Nessun confine tra bene e male: Nietzsche appartiene al Lato Oscuro della Forza

La mancanza di discernimento tra bene e male accomuna il Lato Oscuro di Star Wars e la morale di Nietzsche

L’incipit dei film della saga di Start Wars (movieplayer.it)

Forza e Lato Oscuro si contendono ogni uomo della galassia di Star Wars. Cedendo al Lato Oscuro si entra in una tenebra accecante, tanto da non distinguere bene e male. Secondo Nietzsche la volontà è metro di misura della morale.

L’eterna lotta tra bene e male in una galassia lontana lontana

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…”, così inizia ogni capitolo di una delle saghe cinematografiche più amate: “Star Wars”. Ambientata appunto nell’immensità delle galassie spaziali, l’epopea si basa sul contrasto tra la Forza e il Lato Oscuro, due dimensioni che ogni uomo decide liberamente di seguire. È l’antica, antichissima, lotta tra il bene e il male che coinvolge l’uomo chiamandolo in causa, imponendogli una scelta che dipende solo dal suo libero arbitrio. La Forza è l’energia che regge il cosmo, la luce del bene che si oppone alle tenebre del male. Può essere percepite di tutti gli esseri viventi perché permea ogni cosa, ma per poterla percepire è necessario possedere dei micro organismi, chiamati midi-chlorian, che amplificano questa percezione. Più alta è la concentrazione di midi-chlorian nelle cellule dell’individuo, più è percepita la Forza. Coloro che hanno una percezione più alta della Forza sono gli Jedi, anche se non tutti in misura uguale. La Forza non si esaurisce nei suoi ricettori, ma li trascende, è una forza metafisica che circonda e penetra la galassia. Illumina gli Jedi conducendoli alla saggezza. Ogni uomo può diventare prima un “padawan”, un allievo addestrato da un maestro. Ogni maestro può avere un solo allievo alla volta, ma possono coesistere più maestri insieme.

Jedi (insolenzadir2d2.it)

Paura, ira, odio: l’affascinante abisso del Lato Oscuro

La Forza, quando incanalata e controllata, può donare poteri, ma cosa accade se il potere seduce l’uomo anziché essere controllato? Avviene il passaggio al Lato Oscuro, l’abisso, la tenebra, il male in sé e per sé. Il Lato Oscuro è affascinante, per ogni uomo. Promessa di potere illimitato, di costruirsi da solo, di non dover più rispondere a nessuno delle proprie azioni, onnipotenza. È la spinta oltre i limiti morali, non solo negazione del male, ma incapacità di distinguere il bene dal male. Proprio il contrario della Forza che è il principio per poter discernere ciò che è giusto da ciò che non lo è. Il cancelliere Palpatine, nel corso della saga, esplicita bene questo concetto: “Il lato oscuro della Forza è la via per acquistare molte capacità da alcuni ritenute ingiustamente non naturali”, sostenendo che il bene è niente più di un punto di vista. Il Lato Oscuro porta l’uomo ad abbattere i propri limiti naturali, attraverso l’ira, l’odio, la paura, la violenza. Sono questi i passi che conducono alle tenebre, come afferma Yoda, il più potente degli Jedi: “La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza”. Proprio perché il Lato Oscuro conduce l’uomo all’egoismo e all’onnipotenza, nelle gerarchie dei Sith (opposti agli Jedi) possono esistere solo due figure, un maestro e un apprendista destinato a superarlo.

Il cancelliere Palpatine in uno dei film della saga (popsugar.com)

La morale di Nietzsche nel rapporto allievo-maestro dei Sith

La dinamica di superamento tra il maestro e l’apprendista, tipica dei Sith, si può ritrovare nella concezione della morale di Nietzsche. Ma facciamo un passo indietro: l’esitazione che sempre si verifica quando dobbiamo prendere una decisione è stata identificata da molti filosofi come prova dell’esistenza di un libero arbitrio. Nietzsche non si trova d’accordo e lo esplicita nell’opera “Al di là del bene e del male”. La volontà per il filosofo tedesco richiede un pensiero che la comandi, ma al tempo stesso è il desiderio del comando stesso. Dunque l’uomo non è veramente libero, ma soggiace agli istinti. C’è una volontà che desidera il comando e un’altra che obbedisce alla prima. Questo meccanismo è approfondito in “Genealogia della morale” nella dialettica tra la morale del servo e la morale del signore. Analizzando la moralità del signore, del padrone, Nietzsche afferma che “Non ci sono affatto fenomeni morali, ma solo interpretazioni morali dei fenomeni”. Sono i padroni che hanno deciso cosa è morale, cosa è buono, cosa è bene. Il padrone è colui che concede onore alle cose e dunque crea i valori, è lui la misura di tutto. I padroni creano la loro moralità e gli schiavi rispondono con la loro. Al contrario dei padroni, la moralità dei servi, degli schiavi, è quella del ri-sentimento. Si tratta di una morale incattivita dall’oppressione, piena di rabbia e cinismo che induce gli schiavi a portare i padroni dalla loro parte, imponendosi. La morale dei servi prevarrà su quella dei padroni, come l’allievo Sith supererà senza dubbio il maestro proprio perché logorato dalla rabbia, accecato su ciò che è bene, assetato di potere. Una sete destinata a non estinguersi mai.

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