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Manifesto del Partito Comunista e Manifesto Socialista per il XXI secolo: due opere a confronto

Il 21 febbraio 1848 usciva il “Manifesto del Partito Comunista”, opera scritta a due mani da Karl Marx e Friedrich Engels. Il testo fu commissionato dalla Lega dei Comunisti e puntava ad esprimere il loro progetto politico.

Manifesto del partito comunista

A qualche secolo dal Manifesto, uno nuovo viene pubblicato ai giorni nostri, caratterizzato da una nuova visione della realtà evolutasi al ritmo della società. Si tratta del libro di Bashkar Sunkara “Manifesto Socialista per il XXI secolo”. Mettendo le due opere a confronto si noteranno similitudini, ma anche grandi differenze. Scopriamole insieme.

Socialismo e Comunismo

Per meglio comprendere le due opere, è necessaria una breve spiegazione delle principali differenze tra socialismo e comunismo. Il comunismo nasce in seguito al socialismo, con ideologie più marcate che lo distingueranno definitivamente da quest’ultimo. Alla base di entrambi vi è la consapevolezza della lotta tra le classi e la dominazione di un gruppo sociale in una società capitalista, necessariamente da cambiare. Tuttavia, il socialismo si limita ad una posizione neutrale, non schierandosi quindi apertamente con i proletari. Un’altra grande differenza sta nelle modalità proposte nella lotta al capitalismo: i comunisti propongono una rivoluzione violenta mentre i socialisti un graduale cambiamento attraverso il dialogo.

Manifesto del Partito Comunista

Il “Manifesto del Partito Comunista” è un’opera che ha inevitabilmente segnato la Storia, attraverso realtà come quella di Cuba, dell’unione Sovietica e di altri paesi che il comunismo tentarono di concretizzarlo. Il progetto politico viene esposto da Marx e Engels a partire da un’analisi della Storia che è, secondo i due autori, una “lotta di classe combattuta tra oppressori e oppressi.” Queste due realtà sono la borghesia, classe dominante durante la rivoluzione industriale, e il proletariato, oppresso ma potenzialmente dominante. È a partire dall’oppressione che il proletariato inizia, secondo i due autori, lentamente a liberarsene, grazie ad associazioni che difendano i loro diritti. Avviene così una presa di coscienza che porterà il proletariato ad abbattere la borghesia, passando per un periodo chiamato “dittatura del proletariato” che porterà finalmente al passaggio da uno stato borghese ad uno proletario. Tuttavia, il grande sogno comunista ha causato nel corso della storia disillusione e amarezza durante la sua concretizzazione, in cui i reali valori della dottrina sono stati raramente applicati, tanto da spingere molti ex-sostenitori ad affermare a malincuore che il comunismo è un’utopia irrealizzabile.

Manifesto Socialista per il XXI secolo

Il “Manifesto Socialista per il XXI secolo” è la novità proposta da Bhaskar Sunkara che, riprendendo la moderazione socialista, aspira a dei cambiamenti nell’odierna società. L’autore è riuscito a galvanizzare la sinistra statunitense con le sue idee rivoluzionarie, che ha poi esposto in quest’opera. Sunkara ha fiducia nel socialismo, che per molti (probabilmente influenzati dalla Storia) sembra essere morto. Egli crede infatti che attraverso esso sia possibile costruire una società più a misura d’uomo e anticapitalista. L’autore rinnova inoltre la nozione di “socialismo” definendolo : “fiducia nella capacità delle persone comuni di dare forma a quei sistemi che plasmano le loro vite”. Il pensiero di Sunkara è intriso di ottimismo e fiducia nelle persone e nella collaborazione, valore antico che sempre più spesso lascia spazio all’individualismo capitalista. È questo stesso individualismo che porta non raramente a provare sentimenti di disillusione e rabbia che, secondo l’autore, dobbiamo avere la volontà di incanalare in qualcosa di costruttivo, solo così il socialismo democratico sarà possibile. Il progetto, come riconosce l’autore stesso, è lungi dall’essere facilmente realizzabile. Tuttavia, egli riporta ottimismo e fiducia in questa realtà per troppo tempo considerata utopica.

Il confronto

È evidente il varco temporale presente tra le due opere che nascono e si plasmano su una società costantemente in cambiamento. Le differenze sono intuibili sin dal titolo, la prima proposta indirizza verso il comunismo, mentre la seconda, forse più cosciente, marcata dalla Storia e dall’esperienza, seppur indiretta, propone il socialismo. Tuttavia, il punto comune è la grande fiducia per un progetto che possa cambiare la società in meglio. E chissà, forse sono proprio la Storia e l’esperienza che renderanno l’opera di Sunkara, piuttosto che quella di Marx e Engels, meno utopica e forse un giorno davvero realizzabile.

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