ci vengono in mente le sue solite rappresentazioni. Un uomo alto, castano-biondo, capelli lunghi e leggermente mossi, barba folta, occhi azzurri… Non dovrebbe sorprendere che questa visione possa essere sbagliata. D’altra parte, difficilmente un uomo nato in Israele potrebbe assomigliare così tanto a un ariano. Ma per anni abbiamo creduto a questa distorsione: oggi potremmo avere un’immagine diversa del Salvatore.

La scoperta ad Israele

L’Università di Haifa (Israele) potrebbe infatti sconvolgere la rappresentazione del figlio di Dio. In una chiesa del quinto o sesto secolo d.C. del villaggio di Shivta, nel Deserto del Negev in Israele, è stata individuata una pittura muraria che raffigura – forse – il battesimo di Cristo. Potrebbe essere, secondo gli archeologi, un esempio di pittura pre-iconoclastica preziosissima e rarissima. Infatti intorno all’8^ secolo si sviluppo un movimento (iconoclastia) che paragonava la ritrattistica iconografica a delle forme di idolatria. Sebbene già nel 2011 ci fosse stato un ipotetico rinvenimento di una nuova immagine di Cristo a corpo intero, a rendere il nuovo ritrovamento ancor più eccezionale sono i dettagli del volto, la collocazione in Terra Santa e l’epoca di realizzazione pre-iconoclasta.

Vero volto Cristo

Erano già state proposte versioni più verosimili delle somiglianze di Cristo. Sulla destra una ricostruzione a seguito dello studio di Richard Neave. 

L’immagine: storia e contenuto

L’immagine purtroppo è sbiadita da secoli e secoli di sole, rendendola quasi irriconoscibile.  Era stata intravista attorno al 1920, ma le sue condizioni non avevano portato alla decifrazione del soggetto. O almeno fino a quando gli archeologi di Haifa non l’hanno attentamente studiata: ci hanno visto il volto di un giovane dai capelli corti e ricci, il naso pronunciato, la faccia allungata e gli occhi grandi. Sembra poi che il ritratto faccia parte di un disegno più ampio, come se Cristo fosse circondato da molte persone. Per gli appassionati e i studiosi delle religioni, è un rinvenimento importante. Il ritratto rientra in un catalogo iconografico tipico dell’Egitto, della Siria e della Palestina antichi

Le forzature percettive

C’è da dire che, viste le condizioni del dipinto, che il dipinto ritragga effettivamente Cristo o meno rimane da vedere. Per secoli ci siamo affidati, completamente controintuitivamente, all’idea che Cristo potesse essere una sorta di europeo (del Nord) in Palestina. O abbiamo creduto alla Sindone.

cristo vero aspetto

L’iconografia classica ci porta a pensare a Cristo come un uomo alto, biondo e con gli occhi azzurri. Non dovrebbe sorprendere che il Messia avrebbe potuto essere leggermente diverso, essendo palestinese

Chiaro che questa visione potesse essere smentita, ma non bisogna sottovalutare la forza e la potenza delle distorsioni percettive. Molto spesso contesto, aspettative e poca definizione del soggetto percepito porta a evidenti distorsioni. Che questo sia il caso?

Pareidolie: quando crediamo di vedere (o sentire) ciò che non c’è

Tutti noi, almeno una volta, abbiamo pensato di vedere qualcosa che si è rivelato essere tutt’altro. Se avete un gatto, vi sarà di certo capitato di tornare a casa, nel cuore della notte, e scambiare parecchi oggetti lasciati a terra per il vostro compagno felino, aspettandovi di trovarlo lì. Magari proprio prima che vi attaccasse alle spalle, come solo i gatti sanno fare. Ma esistono anche fenomeni ancora più curiosi: le pareidolie.

Pareidolia volto cristo

In molti vedranno un volto nascosto tra il fumo dopo il terribile attentato alle torri gemelle. Questa altro non è che una pareidolia

Le pareidolie altro non sono che forzature percettive: l’altissima aspettativa che ci costruiamo ci porta a travisare la realtà, a vedere qualcosa che in realtà non c’è. Nasce sì dall’ambiguità dello stimolo in entrata, ma è solo l’errata rielaborazione percettiva che porta questi errori. Le pareidolie non sono solo visive: possono essere anche acustiche, come le migliaia di canzoni travisate dimostrano.

Cristo: volto vero o solo immaginato allora?

Sulla veridicità del volto ovviamente non ci esprimiamo in via definitiva. Siamo sicuri che studiosi e archeologi faranno del loro meglio e ci renderanno un immagine verosimile e veritiera di quanto, un tempo, potesse essere stato dipinto. Non che questo importi: alla fine, è il messaggio Cristiano che conta. Che Cristo fosse alto, basso, scuro, chiaro, barbuto, glabro o chissà cosa, è il suo messaggio che conta. O almeno, per quelli che credono in lui.

 

Matteo Sesia