Il Superuovo

Lynch, Bergman e Kaufman: 7 film che vi faranno perdere la testa

Lynch, Bergman e Kaufman: 7 film che vi faranno perdere la testa

Oggi listone ignorantone di film assurdi da fottere il cervello.

Qualche premessa, non tratterò film che hanno visto tutti come “Inception”, “Fight club” e “Shutter island”, né film troppo estremi che solo noi cinefili – affetti da turbe psichiche – possiamo aver visto tipo le pellicole di Jodorowsky o roba come “Il pasto nudo” fino al più classico “Eraserhead”. Questa lista propone capolavori “mindfuck” ma comunque comprensibili e godibili ai più.

1. Mulholland Drive

La mia lista potrebbe essere tutta a tema Lynch ma non sarebbe giusto riguardo agli altri registi, quindi parliamo del mio preferito. Impossibile anche solo rendere l’idea in poche parole di ciò che rappresenta tale opera d’arte, quindi mi limiterò a dire che questo è un film pazzesco, inquietante come pochi, difficile da comprendere, ma anche in tal caso non ne rimarrete indifferenti. Lo stesso Lynch lo definisce “Una storia d’amore nella città dei sogni” rifiutando di darne ogni spiegazione.

2. Essere Jonh Malkovic

Opera prima di Spike Jonze, scritta da quel pazzo maniaco di Charlie Kaufman, parla di Craig, un burattinaio di scarso successo a New York che ottiene un lavoro come archivista alla LesterCorp, un’azienda che si trova al settimo piano e mezzo di un grattacielo, con un soffitto alto circa 80 cm. Qui Craig scopre un tunnel che porta direttamente nella testa di Jonh Malkovic. Ma Jonh Malkovic l’attore? Si! E perché? Eh… Bho.

3. Sto pensando di finirla qui

Ancora Kaufman, che stavolta è anche dietro la macchina da presa, parla di una ragazza, dal nome mai specificato, che in viaggio col fidanzato Jake per andare a conoscere i suoi genitori, continua a nutrire dubbi sulla natura della sua relazione ripetendosi in mente “I’m thinking of ending things”. Giunti a casa dei suoceri l’atmosfera già inquietante diventa sempre più surreale col verificarsi di cose inspiegabili, il tutto intervallato da alcune scene di vita di un bidello che troveranno una spiegazione avanti nella trama. Mascherato da horror, è invece molto di più: un viaggio allucinato nella memoria e nella malinconia tra realtà e fantasia, criminosamente lasciato passare come un filmetto qualunque. Rimediate, sta su Netflix, andate a vederlo!

4. Vizio di forma

Paul Thomas Anderson, ormai follemente innamorato di Joaquin Phoenix, lo traveste da Hippie, gli fa un taglio di barba illegale in 14 stati civilizzati e lo trasporta negli anni 70. “Vizio di forma” è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Pynchon in cui “Doc” Sportello è un hippie detective che, nel tentativo di aiutare la sua ex fidanzata si ritrova in un vortice di situazioni surreali e grottesche, unite a personaggi assurdi, il tutto condito da un’atmosfera psichedelica farcita di acidi e varie droghe nella quale aleggia il buon Doc. Ennesimo capolavoro di Anderson narra la fine del periodo d’oro degli anni 60 a Los Angeles, attraverso gli occhi strafatti di Doc e la narrazione malinconica e mistica di Sortilege in un film che fa ridere ma anche emozionare. Durante la visione avrete questa faccia…

5. Memento

Non poteva non esserci un Nolan, ma invece di mettere Inception o Interstellar visti da tutti, parliamo di Memento, suo secondo film, e onestamente anche uno dei migliori. Leonard è un uomo che, a seguito dell’omicidio della moglie al quale ha assistito impotente, soffre di amnesia anterograda che non gli permette di immagazzinare i ricordi per più di qualche minuto. Ossessionato da questo suo ultimo ricordo cercherà i colpevoli, il tutto condito da un intreccio narrativo, stavolta davvero sensato, e con un’alternanza tra pellicola a colore e bianco e nero, in una serie di scoperte e affermazioni alle quali però sarà sempre impossibile credere. Lo spettatore assume il suo punto di vista rendendo Leonard un perfetto narratore inaffidabile.

6. Twin Peaks

Si lo so, non è un film, ma dato che le serie vanno per la maggiore in questo periodo è il momento che recuperiate il capostipite della serialità televisiva. La vostra serie preferita non esisterebbe se nel 1990 Lynch e Frost non avessero creato “I segreti di Twin Peaks”. “Chi ha ucciso Laura Palmer?” questa era la domanda più gettonata negli anni ’90. Lynch ha creato un vero e proprio immaginario, era il primo prodotto televisivo ad avere un fandom ed è proprio il suo successo ad aver dato il via a tutte le serie successive. Tre stagioni con la terza a 25 anni di distanza dalle prime due (come predetto dalla stessa Laura Palmer) uno dei più grandi misteri mai visti che ancora oggi crea molteplici interpretazioni ed è in grado di spaventare ed emozionare come nient’altro.

7. Persona

Ed eccoci qua, non poteva mancare uno dei miei preferiti in assoluto, il maestro Bergman dirige la meravigliosa e bravissima Liv Ullman in “Persona”. Un’attrice di teatro, durante le prove di “Elettra”, smette improvvisamente di parlare cadendo nel mutismo selettivo. Ricoverata, la dottoressa deciderà di mandarla insieme a un’infermiera, Alma, in una casa al mare. Il film è praticamente un monologo, dato che su due personaggi una è muta, Alma parla e si apre sempre di più con la sua paziente e ciò crea una certa empatia tra le due donne che sfocerà in qualcosa di più nel corso del film. Stesso discorso di “Mulholland Drive”, parlarne in poche righe sarebbe riduttivo oltre che offensivo, quindi non rompete e andate a vederlo per capirne qualcosa.

 

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