Nel 1851 nasceva Angelo Moriondo, inventore dell’espresso: vediamo come la caffeina ci rende più attivi

171 anni fa nasceva l’inventore della macchina per il caffè espresso. Analizziamo gli effetti di questa bevanda sul nostro cervello.

Latte dripping from a coffee machine

Angelo Moriondo, inventore della macchina per il caffè espresso, nacque il 6 giugno 1851. La sua invenzione contribuì a diffondere quella che oggi è una delle bevande più consumate al mondo, capace di darci una “marcia in più”.

Il caffè ci dà realmente energia?

Il caffè è considerato dalla maggior parte della popolazione come una bevanda in grado di darci più energia, ma le cose stanno esattamente così?

La sostanza stimolante contenuta nel caffè e ritenuta responsabile del suo famoso effetto è la caffeina, che ha un effetto psicoattivo, ossia può inflenzare il nostro stato psichico.

Per produrre energia il nostro organismo utilizza molecole di ATP (adenosina trifosfato), acido formato da adenosina e tre gruppi fosfato. Questi ultimi, separandosi dall’ATP, producono energia, successivamente utilizzata dal nostro organismo. Si può pensare all’ATP come una pistola con tre colpi in canna (tre gruppi fosfato): quando la pistola è scarica (ovvero quando vengono liberati tutti i gruppi fosfato), dall’ATP si ottiene l’adenosina.

La presenza di adenosina nei tessuti e nelle cellule segnala al nostro organismo un imminente esaurimento delle nostre riserve di energia e provvede rallentando o bloccando alcune funzioni del nostro organismo; di conseguenza, proviamo stanchezza. Le molecole di caffeina sono in grado di bloccare i recettori dell’adenosina, non permettendo di dare questo segnale, continuando quindi ad utilizzare le poche riserve di energia rimaste.

Quindi, come abbiamo visto, il caffè non ci dà energie aggiuntive, ma semplicemente utilizza anche quelle energie che sarebbero state impiegate come riserve in situazioni “limite”.

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Effetti negativi e positivi

L’utilizzo moderato di caffeina, presente anche in altre bevande, ad esempio il tè, ma anche in alcuni cibi, come il cioccolato, può avere effetti positivi. Questa sembra infatti riuscire a migliorare prontenzza e lucidità mentale, velocità di ragionamento e memoria.

La caffeina è inoltre utilizzata in ambito sportivo, in quanto capace di migliorare le prestazioni fisiche in esercizi di resistenza, riuscendo anche a ridurre lo sforzo percepito. La caffeina viene inoltre utilizzata per sport che richiedono un’alta intensità, ma la sua efficacia in questo senso non è ancora stata comprovata.

Alcune ricerche (tra le quali una condotta nel 2022 da ricercatori dell’università di Cambridge) suggerisce come il consumo di caffeina possa essere associato ad un minor rischio di depressione.

Questa sostanza è inoltre correlata ad un minor rischio di declino cognitivo e disturbi della memoria. Delle ricerche condotte su animali mostrano come questa sostanza sia in grado di rallentare la produzione della proteina betamiloide, che è stata collegata alla progressione del morbo di Alzheimer.

La dose limite cosigliata al giorno dalla FDA (Food and Drug Administration) è di 400 mg (200 per le donne incinte), che se superata potrebbe portare ad alcuni problemi. Per capirci, una tazzina di caffè espresso (circa 30 ml) contiene approssimativamente 60-80 mg, mentre una tazzina di caffè fatto con la moka 100-150 mg.

Eccedere questo limite potrebbe portare ad un peggioramento di sintomi come ansia, agitazione, mal di testa ed eccitazione, ossia a quella che viene chiamata “intossicazione da caffeina”.

La caffeina inoltre aiuta a stare svegli più a lungo, ritardando il rilascio di melatonina, l’ormone che ci aiuta a dormire, ma modificando anche il nostro ritmo circadiano, facendoci svegliare più tardi. Inoltre anche la qualità del nostro sonno viene influenzata, con un periodo di sonno profondo pù corto. Considerando che un quarto della caffeina assunta rimane in circolo anche dopo 10-12 ore, un caffè bevuto dopo pranzo potrebbe comunque portare a questi effetti.

woman holding a cup of coffee at right hand and reading book on her lap while holding it open with her left hand in a well-lit room

Bere responsabilmente: non vale solo per l’alcol

Come fare quindi del caffè e della caffeina e del caffè un alleato?

Di seguito sono riportati consigli che potranno risultare utili in questo senso.

  • Come è stato spiegato, la caffeina rimane in circolo per un periodo di tempo abbastanza lungo (metà della caffeina asssunta dopo 5-6 ore, un quarto dopo 10-12), ed è quindi necessario regolare la sua assunzione sulla base dell’ora in cui andiamo a dormire solitamente.
  • Appena svegli, il nostro corpo aumenta la produzione di cortisolo, ormone dello stress, ma anche energetico naturale, e per questo motivo è preferibile ritardare l’assunzione di caffeina almeno di un’ora dopo in risveglio, o quando ne avremo nel caso effettivamente bisogno.
  • Se non si è soliti assumere caffeina, si può considerare di farne uso soltanto quando è necessario un incremento delle energie, utilizzandola in modo funzionale.
  • Se il soggetto nota che la caffeina non sortisce più lo stesso effetto stimolante e sono necessarie dosi sempre maggiori per ottenere la stessa efficacia, che portano però ad alcuni degli effetti negativi sopra descritti, è bene cercare di ridurre gradualmente il consumo di questa sostanza, anche se in un primo periodo si potrebbe provare stanchezza e spossatezza.

 

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